Intervista a Gianluca Solera, ideatore e promotore per il Cospe di Sabir Maydan | Sabir Maydan, Gianluca Solera, SABIRFest, casa editrice Mesogea, COSPE, Pietro Dall’Oglio, Alaa Abdelfattah, crowdfunding
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Intervista a Gianluca Solera, ideatore e promotore per il Cospe di Sabir Maydan | Sabir Maydan, Gianluca Solera, SABIRFest, casa editrice Mesogea, COSPE, Pietro Dall’Oglio, Alaa Abdelfattah, crowdfunding 

Com’è nata l’idea di Sabir Maydan ?

Negli ultimi quattro anni nazioni e territori attorno al Mediterraneo sono stati teatro di numerosi e straordinari movimenti di protesta e di lotta. Con un vero e proprio effetto di contagio, nonostante l'eterogenità dei paesi protagonisti, questi movimenti hanno rivelato di condividere modalità e aspirazioni comuni.

Se in paesi così diversi tra loro gli slogan e le aspirazioni sono stati gli stessi, ed erano alimentati da un'energia comune che attraversava le frontiere e accumunava le diversità culturali e religiose, ciò che manca oggi è uno spazio di confronto, scambio, produzione di cultura e strategie comuni. Un luogo ed un momento dove possa formarsi un attivismo cittadino transnazionale critico e responsabile, che si rigeneri anche attraverso la cultura e l'espressione artistica attorno a temi quali la cittadinanza e l'appartenenza a comunità che condividono una storia ed una geografia comuni, stili di vita e valori simili, dunque un destino comune: quello del Mediterraneo come culla delle civiltà tra Oriente e Occidente.

Proprio per questo, nella cornice del Festival di letteratura mediterranea SABIRFest che si terrà a Messina dal 25 al 28 settembre 2014, insieme alla casa editrice Mesogea, COSPE ha ideato questo spazio: Sabir Maydan (Sabir era la lingua franca dei marinai, mentre Maydan significa “piazza” in arabo). COSPE è da sempre impegnato nei paesi della sponda sud del Mediterraneo (in particolare Tunisia, Egitto, Algeria, Marocco e Palestina) ma la sua attività si è intensificata dopo le cosiddette “primavere arabe”, proprio sui temi della governance, della libertà di espressione, del sostegno alla società civile, dei beni comuni, della giustizia sociale e dei diritti delle donne, sostenendo molti di quei movimenti sorti dopo le prime rivoluzioni, così come dei singoli attivisti che si sono esposti in primo piano, nel loro non sempre facile percorso post-rivoluzionario. 

 

Come si presenta la manifestazione?

“Sabir Maydan” vuole essere uno spazio di espressione, creatività e confronto tra personaggi e movimenti dai territori del Mediterraneo, ricchi di storia e cultura, ma alla ricerca di diritti civili e nuove opportunità di riscatto, in particolare in questo momento di persistente precarietà sociale, restaurazione autoritaria e rigurgito di confronto militare pseudo-identitario. Una vera e propria piazza, un’agorà appunto, in cui tutti i vari ospiti delle due rive del Mediterraneo si confronteranno: si tratta di ben nove incontri strutturati a dialoghi, che dalle ore 10.30 alle ore 20 di domenica 28 settembre si susseguiranno in due delle sale della manifestazione, toccando temi quali la giustizia sociale, la religione e la politica, l’impegno civile, le donne o le città, cercando di leggere i segni che devono caratterizzare una futura cittadinanza mediterranea. In conclusione, tenteremo di tracciare le linee di una sorta di manifesto, una traccia per un percorso politico e culturale verso la cittadinanza mediterranea, che nasca dall’esperienza di incontro e confronto di questa giornata. Uno stimolo per costruire il Mediterraneo di domani, per preparare un progetto di integrazione regionale dal basso, dall’iniziativa cittadina. La giornata si concluderà con la presenza del musicista Pietro Dall’Oglio, fratello di padre Paolo, il gesuita rapito in Siria nel 2013 e a cui è dedicato Sabir Maydan insieme al blogger egiziano Alaa Abdelfattah, recentemente uscito di prigione dopo uno sciopero della fame.

 

Con Sabir Maydan si creano condizioni concrete per la costruzione di una società civile delle due sponde del Mediterraneo, un po’ come lo auspicava nel suo ultimo libro “Riscatto mediterraneo…” in cui propone un panorama dei movimenti cittadini di molti paesi mediterranei. Insomma, come si passa dallo scritto alla realtà?

