Piemonte Share Festival, Cops and Robber | babelmed
Piemonte Share Festival, Cops and Robber Stampa
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La settima edizione di Piemonte Share Festival ( dal 2 al 13 novembre 2011al Museo Regionale di Scienze Naturali, via Giolitti 36, Torino ) come sempre diretto da Simona Lodi e Chiara Garibaldi, sarà dedicata al controverso rapporto tra arte e politica delle pratiche contemporanee. Il titolo volutamente pop dell’edizione, Cops & Robbers, definisce ancora una volta l’approccio dissacrante e provocatorio del più importante festival italiano dedicato al digitale, al suo rapporto e alla sua influenza in campo artistico e culturale. Guardie e ladri, colpevoli e innocenti, legalitari e sovversivi, rispettosi e rivoluzionari. L’impressione è che ci sia sempre qualcuno che ruba qualcosa, e qualcun altro che insegue, proprio come in Guardia e ladri, ma oggi i buoni sono spesso dalla parte sbagliata. Le posizioni si confondono, le idee si mescolano, si cambia fronte e si sceglie un nuovo schieramento. E’ una linea sottile quella che divide la legalità dall’illegalità nel campo della libertà di parola, nella fuga di notizie, nell’attivismo, nel copyleft, nell’appropriazionismo e nell’interventismo.
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Dopo aver affrontato temi scottanti come quello dell’arrivo del digitale nelle nostre vite (era il 2005!), quello del limite valicabile proprio quando Torino si misurava con le Olimpiadi Invernali, dopo aver esplorato le affinità digitali, il valore del fare con le mani nel tempo delle macchine, le forze del mercato e gli smart mistakes nella scorsa edizione, questa volta sarà l’occasione per riflettere sull’emergere di uno sfondo sociale che ha trasformato i paradigmi su cui si basa una società digitalizzata e globale. In questo contesto emergono questioni politiche legate alla democrazia e alla partecipazione, alla libertà d’espressione, alla condivisione del sapere, alla visione critica dell’informatizzazione della cultura e dei processi sociali condivisi.
Intanto presso la Camera di Commercio di Torino l’artista giapponese Suguru Goto presenta il progetto Cymatics, vincitore della scorsa edizione del premio Action Sharing. L’installazione rimarrà allestita anche nel corso del festival e sarà quindi visitabile gratuitamente fino al 6 novembre.

E come nelle scorse edizioni una parte importante della nuova edizione del Festival sarà costituita dalla grande mostra interattiva delle opere finaliste per lo Share Prize 2011 , il premio che fin dalla sua nascita si propone di scoprire, promuovere e supportare le arti digitali. La competizione internazionale è aperta agli artisti che usano le tecnologie digitali come linguaggio di espressione artistica, in ogni modo e forma. E così una giuria composta da Bruce Sterling e dalla curatrice della mostra Simona Lodi ha compiuto un complesso e approfondito esame di tutti i lavori che concorreranno per la vittoria dell’ambito premio. I finalisti sono: Ciro / Ludovico col progetto Face to facebook, il collettivo Iocose con Sun Flower Seeds on Sunflower Seeeds, l’olandese Mul Geert con l’installazione God’s Browser, la performance del collettivo svizzero Mediengruppe Bitnik, il divertente progetto Tardigotchi degli SWAMP (Studies of Work Atmosphere and Mass Production) e ancora l’ingegno del duo artistico formato da Julian Oliver and Danja Vasiliev. Il vincitore sarà annunciato durante la cerimonia di premiazione a Torino, il prossimo 6 novembre. La tematica di questa edizione verterà sulla questione dell’Appropriation Art e in particolare sull’arte che fin dalle avanguardie storiche affronta il tema dello sconfinamento della proprietà artistica. Tematiche come l’appropriazionismo, il citazionismo, il plagiarismo, possono essere lette in una chiave che oggi fa del fake e del remix un'estetica che sconfina in pratiche artistiche di frontiera. “Fare rete” da sempre implica una dialettica tra legalità e illegalità, tra furto e dono, tra apertura e chiusura, tra la proprietà intellettuale e la condivisione e quindi tra la partecipazione allargata e la posizione dominante.
Una serie di conferenze aprirà poi la strada ad un dialogo stimolante che parte dall'arte digitale e dalle nuove pratiche di socializzazione per poi intrecciare altri campi di indagine dalla filosofia politica, alla sociologia economica passando attraverso il cinema scoprendo l’interazione tra la divulgazione scientifica e le arti.



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