La notte della Taranta | Igiaba Scego
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Igiaba Scego   
Larilò larilò lallerò, larilò larilò llà llà......

Buonanotte ti lascio vado via
dormi tu che io parto addolorato
ma dove io vada, fugga o stia
te porto sempre nel mio cuore.


Questi sono i versi di Kali Nitta, tra i canti forse il più conosciuto dell'area grecanica. Versi che spesso sono intonati anche allo stadio dai tifosi del Lecce Club. Ed è con questi versi che si è conclusa la Notte della Taranta edizione 2008, una edizione ricca di emozioni e di contaminazioni. La notte della Taranta non è solo il concertone finale che ogni anno si svolge davanti all’ex convento degli agostiniani a Melpignano, è molto di più. Prima di tutto è un tour di concerti che coinvolge tutti i comuni dell’enclave ellenofona della Grecìa Salentina, ma è anche ricerca, studio, amore e approfondimento per i temi della pizzica, del tarantismo, della cultura orale e popolare. I comuni di Calmera, Martignano, Sternatia, Soleto, Zollino, Galatina, Cutrofiano, Corigliano D’Otranto, Castrignano dei Greci, Martano, Carpignano Salentino, Cursi, Melpignano insieme all’istituto Diego Carpitella decisero nel 1998 di non disperdere il patrimonio culturale della terra del Salento, ma di convogliarle in iniziative capaci di coinvolgere i giovani e di conservare la memoria degli anziani. Ed è questo aspetto quello più sottolineato dagli organizzatori e dal sindaco di Melpignano Sergio Blasi. Coniugare la comunità piccola e grande, coniugare l’identità salentina con la sua musica, il suo ritmo, la sua storia e le sue tante ferite.
La notte della Taranta | Igiaba ScegoLa Puglia è una regione sfregiata dall’emigrazione, dalla povertà, dai soprusi. La taranta in un certo senso era il modo, l’unico, con cui gli abitanti del luogo fuggivano dalle loro miserie, dal maschilismo, dai padroni che comandavano senza pietà sulle loro vite di umili braccianti. La taranta attraverso il suono impetuoso, i tamburelli, gli svolazzi delle sottane era un rito di liberazione dalla schiavitù. Ed è questa storia, questa gente che è vissuta nella miseria o che è scappata per andare a faticare al Nord che viene celebrata durante la Notte della taranta. E non è un caso che la parola d’ordine della manifestazione sia Accoglienza, l’unica possibile in un mondo che invece spesso va dalla parte opposta, quella della disgregazione.
Mauro Pagani, maestro concertatore della notte, ha sottolineato questa vocazione dellu Salentu, lu sule, lu mare, lu ientu di accogliere. “Per me - dice Pagani - questo è meraviglioso, vengo da una regione, la Lombardia, dove ci si é dimenticati del senso di ospitalità e dell’accoglienza. L’atteggiamento della difesa della bottega non serve a nulla, ci fa morire ancora più ignoranti e si sa che l’ignoranza non alimenta la speranza. I momenti storici in cui le società sono progredite è quando le civiltà si sono incontrate e contaminate”. E questo aspetto della notte della taranta è stato sottolineato anche dal presidente della regione Puglia Niki Vendola che definisce la Notte della taranta “una macchina delle magie e degli incantamenti”. E aggiunge “una macchina fondamentale che lotta contro la paura che sembra diventata l’unico credo possibile in Italia. Un credo negativo, che porta solo distruzione, razzismo, negatività. Un credo contro cui la notte della Taranta lotta, perché spinge non solo a recuperare la memoria dei vecchi, le tradizioni culturali e musicali di questa terra meravigliosa, ma chiama persone da fuori a giocare al gioco bellissimo delle contaminazioni”.
