Rhome. Sguardi e memorie migranti | memoria, migranti, Roma, Rhome, Museo di Roma, Palazzo Braschi, Officine Fotografiche, WALLS-separate worlds
Rhome. Sguardi e memorie migranti Stampa
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Rhome. Sguardi e memorie migranti | memoria, migranti, Roma, Rhome, Museo di Roma, Palazzo Braschi, Officine Fotografiche, WALLS-separate worlds

“Rhome, sguardi e memorie migranti”, in mostra a Palazzo Braschi dal 12 febbraio al 30 marzo, è il punto di arrivo di un progetto di ricerca, frutto della collaborazione tra il Museo di Roma, l’associazione “èarrivatoGodot”, il CNR e l’associazione Officine Fotografiche.

Partendo da una riflessione sull’identità del Museo di Roma, da sempre sensibile al tema della memoria dei luoghi ormai scomparsi o in trasformazione nella capitale, il progetto arriva a tracciare il legame esistente tra la città e i suoi migranti interrogandosi sulle loro emozioni rispetto al contesto che li accoglie.

Nel lavoro sono state coinvolte 34 persone, appartenenti sia alle 14 comunità straniere più numerose a Roma sia ad altri Paesi. Le ragioni del loro trasferimento sono le più varie, così come molto diversificate sono le loro età, culture, fasce sociali, occupazioni.
Tutte abitano a Roma, da più o meno tempo. E a tutte, al termine di una lunga intervista sul proprio rapporto con la città, è stata posta la domanda: “Qual è un luogo di Roma che non dimenticherai mai, un luogo che porteresti sempre con te, anche se tornassi nel tuo Paese d’origine o andassi a vivere in un altro posto?”
A ciascuno è stato chiesto di esprimere e affidare il proprio ricordo non soltanto alle parole ma anche a un’immagine fotografica.
12 fotografi, allievi e insegnanti dell’Associazione Officine Fotografiche Roma, hanno accompagnato ciascun migrante in questo percorso stimolante e impegnativo. Insieme, hanno intessuto un dialogo mirato a comprendere in profondità le ragioni della scelta del luogo, ragionando sulla costruzione dell’immagine, l’inquadratura più adatta ad esprimere la visione personale di ogni singolo partecipante. Ogni fotografo si è reso così “occhio” del partner, lasciandogli la regia dell’immagine. Nella stessa ambientazione, i fotografi hanno realizzato il ritratto dei migranti.

Biglietto d'ingresso gratuito previo ritiro del biglietto omaggio in biglietteria.
Per visitare la mostra quindi, non è necessario acquistare il biglietto di ingresso al museo. Se si ha intenzione di visitarlo, è necessario acquistare il biglietto.