Se non le donne, chi? L’11 dicembre di nuovo in piazza | babelmed
Se non le donne, chi? L’11 dicembre di nuovo in piazza Stampa
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Il 13 febbraio hanno rivendicato dignità e rispetto dopo anni di fango, riempendo le vie di centinaia di città italiane e straniere. Domenica 11 dicembre le donne di Se non ora quando? tornano in piazza in molte città d'Italia con le loro idee e proposte su lavoro, maternità e servizi, rappresentanza e rappresentazione nei media. Tra gli appuntamenti, alle 14 a Roma a Piazza del Popolo e a Torino in piazza Castello . Una manifestazione non contro ma per segnare con la loro presenza la scena politica e contare nella vita sociale.

E per ricordare che “Democrazia vuol dire donne e uomini insieme al governo, capaci di far parlare le loro vite diverse. E anche così dovranno essere democratiche le aziende, le banche, le istituzioni, le fondazioni, le università. Tutto. E che nessuno ci venga a dire che questo non è il momento”.
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Oggi il nuovo governo ha uno stile diverso ma i problemi per le donne restano. In Italia ha un' occupazione solo il 47 per cento delle donne, in Europa il 62 per cento, guadagnano meno e hanno pensioni più basse. Senza servizi non possono fare figli, non a caso una donna su 4 lascia il lavoro dopo la nascita del primo figlio. Il lavoro domestico e di cura non è considerato economicamente e non viene calcolato nel PIL. In casa e fuori le donne lavorano un'ora in più al giorno rispetto agli uomini e hanno 80 minuti in meno di tempo libero. In questa realtà sulle donne pesano di più molte delle scelte al centro della manovra.

“Siamo quelle che tengono insieme affetti e lavoro, cura e responsabilità, libertà e senso del dovere. Siamo quelle che il diritto di essere cittadine se lo guadagnano giorno per giorno sulle barricate della vita quotidiana. Non c’è da uscire solo da una crisi economica, ma da una crisi politica, una crisi istituzionale, una crisi morale, da una logica, un immaginario, un ordine – scrivono in una lettera-invito le donne di Se non ora quando? -In questo passaggio difficile non possiamo tirarci indietro, perché non può tirarsi indietro chi regge questo paese sulle proprie spalle. Le donne non possono mancare per ridare all’Italia la dignità che ha perso, per ridarle credibilità, nel mondo, in Europa. Perché vogliamo restare in Europa e lavorare per un suo reale governo politico. Ma soprattutto non possono mancare per una politica che sia radicata alle necessità vere di donne e uomini”.

E proprio sulla politica lanciano un messaggio chiaro. “Per anni abbiamo votato una rappresentanza irregolare, composta da una maggioranza schiacciante di uomini. Abbiamo votato in cambio di niente, infatti questo paese non ci somiglia, non ci racconta. Ma adesso basta. Adesso, attenti: una donna un voto. Quando chiederanno il nostro voto non lo daremo più né per simpatia, né per ideologia, ma solo su programmi concreti e sulla certezza dell’impegno di 50% di donne al Governo. Il 50% non è quota rosa, non serve a tutelare le donne, serve a contenere la presenza degli uomini, non è un fine, ma solo un mezzo per rendere il paese più vivibile ed equilibrato, più onesto, più vero. I partiti indifferenti perderanno il nostro voto”.

L’appello di Senonoraquando?

In piazza il 11 dicembre per uscire dalla crisi, per un reale cambiamento “MAI PIÙ CONTRO DI NOI , MAI PIÙ SENZA DI NOI”.


www.senonoraquando.eu/



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