Voci scomode, storie di chi sfida il potere | Ilaria Alpi, Francesco Cavalli, Alessandra Comazzi, Rosita Ferrato, Agil Khalilov, Zara Mourtazalieva, Darline Cothière
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Voci scomode, storie di chi sfida il potere | Ilaria Alpi, Francesco Cavalli, Alessandra Comazzi, Rosita Ferrato, Agil Khalilov, Zara Mourtazalieva, Darline Cothière

Giovedì 27 novembre, alle ore 18, presso Palazzo Saluzzo Paesana (via Della Consolata 1bis, Torino), si parlerà di giornalismo d'inchiesta con Francesco Cavalli, direttore del Premio Giornalistico Televisivo Ilaria Alpi e autore di “La strada di Ilaria”, il libro che onora Ilaria Alpi, una giornalista uccisa perché cercava la verità, e l’aveva trovata. Francesco Cavalliè fra Voci scomode, storie di chi sfida il potere | Ilaria Alpi, Francesco Cavalli, Alessandra Comazzi, Rosita Ferrato, Agil Khalilov, Zara Mourtazalieva, Darline Cothièrecoloro che da vent'anni si occupano del caso Ilaria Alpi, ideatore e direttore dell'omonimo Premio di Giornalismo, ma soprattutto è colui che, insieme ad alcuni colleghi altrettanto tenaci, non ha mai smesso di indagare. Produttore televisivo e responsabile di un gruppo editoriale radiotelevisivo, ha realizzato come autore diversi reportage tra i quali Somalia Italia e Un clown a Gaza. Autore di testi teatrali tra cui Occhi scritti, interpretato da Lella Costa. È tra i curatori di Carte False. L'assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Quindici anni senza verità (Edizioni Ambiente/Verdenero, 2009). È stato Assessore alla Cultura del Comune di Riccione.“La strada di Ilaria” racconta i fatti sui quali lavorava Ilaria Alpi e sulle ragioni della sua morte. Un caso scomodo, che è stato insabbiato velocemente per le tante implicazioni fra Italia e Somalia. Un caso che per la giustizia italiana non è ancora chiuso, rimasto fino ad oggi senza responsabili. Traffici di armi e di rifiuti tossici, corruzione, misteri nello storico rapporto fra Somalia e Italia: una storia che deve essere raccontata, e che nella scelta stilistica volutamente non giornalistica, riesce a coniugare narrazione pura a informazione. Da questo libro, frutto di diversi viaggi sul campo, nasce anche una rappresentazione teatrale.

Saranno presenti con l'autore, Alessandra Comazzi, giornalista e membro della giuria del Premio Ilaria Alpi, Stefano Tallia,segretario dell'Associazione Stampa Subalpina, e Raffaele Masto, giornalista della redazione esteri di Radio Popolare, che modererà l’incontro. La cantante, autrice e attrice Saba Anglana interpreterà alcune pagine del libro “La strada di Ilaria”. Introduce l'incontro Rosita Ferrato, presidente del Caffè dei Giornalisti.

Venerdì 28 novembre, alle ore 10, in Aula Magna presso il Campus Luigi Einaudi, gli studenti del corso di laurea in Comunicazione Pubblica e Politica insieme ad altri dei Dipartimenti di Culture, Politica e Società e di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Torino incontreranno il giornalista dell'Azerbaigian, Agil Khalilov e la giornalista russa di origini cecene Zara Mourtazalieva, entrambi rifugiati e accolti dalla Maison des Journalistes (MDJ) di Parigi.

//Agil KhalilovAgil KhalilovAgil Khalilov, giornalista del quotidiano di opposizione Azadlig, per il quale continua a scrivere, classe 1983, dal 2008 vive a Parigi come rifugiato politico. Khalilov ha lasciato l'Azerbaigian dopo una serie di articoli che ha pubblicato sul principale quotidiano di opposizione Azadliq Azerbaigian, relativi ad un'inchiesta che rivelava il coinvolgimento di membri del Ministero della Sicurezza Nazionale (ex KGB) in un caso di appropriazione indebita immobiliare.  Durante la sua inchiesta, Agil Khalilov viene sorpreso a filmare una transazione illegale: il governo vuole coprire lo scandalo, e il giornalista è oggetto di diversi attentati in poche settimane. Viene pugnalato, il colpo va a pochi centimetri dal cuore. Ne esce miracolosamente vivo, guarisce e pochi giorni dopo viene spinto sotto la metropolitana.

