Abou Lagraa arriva con la sua Baraka ad Algeri  | Fadwa Miadi
Abou Lagraa arriva con la sua Baraka ad Algeri Stampa
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Abou Lagraa arriva con la sua Baraka ad Algeri  | Fadwa Miadi
Abou Lagraa - © Eric Boudet
Premiato come miglior ballerino internazionale del 2009, Abou Lagraa ha ricevuto questo riconoscimento il 14 maggio scorso, al festival Internazionale Movimientos Dance, uno degli appuntamenti di massimo riferimento per i professionisti del settore. Un incontro coinvolgente con il coreografo franco-algerino che fondò, una decina d’anni fa, la Baraka, una compagnia degna di questo nome.

”Questo riconoscimento mi da molto piacere ed onore. Sono ormai 20 anni che ho iniziato la mia carriera di ballerino e da 10 anni firmo autografi”, confessa Abou, che dice d’aver incontrato la fortuna per caso ad Annonay, sua città natale. “Un’amica mi propose di seguire un corso di jazz. Avevo 16 anni, e dopo un’ora capii che quello sarebbe stato il mio mestiere. Fu un vero colpo di fulmine. Avevo trovato il mezzo per esprimermi e per conoscermi”, prosegue questo giovane trentanovenne.
Lionese d’adozione,  di padre algerino e madre egiziana, per Abou Lagraa  ballare significa interrogarsi sull’uomo, sull’esistenza, sul ruolo dell’umanità e, soprattutto, imparare a convivere con le nostre differenze, costruendo un mondo nuovo con fiducia ed energia.

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Abou Lagraa (Photo Michael Cavalca)
Oggi di progetti, Abou Lagraa, che ha già firmato una decina di coreografie, ne ha molti. Tra questi, quello che ha particolarmente a cuore gli è stato affidato da Khalida Toumi, il ministro della cultura algerina, e consiste nello sviluppo dell’arte coreografica in Algeria. Questa ambiziosa impresa, alla quale Lagraa partecipa come artista associato, dovrebbe cominciare il prossimo gennaio, con la finalità di contribuire a rinnovare il balletto nazionale algerino creato nel 1962, subito dopo l’indipendenza del paese. Niente poteva incoraggiarlo di più che creare una nuova generazione di ballerini nel paese nel quale ha le radici. Provenienti dalla tradizione classica, i venti artisti che lavoreranno con il fondatore della Baraka, riceveranno una formazione contemporanea, moderna, hip hop e potranno misurarsi anche con le coreografie di Abou Lagraa. “La mia gestualità è una miscela di tutte queste tendenze ed è allo stesso tempo molto segnata dalle mie origini. Ci sono, ad esempio, molti movimenti del bacino, delle spalle degli avambracci ma anche delle mani”, precisa. “Con questo progetto, vorrei creare un ponte culturale tra la Francia e l’Algeria”, confessa Abou, che si dice molto felice di ritornare in questo paese dopo 20 anni. “Voglio dimostrare che gli algerini sono aperti e rompere le barriere”, prosegue. Il risultato del lavoro del balletto algerino darà luogo ad uno spettacolo che sarà presentato a Lione nel 2010 e che proseguirà con una tournée europea.

“Questa esperienza mi da una nuovo slancio di creatività. In Europa giriamo a vuoto. La crisi non è soltanto economica e finanziaria, esiste una crisi anche in termini di creatività ed apertura di spirito”, confessa Abou Lagraa che ama ormai solo la contaminazione tra generi e culture nel suo lavoro di coreografo.

E in attesa di vedere come trasformerà il balletto nazionale abituato alla Scuola russa, il pubblico algerino potrà assistere ad uno spettacolo della compagnia Baraka, “Allegoria Stanza” ,  il 20 luglio ad Algeri, dove Abou Lagraa realizzerà un nuovo spettacolo in collaborazione con il compositore e regista Farid Aouamer.
Altri lo avranno visto ballare in coppia con la sua graziosa moglie, Nawal Ait Benalla, il 14 maggio su Arte che, in occasione della sua premiazione come Miglior Ballerino Internazionale, ha trasmesso un estratto di “D'Eux Sens”, l’ultima scena della Baraka. Questa coreografia sensuale è stata inspirata dai poemi di Omar Khayyam che evocano “la vita di tutti i giorni, l’amore, la speranza, la bellezza, la morte e la vita, e dei nuovi inizi…”. spiega Abou Lagraa.


Fadwa Miadi
Traduzione dal francese di David Mancini
(21/05/2009)





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