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Il regista Amos Gitai, architetto della memoria | babelmedIl Museo Nazionale del Cinema rende omaggio al cineasta israeliano e architetto di formazione Amos Gitai fino all’8 gennaio 2012. Tre le iniziative: video installazione nei sotterranei della Mole Antonelliana, aperti per la prima volta al pubblico, la retrospettiva dei suoi film e la pubblicazione di un volume monografico. Sono ormai oltre ottanta i suoi film, un’opera rigorosa e coerente sugli interrogativi che assillano il suo Paese e il mondo contemporaneo, con un’attenzione particolare ai temi della memoria, dell’identità e dell’esilio.

La video installazione, che segue idealmente quelle realizzate a Bordeaux e a Parigi, si presenta come un’opera inedita, personale e autobiografica, strutturata attorno a diciotto videoproiettori ed è corredata da numerosi testi e documenti d’epoca che compongono un percorso visivo e sonoro di straordinaria intensità in cui il visitatore è libero di muoversi. “L’installazione evoca la materializzazione di un processo mentale, in cui gli archivi occupano il piccolo spazio della coscienza, mentre le proiezioni nello spazio sotterraneo rappresentano l’inconscio - precisa Gitai che si dice colpito che la Mole inizialmente venne pensata per essere una sinagoga - la memoria dei luoghi conta molto per me”.


www.museocinema.it


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