Les dunes électroniques: un’evasione musicale alle porte del Sahara | Hydea, Nefta, musica elettronica, festival, deserto del Sahara, Tunisia, Hi Life, Panda Events, Skndr, Deena Abdelwahed e Haze-M, Ong Jmel, George Lucas
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//Les Dunes Electroniques 2015: Trailer uficialeLes Dunes Electroniques 2015: Trailer uficiale

Mancano ormai solo pochi giorni all’imperdibile appuntamento dedicato agli amanti dell’elettronica e delle sonorità underground. Giunto alla sua seconda edizione, il festival “Les dunes électroniques” si svolgerà anche quest’anno a Nefta, una piccola località nel sud-est della Tunisia, incorniciata dalle dune del deserto.

Nato in un territorio marginalizzato, colpito dal problema endemico della disoccupazione che riguarda buona parte dei suoi giovani, compresi quelli laureati, questo festival ha creato un vero sbocco economico nella regione. È in effetti un esempio significativo del modo in cui la cultura può produrre ricchezza, permettendo di valorizzare le strutture esistenti e di crearne di nuove in zone depresse, a lungo abbandonate dal potere centrale tunisino.

Organizzata dal gruppo Hi Life e dall’agenzia di eventi Panda Events (che negli anni ha dato vita a importanti kermesse musicali, come Les Plages électroniques di Cannes, il Miami Nice Jazz Festival, il Festival Crossover di Nizza e il Festival Martiniz in Martinica), la rassegna contribuisce, infatti, in modo significativo a rilanciare il turismo in un territorio disagiato e arretrato da un punto di vista economico attirando un vasto pubblico da tutto il Paese, dal resto del Maghreb e dall’Europa.

Oggi, in tutto il mondo si condividono gusti musicali simili che accomunano soprattutto le giovani generazioni, sempre connesse con quello che succede ai quattro angoli del pianeta. I materiali e le informazioni sono facilmente reperibili in rete dove non esistono frontiere ma molto spesso i ragazzi si scontrano con la frustrazione di non poter partecipare ai grandi festival europei, dovendo rinunciare al desiderio di ascoltare dal vivo le loro band preferite. Perché non bisogna dimenticare che chi vive nella riva sud del Mediterraneo non ha affatto lo stesso diritto alla mobilità di chi è nella riva nord. È per questo che, consentendo a tutti di assistere ai due giorni di “Les Dunes électroniques”, questo evento in parte ripara un’ingiustizia.

Ovviamente non tutti nella regione hanno la possibilità economica di partecipare, ma almeno stavolta non dovranno rinunciarvi per colpa di un visto negato.

Dopo il grande successo della precedente edizione, che ha coinvolto circa 7mila spettatori, anche quest’anno si prevede un’affluenza record, tra amanti della musica, viaggiatori e curiosi interessati a scoprire un’area ancora poco esplorata perché al di fuori delle solite mete di villeggiatura. In questa zona della Tunisia, alle porte del Sahara, le tradizioni culturali hanno infatti mantenuto il loro sapore più autentico, tra atmosfere e paesaggi che sembrano al di fuori del tempo, di grande fascino e suggestione.

Oltre alle strutture ricettive locali, grazie al contributo del Ministero del Turismo tunisino gli organizzatori hanno coinvolto alcune agenzie di trasporti e la TunisAIR, creando speciali pacchetti di viaggio “all inclusive”. Chi intende approfittare del festival per godersi un fine settimana in Tunisia avrà la possibilità di raggiungere questa cittadina piuttosto remota e in genere mal collegata in modo agevole ed economico e sono già disponibili soluzioni di alloggio a partire da 40 dinari (circa 17 euro).

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Il programma

L’edizione di quest’anno vanta una fitta programmazione, frutto di un approccio trasversale e multidisciplinare.

Uno degli obiettivi del festival, spiegano gli organizzatori, è infatti condividere contenuti di rilevanza artistica e culturale e dimostrare che nel Paese, a tre anni dalla rivoluzione, proliferano molti progetti interessanti.

Durante la rassegna, il caffè El Ferdaous, nel bellissimo palmeto di Nefta, si trasformerà in una sala cinema a cielo aperto che ospiterà la proiezione di film e documentari di registi tunisini del panorama contemporaneo.

Stéphane Brasca animerà una residenza artistica per fotografi che racconteranno, attraverso le loro immagini, il contesto urbano, l’ambiente, gli abitanti e gli eventi legati all’evento. I progetti realizzati saranno poi presentati in una mostra. Per omaggiare la tradizione tunisina di danza contemporanea, che da anni rappresenta l’avanguardia nel mondo arabo, i ballerini e coreografi di fama internazionale Rochdi Belgasmi e Seifeddine Manai insieme al direttore del Théâtre de Grasse, Jean Florès, presenteranno uno spettacolo dal vivo tra musica elettronica e danza. La sezione delle installazioni, a cura dell’Institut Français e Antivj, proporrà infine una creazione del compositore messicano Murcof e dell’artista Simon Geilfus, dal titolo “Monolith”. Un’esperienza visiva, definita nel programma “fisica e contemplativa”, si inserirà all’interno del paesaggio lunare del leggendario pianeta di Star Wars.

 

Gli eventi musicali

Il 20 febbraio, a Nefta, alle 18,00 il festival si aprirà con il djset di uno dei più apprezzati musicisti tunisini del momento, Znaidi, cui seguiranno i live di Skndr, Deena Abdelwahed e Haze-M. Il 21, nel suggestivo scenario del pianeta Tatooine, a Ong Jmel, dove George Lucas ambientò Star Wars, dalle 12,00 alle 21,00 si alterneranno il danese Kølsch, i francesi Julina Jeweil, Popof e N’to e il tunisino Hearthug. Chiuderà la serata il collettivo franco-tunisino Fabrika Crew con una selezione di musica Chill Out. Il 22 febbraio, sempre dalle 12,00 alle 21,00, a Ong Jmel si esibiranno lo statunitense Derrick May, considerato uno dei fondatori del movimento techno nel mondo, i tunisini Enfants Malins, da Montréal, e il duo francese Cardini & Shaw. Seguiranno il sound ipnotico di Francesco Tristano (Lussemburgo), Fakear (Francia)e Fabrika Crew.

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