Egitto(i) di oggi. Nabil Boutros fotografo – scenografo | Nabil Boutros, galleria Darb 1718, Moataz Nasr
Egitto(i) di oggi. Nabil Boutros fotografo – scenografo Stampa
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La galleria Regard Sud di Lione ospita la mostra fotografica di Nabil Boutros “Egitto (i) di oggi”, fino al 3 gennaio 2012 . L’evento, in collaborazione con la Biennale di Lione 2011, propone diverse serie fotografiche realizzate dall’autore:
. Egiziani (2010);
. L’Egitto è un paese moderno (2006);
. I copti sul Nilo (2004);
Egitto(i) di oggi. Nabil Boutros fotografo – scenografo | Nabil Boutros, galleria Darb 1718, Moataz Nasr
“L’abito di una persona rivela messaggi sulla sua identità e sul suo modo di pensare e relazionarsi alla gente intorno a sé. A volte, questa apparenza può diventare una forma di comunicazione. Fino a che punto possiamo fidarci di questa apparenza? Questa riflessione mi è stata ispirata da chi, in Egitto, nascondendosi dietro un nuovo status religioso o finanziario, ha radicalmente cambiato look. Di conseguenza, queste persone hanno anche cambiato i loro rapporti sociali. Cosa possiamo dedurne? L’aspetto positivo è che ciascuno di noi ha molte sfaccettature, quello negativo è che l’abito fa il monaco.
Nel febbraio 2010, ho cominciato a dedicarmi a un progetto artistico. Mi sono lasciato crescere la barba poi, qualche mese dopo, ho cominciato a scattare la serie di fotografie con me con i capelli, con me tinto e con me con capelli e barba a diversi stadi di crescita e con acconciature molto diverse.

Una parte della serie “Egiziani” era esposta alla galleria Darb 1718 del Cairo a dicembre 2010, proprio quando è stato fatto l’attentato contro la chiesa copta di Alessandria.
In risposta a questo attacco, Moataz Nasr – fondatore e direttore della galleria Darb 1718 – ha preso l’iniziativa di realizzare un poster di protesta usando le mie foto e aggiungendo lo slogan “Tutti egiziani”.
Ovviamente, esiste una differenza tra un lavoro artistico e l’obiettivo di comunicazione di un poster, ma in quel caso era come se si trattasse di due facce di una stessa medaglia e ho accolto la sua proposta.

Il poster “Tutti egiziani” ha ricevuto il sostegno di una ventina di istituzioni culturali private in Egitto ed è stato distribuito e affisso gratuitamente in molti luoghi di cultura e di culto al Cairo, Alessandria, Minya e Assiout.
Due settimane dopo, le prime manifestazioni sollevavano il paese. All’inizio coinvolgendo più i giovani ma poi, malgrado la violenta repressione, persone di tutte le età hanno invaso Piazza Tahrir, centro e simbolo della rivolta per il suo nome: Liberazione.
Durante il sit-in in piazza, la creatività debordante si è manifestata sotto forma di poesia, musica e grafica. Alcuni attivisti hanno anche distribuito il poster “Tutti egiziani”.
A sentire chi era sul posto, le persone non percepivano sempre che si trattava della stessa persona in tutte le foto. A volte, qualcosa intuitivamente li colpiva e, spontaneamente, cominciavano a farsi fotografare accanto al poster come a dire “Sì, siamo d’accordo, tutti egiziani...”.
Ancora oggi il poster è distribuito dalle istituzioni culturali che l’hanno finanziato. Continua a vivere come simbolo di unità”.
Nabil Boutros


Per maggiori informazioni:
http://www.i-lyon1.com/assos-67.html