Corpi resistenti: artisti e Primavera Araba | babelmed
Corpi resistenti: artisti e Primavera Araba Stampa
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Le rivolte che recentemente hanno infiammato gran parte della riva sud del Mediterraneo hanno incentivato la nascita di una nuova coscienza civile e politica e, parallelamente, hanno dato nuovo impulso alle arti sceniche, tra cui la coreografia. Con il focus Corpi resistenti arrivano sulla scena del Roma Europa Festival 2011 alcuni artisti rappresentativi della danza contemporanea in Maghreb e nel vicino Oriente.
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I danzatori tunisini Selma e Sofiane Oussi sono tra i protagonisti di questa primavera artistica. Il 12 novembre si esibiranno in Here(s) / Real time video performance , uno spettacolo virtuale tra Tunisi, Parigi e Roma, dove gli spettatori del Roma Europa Festival li seguiranno in collegamento via Skype dall’Opificio Telecom Italia alle 17,30.

A seguire, dalle 18,30, il dibattito pubblico “Corpi resistenti” indagherà il ruolo degli artisti nella Primavera Araba. Tra gli ospiti, oltre ai due artisti, Radhouane El Meddeb, Bacera Belaza, Mahmoud Rabiey, Muhanad Rasheed, Fares Fettane, il regista egiziano Ahmed El Attar, la direttrice di Babelmed Nathalie Galesne, Tahar Chikhaoui, docente di storia e critica del cinema all’università tunisina di Manouba, e Zayneb Farhat, direttrice di El Teatro di Tunisi.

Il 13 novembre alle 20,30 al teatro Palladium saranno presentati in anteprima italiana tre spettacoli di danza contemporanea: Enshrined , di Mahmoud Rabiey “Vito”, B-DreaM , di Muhanad Rasheed, e La fin ce n’est que le commencement , di Fares Fettane.

Si tratta di tre coreografi e danzatori che riescono a integrare i linguaggi artistici della contemporaneità con elementi capaci di render conto delle loro radici culturali, ciascuno con specifiche particolarità stilistiche e tematiche.

L’iracheno Muhanad Rasheed in B-DreaM avvolge il movimento corporeo di una componente astratta, oscurando deliberatamente lo scorrere del tempo.

L’egiziano Mahmoud Rabiey in Enshired indaga la relazione tra l’uomo e dio all’interno di un contesto comunitario e relazionale, integrando elementi delle danze estatiche sufi.

In La fin ce n’est que le commencement , Fares Fettane, fondatore della compagnia algerina Cooperativa culturale Wache , oscilla tra le emozioni quotidiane e una dimensione spirituale e di trance.


Per maggiori informazioni:
http://romaeuropa.net/

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