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Bohemian Fest: le danze sul sentiero Rom | gitani, Via della Seta, “Bohemian Fest”, Sentiero Rom, popoli persiani, turchi, balcanici, arabi, andalusi, Nanzi Bego, Lucia Zahara, gipsyTutto pronto per la grande “Bohemian Fest”, il Festival Internazionale di danze della Via della Seta, evento unico organizzato in Sicilia il prossimo 4-5-6 aprile. Tre intensi giorni di teatro, musiche, danze, spettacoli, seminari sulla vita rom. Il tema dell’edizione 2014 della “Bohemian Fest” è: sentiero Rom, il viaggio di Duende. Il Romani Trail (Sentiero Rom) è il nome dato alle rotte che nomadi e popoli tribali seguivano nelle loro migrazioni in massa che ebbero inizio nell’ottavo secolo nel nord-ovest dell’India, portando con sé una ricchezza di tradizioni, credenze religiose, danze, musica, racconti, divinazioni, spettacoli di burattini e magia.

Il sentiero Rom ci conduce in terre esotiche, arricchendoci con le loro culture, tradizioni e forme artistiche. Il Bohemian Fest intende celebrare proprio questo viaggio che i nomadi facevano dall’India (dal Rajasthan) alla Spagna (Andalusia), percorrendo la via della seta e delle spezie ed incontrando e contaminandosi con i popoli persiani, turchi, balcanici, arabi, andalusi. Sarà un tripudio di danze, movenze, canti, e musiche, espressioni artistiche tradizionali e moderne appartenenti a diverse popolazioni, etnie, lingue e religioni che hanno in comune la passione per la danza e l’amore per la musica. Attraverso il linguaggio della danza i gitani, con il loro spirito libero, celebrano la vita, trasmettendo un’antica forma di comunicazione, di saggezza antica e di tradizioni spirituali. Un viaggio danzante lungo il sentiero Rom dal Rajasthan all’Andalusia da condividere con tutti coloro che hanno una mentalità aperta, che si mettono sempre in discussione, che sono curiosi, che non hanno certezze e convinzioni fisse ma sono, al contrario, convinti che bisogna sempre mettersi sempre in gioco. Bohemian Fest è anche questo. Ed è soprattutto un modo per far conoscere ed apprezzare la cultura rom, tribale e gitana che, essendo nomade, non può che esprimersi attraverso la musica e la danza, possente veicolo di comunicazione, ancora più arcaico della lingua parlata ed estremamente misterioso e spirituale, poiché essa attinge alla memoria ancestrale codificata nel corpo al quale l’anima vuole ricongiungersi.

Bohemian Fest: le danze sul sentiero Rom | gitani, Via della Seta, “Bohemian Fest”, Sentiero Rom, popoli persiani, turchi, balcanici, arabi, andalusi, Nanzi Bego, Lucia Zahara, gipsyEmblematica anche la scelta di Catania per questa importante manifestazione. La Sicilia, ed in special modo la città di Catania, è il luogo di incontro di diversi popoli e crocevia di culture nel cuore del Mediterraneo, e considerata altresì un simbolo di rinascita, essendo risorta dopo numerose eruzioni e terremoti.La manifestazione è curata e organizzata da Lucia Zahara con la collaborazione dell’associazione culturale “Adif, la bottega dell’arte” che farà riscoprire al pubblico l’incanto della danza turco-rom; dalla Siberia arriverà Victoria Ivanova con la sua danza zingara russa; dal Rajasthan ci sarà Maya Devi con la sua danza indiana; Virginia Joelle Lopez Claessens dall’Andalusia (Spagna) insieme ad un’altra spagnola come Aida de la Fluente con le sue performances arabo-andaluse ed il flamenco; Aram Ghasemy dall’Iran con le sue danze persiane e Karim Alishali, sempre dall’Iran, suonatore di Tor, con la sua musica mistica; Nanzi Bego dall’Albania per riscoprire musica e danze balcaniche; Enrico Saro Grassi Bertazzi dall’Italia con il rimo incessante e vibrante delle sue percussioni e tanti altri ancora. Per tre intensi giorni sorprenderanno lo spettatore con culture, sapori, abiti coloratissimi, musiche e danze del mondo “gipsy” sul sentiero dei Rom, Sinti e Camminanti tracciato e condotto dalla danzatrice Lucia Zahara che guiderà lo spettatore alla scoperta degli stili e delle figure di danze dei paesi dal Rajasthan all’Andalusia. Un’esperienza unica che, come dice la stessa danzatrice Lucia Zahara, trasferirà l’energia del popolo gitano sui nostri piedi, sui nostri muscoli, dentro i nostri spiriti.