Informazione responsabile, nasce l’associazione Carta di Roma | babelmed
Informazione responsabile, nasce l’associazione Carta di Roma Stampa
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Il campo rom incendiato a Torino, la strage razzista di senegalesi a Firenze, la lista nera affissa on line dal sito neonazista Stormfront. Episodi gravi, drammatici che si sono susseguiti in questi ultimi tempi e che fanno orrore e preoccupano. "Le parole tante volte diventano armi, diventano qualcosa di pesante" ha detto il ministro della Cooperazione e dell'Integrazione Andrea Riccardi criticando come con troppa leggerezza si sia predicato il disprezzo e si sia parlato con durezza e asprezza di gruppi etnici minoritari. Un richiamo alla responsabilità che vale per tutti ma ancor più per i giornalisti nel misurare il linguaggio che usano per non alimentare razzismo e stereotipi, nel dare un’immagine corretta e non distorta di fatti e persone.

Per rispondere a questo richiamo è nata Associazione Carta di Roma con lo scopo di dare attuazione all'omonimo protocollo deontologico della professione giornalistica concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti, sottoscritto dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
Ne fanno parte: A buon diritto, Acli, Amnesty International, Arci, Archivio immigrazione, Asgi, Comunità di Capodarco, Centro Astalli, Cestim, Cnog, Cospe, Federazione delle Chiese
evangeliche in Italia-Fcei, Fnsi, Istituto Paralleli, Lunaria, Rete G2 - Seconde generazioni, Unhcr (invitato permanente) e Unar (osservatore permanente).
"Scopo dell'associazione – spiegano in una nota - è la promozione di iniziative per assicurare una responsabilità sociale dell'informazione sui temi dell'immigrazione e dell'asilo e, in generale, per garantire il rispetto delle minoranze, la correttezza dell'informazione e il superamento degli stereotipi. E' un momento d'incontro tra le espressioni della società civile, le rappresentanze professionali giornalistiche e il mondo della ricerca”. L’associazione, che ha eletto presidente Tiziana Ferrario (giornalista del Tg1 e rappresentante dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti), per una informazione più consapevole e rispettosa della dignità di tutti, metterà in campo una serie di attività: dai corsi di formazione all'attività di ricerca, al monitoraggio dell'informazione, sino all'istituzione di premi.
“Sono tante le storie di dolore che si nascondono dietro quel flusso continuo di persone che si muovono nei continenti lungo le rotte della speranza e approdano nel nostro paese, magari solo come tappa di un viaggio ben più lungo verso una vita più sicura – ricorda Tiziana Ferrario, stigmatizzando la leggerezza con cui troppo spesso si usa la parola “clandestino” associato all'idea di insicurezza, di emergenza, di allarme sociale. “Ma dietro a un clandestino – aggiunge - ci può essere un uomo o una donna che scappa da una guerra o da una persecuzione politica . Una persona che ha bisogno di chiedere asilo ed ha il diritto di riceverlo, come stabilito dalla Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati, firmata da 143 paesi, compresa l'Italia. Oppure una persona, che pur non essendo un rifugiato, ha bisogno di protezione umanitaria e non può essere rimpatriata nel suo paese, a causa di conflitti armati e violenze. Oppure una persona finita nella rete di trafficanti di esseri umani che, a differenza dei migranti irregolari, non ha mai acconsentito di essere portata in un altro paese. Per questo credo sia il momento giusto per unire le forze per dare un contributo alla crescita culturale del nostro paese”.

(21/12/2011)



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