Il percorso di ricerca, indagine e scrittura del mio libro “Riscatto mediterraneo. Voci e luoghi di dignità e resistenza” è stato determinante nel conoscere e quindi frequentare alcune delle figure di spicco dei movimenti sociali emersi in questi anni nel Mediterraneo. Molte di queste sono, infatti, tra gli invitati di Sabir Maydan. “Riscatto mediterraneo” non è solo un reportage narrativo, un viaggio tra luoghi e personaggi della protesta e per la dignità, ma è anche un libro-progetto, che si auspica la costruzione di un movimento cittadino transnazionale per un Mediterraneo che unisce e non divide, e che sappia concepire spazi di dibattito, scambio e progetto per affrontare le sfide socio-economiche, politiche o ambientali che interessano le due rive insieme, al di là della narrativa dell’inconciliabilità tra culture. Con Sabir Maydan, tentiamo di dare corpo a una visione, quella di un Mediterraneo dei Popoli, che sappia vedere più lontano dei nostri governi, gruppi di interesse e partiti politici. Sabir Maydan è anche un contributo alla messa in rete di sensibilità e energie diverse: per questo, ad esempio, ci siamo accordati con il festival politico-culturale organizzato a Lampedusa da Arci la settimana seguente, che avrà al centro della sua riflessione i movimenti migratori e la libertà di circolazione, affinché alcuni dei partecipanti possano essere presenti sia a Messina, che a Lampedusa. La stessa operazione di crowdfunding per Sabir Maydan è stata sostenuta da moltissimi lettori di “Riscatto mediterraneo”, che hanno visto in questa iniziativa un tentativo concreto di dare gambe all’utopia del Mediterraneo “Spazio comune”. Il nostro augurio è che Sabir Maydan possa offrire gli elementi necessari a concepire quelle “infrastrutture” e quegli “strumenti” di cui si deve dotare la società civile della regione per osare quell’utopia, senza restare impigliata nei lacci dei poteri forti economici e politici e di quelli dei predicatori dell’odio.

 

Mentre l’Italia soffre di una crisi sociale ed economica acuta, la manifestazione ha riscontrato un’adesione entusiasta da parte dei cittadini italiani che l’hanno anche materialmente sostenuta. Come lo spiega?

Credo che nonostante la crisi, la voglia di partecipare e di essere protagonisti sia comune e forte anche in Italia. In che cosa possono ancora credere i nostri giovani? In quale sogno o progetto, mentre l’Europa ricorda sempre più un normale e triste governo, la distanza dalle istituzioni e il divario tra benestanti e non benestanti si accrescono, e il mito della liberazione capitalistica universale si volge a incubo? Il Mediterraneo, per quel suo portare un’identità multipla e una cultura antica fatta di socialità, gratuità e diversità, per il coraggio dei suoi giovani che gridavano “lavoro, giustizia e dignità”, possono regalarci speranza e fiducia e aiutarci a farci gli artefici del nostro destino.

Ci eravamo dati come obiettivo quello di raccogliere con il crowdfunding 2.500 E, che avrebbero coperto una parte dei costi dell’iniziativa, ed abbiamo invece raccolto più di 4.000 E nel pieno della pausa estiva. Credo che questo sia un segnale anche per il nostro Paese. L'Italia potrebbe avere un ruolo chiave in questo processo per una cittadinanza attiva transmediterranea. La Sicilia in particolare, con la sua storia di migrazioni e contaminazioni culturali, è uno scenario ideale per poter dare possibilità a tutti quegli attivisti, intellettuali, artisti e pensatori di affrontare problematiche comuni, stimolare il dibattito, pensare strategicamente e produrre cultura. Siamo molto contenti sia dell’entusiasmo con cui Mesogea e gli amici messinesi hanno accolto la nostra proposta di tenere il forum in Sicilia, che dell’accoglienza che il “popolo” del crowdfunding ci ha riservato, che dell’interesse che si è creato intorno a Sabir Maydan. Devo anche ringraziare COSPE per aver creduto in questo progetto. Si tratta ancora di un piccolo esperimento, che fa della partecipazione la sua cifra, ma che vorrebbe diventare un periodico appuntamento di riferimento per discutere e accompagnare la costruzione di una cittadinanza attiva transmediterranea.

 

Intervista a Gianluca Solera, ideatore e promotore per il Cospe di Sabir Maydan | Sabir Maydan, Gianluca Solera, SABIRFest, casa editrice Mesogea, COSPE, Pietro Dall’Oglio, Alaa Abdelfattah, crowdfunding


 19/09/2014