“AZADI, libertà” | Ararat, curdi, richiedenti asilo, rifugiati politici mosta, Federica Araco, Paolo Fumanti, Laura Santopietro, Ex Mattatoio Testaccio, Caffè Letterario.
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“AZADI, libertà” | Ararat, curdi, richiedenti asilo, rifugiati politici mosta, Federica Araco, Paolo Fumanti, Laura Santopietro, Ex Mattatoio Testaccio, Caffè Letterario.Le fotografie di AZADI sono state scattate al centro culturale curdo “Ararat” di Roma che ospita circa quaranta richiedenti asilo e rifugiati politici. Il suo nome ricorda quello del monte divenuto un simbolo per curdi e armeni e la prima nave arrivata in Italia con a bordo 835 profughi turchi e iracheni nel 1997. Nato all’interno dell’edificio abbandonato dell’ambulatorio veterinario nell’ex Mattatoio di Testaccio, occupato da attivisti curdi e italiani nel 1999, il centro ora paga un regolare affitto al Comune di Roma ma non riceve alcun sostegno economico dallo stato. Tutte le attività sono autogestite e autofinanziate dagli ospiti, con la collaborazione di volontari esterni.

Tra esasperanti silenzi e interminabili attese, qui da anni si intrecciano i destini di centinaia di persone in transito verso la Germania, la Francia, il nord Europa, il Canada. Punto di riferimento per tutti i curdi che arrivano in Italia, Ararat è un luogo in bilico tra un “altrove” al quale non si può far ritorno e un “qui” dove è sempre più difficile riuscire a integrarsi. La vita comunitaria è un elemento importante e crea un profondo senso di appartenenza e condivisione tra gli ospiti del centro che spesso trascorrono mesi, a volte anni, prima di ricevere una risposta dalla Commissione.

Il progetto, realizzato da Federica Araco, Paolo Fumanti e Laura Santopietro tra il 2012 e il 2013, sarà presentato al BiblioCaffè Letterario di via Ostiense 95 a Roma il 19 dicembre alle 17,00 in occasione dell’incontro “Roma come Lampedusa. Racconti dalla città invisibile”. L’evento, organizzato da Roma Multietnica, accoglierà le testimonianze di rifugiati politici, richiedenti asilo curdi e afgani, avvocati, volontari e mediatori culturali che lavorano al loro fianco.

 


 

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www.caffeletterario.it