Molti sono stati i partner che si sono avvicendati in questa avventura musicale e di ricerca. I costi ci sono, ma ogni anno si combatte strenuamente anche per abbattere questo muro che sembra sempre insormontabile. Questa edizione del 2008 è costata meno del 2007 e la qualità non ne ha sofferto. Ma il problema si è posto agli organizzatori, anche perché la notte della taranta non è solo il concertone finale di Melpignano e le sue attività non si esauriscono solo nel mese di Agosto. Comprende attività di ricerca, convegni, altri concerti in giro per il Salento e non solo. Per questo si è deciso quest’anno di dare vita alla Fondazione la Notte della Taranta., per essere un po’ più indipendenti. Inoltre in questo campionato di calcio 2008-2009 il ragno della taranta campeggerà sulle maglie del Lecce Club, nel posto riservato di solito allo sponsor.
Questa edizione del 2008 ha visto partecipare ospiti importanti quali Rokia Traorè l’elegante e talentuosa voce del Mali e Richard Galliano virtuosista della fisarmonica, ma tanti erano gli artisti di casa. Dai Radiodervish a Caparezza, dagli Apres la Classe ai sud Sound System. Ma non sono mancati i cantori tradizionali e i gruppi di musica popolare ,da Uccio Aloisi e la sua simpatica verve ironica ai giovanissimi Lu ientu tu Sud che sono stati protagonisti di un intenso concerto a Galatina. Ma il gruppo che ha toccato il cuore della piazza di Melpignano (quest’anno il concertone è stato seguito da 150.000 persone in piazza e tre volte di più in televisione) è stato quello degli Zimbaria, gruppo nato dalla volontà e dall’estro di Pino Zimba, ex officina Zoe e attore in tanti film di Winespeare. Il grande tamburellista è morto improvvisamente all’inizio del 2008, ma dietro di lui non c’è il vuoto, ma un gruppo che ora è guidato con mano salda dal figlio Edoardo. La notte della taranta infatti
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Pino Zimba
quest’anno è stata dedicata alla memoria di Pino Zimba, ricordato attraverso le strofe, lo sfregamento dei tanti tamburelli che si sono succeduti sul palco e dalle tante parole d’amore inviate alla sua memoria. È stata una emozione per tutti partecipare a questa edizione 2008. Da una Rokia Traorè affascinata nel vedere “tanti giovani ballare la pizzica” ai Radiodervish che sottolineano che “l’imbastardimento è sempre una cosa buona; è meraviglioso questo palco caleidoscopico”. Ma è Caparezza con il movimento ondulatorio dei suo tanti capelli ricci (Capa-rezza appunto, testa riccia) a riassumere i sentimenti che abitano le anime di tutti gli artisti. “Sono contento di essere qui” dice il rapper pugliese “ho sempre avuto un certo timore reverenziale a venire…Per me la Notte della Taranta è storia della Puglia. Ora mi sento pronto a cantare davanti a questa piazza, ho un brano di amore per la mia regione. Mi sento molto a casa ora. La Puglia è una terra meravigliosa, ha molti problemi, ma dobbiamo affrontarli, guardarli in faccia non nasconderli”. Ed è quello che succede nella Notte della Taranta, la pizzica non è solo un momento di festa, ma anche di denuncia. Non è un caso che il sindaco tuttofare e instancabile di Melpugnano parla di infrastruttura culturale, “lavorare sulla tradizione” dice il sindaco “è creare una infrastruttura al pari di luce, gas, strade, rete fognarie. Non basta costruire cartelloni estivi di eventi culturali, ma si deve scavare, condividere, fare ricerca. La cultura è in grado di condizionare il governo di un territorio e su questo si basa la nostra scommessa”.
La festa comincia, risuonano i tamburelli, gli artisti si susseguono sul palco. Si canta e si suona fino a notte fonda. Vieni a ballare in Puglia grida Caparezza. La gente lo fa a Melpignano, anche chi pugliese non è (sono tanti i turisti, italiani e non). La vera festa è quella in piazza, gli artisti lo sanno e ne sono felici. La gente balla, ma sa che è un ballo consapevole. Che la taranta è un anticorpo alla xenofobia e alla paura che dilaga nella piccola Italia della crisi economica. La gente balla e pensa. Una Puglia che pian piano cerca di contaminare anche il resto d’Italia, il cammino è lungo, ma siamo sicuri questa è la prossima battaglia della taranta.


Igiaba Scego
(04/09/2008)

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