La polizia si rifiuta di indagare su tali attentati e i suoi avversari non si fermano: organizzano una vasta campagna mediatica per screditarlo. Presentato come un omosessuale (che, nella società azera, è un grave insulto e ne conseguono gravi discriminazioni), si sostiene che sia vittima dei suoi costumi "contro natura". L'autore dell'accoltellamento sarebbe un "amante geloso". Il suo processo diventa un vero e proprio "spettacolo organizzato" in piena tradizione staliniana: il pubblico ministero, come i giudici, lo presentano fin da subito come "colpevole". Il sistema giudiziario e i media condividono lo stesso scopo: servire il regime, eliminando coloro che minacciano la mafia del potere. Agil Khalilov decide di fare ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo e lascia l'Azerbaigian. Per la prima volta nella sua vita, prende l'aereo e lascia alle spalle i suoi incubi. Oggi Agil Khalilov tiene lezioni sulla libertà di stampa nelle scuole francesi e partecipa a vari eventi organizzati da istituzioni internazionali e ONG a livello europeo. Alla domanda su come veda il suo futuro, Khalilov risponde che intende "continuare a combattere e lavorare come giornalista."

//Zara MourtazalievaZara MourtazalievaZara Mourtazalieva, nata e cresciuta in Cecenia, nel 2003 si trasferisce per studiare e lavorare a Mosca. Il 4 marzo 2004 viene arrestata all'uscita del lavoro: si tratta di una pratica comune attuata dalla polizia di Mosca nei confronti delle persone di "nazionalità caucasica" (un termine comunemente usato dalla polizia per designare etnica cittadini del Caucaso). Una volta portata in commissariato, cadrà nella trappola preparata ad hoc dagli agenti della polizia russa: sulla base della "prova" di un pacchetto esplosivo nascosto a tradimento nella sua borsa, sarà condannata per terrorismo a otto anni e mezzo di reclusione in una colonia penale. Viene condannata ai lavori forzati quando ha appena 20 anni, nel 2004. Lascia carcere il 3 settembre 2012, il giorno prima del suo ventinovesimo compleanno.

Dopo otto anni e mezzo trascorsi nei campi di Mordovia per un crimine che non ha commesso, Mourtazalieva, poco dopo il suo rilascio, fugge in Francia e viene accolta nel 2012 alla Maison des journalistes a Parigi. Questi anni di detenzione non hanno infatti indebolito questa giovane attivista cecena: al contrario, lei ha deciso di combattere contro la corruzione del sistema giuridico russo.

Le è stato riconosciuto lo status di rifugiata politica da un anno: Mourtazalieva intende continuare a combattere per i detenuti nelle colonie penitenziarie russe, supportata da diverse associazioni e organizzazioni per i diritti umani. Nel suo libro, "Otto anni e mezzo", pubblicato in Francia nel mese di aprile 2014, oltre alla propria storia, racconta il sistema carcerario sotto il governo Putin. Nel suo libro riflette principalmente sulla vita in colonia penale, sugli abusi contro le donne: le umiliazioni, le percosse, le violenze, il lavoro forzato, le punizioni, anche con esito mortale. Mette a confronto il sistema carcerario del regime di Putin con quello di Stalin. Mourtazalieva racconta anche le storie di altre donne detenute, dove le innocenti e le colpevoli intrecciano i loro destini e soffrono insieme. Zara è peraltro testimone dell'amicizia e della solidarietà nate in prigionia. 

L'appuntamento del 28 novembre si inserisce nell'ambito di Presse 19, progetto di sensibilizzazione alla libertà di espressione e all’importanza del pluralismo dell’informazione. Presse 19 è un progetto della MDJ di portata europea che l’associazione francese lancerà proprio a Torino grazie alla collaborazione con il Caffè dei Giornalisti. Il progetto deve il suo nome all'articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 che sancisce il diritto alla libertà di opinione ed espressione.

Marinella Belluati, docente di Analisi dei Media introdurrà l’incontro, a cui saranno presenti Darline Cothière, direttrice della MDJ, Rosita Ferrato, presidente del Caffè dei Giornalisti, Marco Buttino, docente di Storia Contemporanea e studioso delle aree dei paesi al centro del dibattito e Claudio Sarzotti docente di Filosofia Giuridica del Dipartimento di Giurisprudenza. Nell'atrio del Campus Luigi Einaudi verrà allestita una selezione dalla mostra internazionale itinerante “Exile – Giornalismo esiliato” realizzata nel 2011 dalla Maison des Journalistes che comprende vignette sul tema della libertà di stampa realizzate da illustratori di tutto il mondo.

Quando attacca i poteri forti, il giornalista rischia. Che sia in Italia, o in Cecenia o in Azerbaigian, o altrove nel mondo. Ne parliamo perché certe libertà non sono scontate – diceRosita Ferrato, presidente dell'associazione Caffè dei Giornalisti - ed è fondamentale ricordarlo”. Gli eventi sono organizzati l'Associazione Caffè dei Giornalisti, in partenariato con il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università di Torino e Maison des Journalistes.

L'associazione culturale Caffè dei Giornalisti nasce a Torino nel 2012 da un'idea di Rosita Ferrato, come luogo di incontro per raccogliere, confrontare e promuovere esperienze di giornalisti in Italia e nel mondo, con particolare attenzione a chi persegue l'obiettivo di un'informazione libera e approfondita, specialmente in contesti ostili e svantaggiati.
La Maison des journalistes (MDJ) è un'associazione francese, con sede a Parigi, che dal 2002 accoglie e accompagna i giornalisti costretti a lasciare il proprio paese per aver voluto praticare la libera informazione. È un luogo di vita, ascolto e di incontro per i professionisti dell'informazione esiliati, un luogo per ricostruirsi una professione e, soprattutto, una vita.Dalla sua nascita ha accolto oltre 280 giornalisti provenienti da 60 paesi.

La MDJ offre a questi “combattenti della penna” un alloggio sicuro per 6 mesi, nel corso dei quali ricevono aiuti concreti, come buoni pasto, l’abbonamento ai trasporti pubblici, un sostegno giuridico e psicologico, e vengono accompagnati nel difficile percorso di riconoscimento dello status di rifugiato. Attraverso il giornale online, “L'oeil de l'exilé”, ovvero “L'occhio dell'esiliato” (www.loeildelexile.org), la MDJ offre ai giornalisti l'opportunità di riprendere in mano la penna, per continuare ad esercitare il loro mestiere al riparo dalle persecuzioni.

Voci scomode, storie di chi sfida il potere | Ilaria Alpi, Francesco Cavalli, Alessandra Comazzi, Rosita Ferrato, Agil Khalilov, Zara Mourtazalieva, Darline CothièrePRESSE 19

É il nuovo progetto della MDJ di sensibilizzazione alla libertà di stampa attraverso la testimonianza di giornalisti in esilio. Si tratta di un’operazione rivolta esclusivamente ai giovani universitari a livello europeo. Presse 19 deve il suo nome all'articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 che sancisce il diritto alla libertà di opinione ed espressione: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, riceve e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.

Voci scomode, storie di chi sfida il potere | Ilaria Alpi, Francesco Cavalli, Alessandra Comazzi, Rosita Ferrato, Agil Khalilov, Zara Mourtazalieva, Darline CothièreL’associazione Caffè dei Giornalisti, partner della Maison des journalistes, aderisce a Presse 19 per lanciare tale programma proprio da Torino. Darline Cothière, direttrice della struttura francese, ha dichiarato: “É molto importante per la MDJ partecipare alla sensibilizzazione dei giovani europei, relativamente ai valori della libertà di stampa e ai principi della democrazia. É dunque con grande soddisfazione che lanciamo ufficialmente il progetto Presse 19 a Torino, grazie alla collaborazione con il Caffè dei Giornalisti che difende i nostri stessi ideali”.