Ado Hasanovic, “l’angelo di Srebrenica”  | Ado Hasanovic, Srebrenica, Luis Buñuel, Dragana Jovanovic, Robert Golden, Gordana Boban, Tatjana Đorđević
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Tatjana Đorđević   

Aveva solo sei anni quando è fuggito con i genitori dalla loro casa per salvarsi.   Mentre erano nascosti in un bosco, sul lato opposto hanno sentito una grande esplosione. Il suo papà dice: “E’ la nostra auto, l’esplosione viene da dove l’avevo nascosta”. Guardare quel fuoco a distanza lo ha reso molto triste: in auto era rimasto il suo giocattolo preferito. Per lui, un bambino di sei anni, era molto difficile sopportare il dolore per aver perso una parte così importante della propria vita, della propria infanzia.

Ado Hasanovic, “l’angelo di Srebrenica”  | Ado Hasanovic, Srebrenica, Luis Buñuel, Dragana Jovanovic, Robert Golden, Gordana Boban, Tatjana ĐorđevićAdo Hasanovic, giovane regista bosniaco ha perso molti familiari durante l’assedio di Srebrenica del 1992–1995, però non ha mai perso l’amore per la sua città dove è nato. Il suo primo cortometraggio girato nel 2007 “Io sono di Srebrenica” parla dell’orgoglio suo e dei giovani di Srebrenica di oggi. La sua perseveranza e dedizione al lavoro lo hanno portato al successo. Dopo aver concluso il triennio di studi presso l’Università di Sarajevo, Ado s’è trasferito a studiare in Italia. Lui è tra i pochi fortunati che studia presso il rinomato Centro di Sperimentazione Cinematografica di Roma e il suo sogno è di diventare regista professionista.

Come nasce l’amore per il cinema?

Tutto è iniziato nel 1995 a Srebrenica, quando ho avuto la fortuna di rimanere vivo insieme con i miei genitori. Ci siamo poi rifugiati in un’altra città bosniaca, Tuzla, dove ho spesso guardato le riprese degli eventi di guerra che aveva fatto mio padre. Dopo, anch'io ho cominciato a girare, soprattutto riprendendo la gente per la strada. E questo mi ha fatto sentire una persona molto importante. Nel 2007 siamo tornati a Srebrenica e ho iniziato a fare volontariato presso l’associazione “Amici di Srebrenica”. Grazie al direttore dell’associazione, Dragana Jovanovic, ho realizzato il mio primo documentario “Io sono di Srebrenica”, il film che ha vinto il premio speciale al Festival di cortometraggio di Mostar nel 2008.

Chi sono i tuoi idoli?

Non ho idoli, non mi piace copiare da nessuno, preferisco creare il mio stile personale. Ci sono registi come Luis Bunuel, Stanley Kubrick e Charlie Chaplin, che mi piacciono molto per il segno che hanno lasciato nel cinema.

Molti dei tuoi film parlano della tua città, Srebrenica. Qual è il messaggio che volevi trasmettere attraverso questi film.
Srebrenica è la mia città dove sono nato e dove ho passato la maggior parte della mia vita. Quella città sarà per sempre una parte di me. Attraverso i miei film volevo mostrare che Srebrenica non è una città morta come molti pensano. Purtroppo, i media hanno creato un’immagine triste della mia città, e per questo motivo il mio primo film parla dei giovani che l’amano e in essa vedono il loro futuro. Volevo mostrare gli aspetti positivi, la gente che vive e lavora, l’aria che si respira, la vita di una città normale.


“L’angelo di Srebrenica” girato nel
2010, secondo Robert Golden, regista e sceneggiatore inglese rappresenta un lucido gioiello artistico. Che cosa rappresenta l’angelo?

Questo film parla di una giornata a Srebrenica oggi. L’angelo con il suo balletto artistico ci mostra le parti riconoscibili della città, mettendo in primo piano il centro memoriale Potocari. In quel punto si crea un’immagine artificiale della vita del passato e di oggi. L'angelo rappresenta tutte le persone innocenti che hanno vissuto e tuttora vivono a Srebrenica. L'angelo rappresenta Srebrenica stessa.

//Andjeo Srebrenice - “L’angelo di Srebrenica” (Trailer)Andjeo Srebrenice - “L’angelo di Srebrenica” (Trailer)

 

Dopo, quasi 20 anni dal massacro, che sensazione hai pensando alla tua città?
Per me è molto più facile girare un film invece che parlare di ciò che ho vissuto. L’immagine di un evento dice già molto, soprattutto quando ti trovi davanti alla morte. Durante la guerra ho perso più di trenta cugini. I resti del nonno che è stato ucciso nel 1995 non li abbiamo ancora trovati.

I giovani di Srebrenica: quale futuro li aspetta?
Il futuro esiste per le persone che lavorano e che pensano positivo, per gli altri non ci sono speranze.


Qual è il tuo rapporto con il tuo Paese. Speri in un futuro migliore?
Ho tanti amici in Bosnia e buoni rapporti con i media che supportano quello che faccio. Ma il successo che ho avuto finora, non interessa più di tanto coloro che governano. Per questo motivo in futuro girerò un film sui politici bosniaci.

Oggi sei uno degli studenti presso il più prestigioso “Centro sperimentale di cinematografia” di Roma. Che cosa vuol dire questo per te?
Il centro cinematografico di Roma ha standard molto alti a cui ogni anno si rivolgono molti candidati. Sono riuscito di essere uno tra i pochi selezionati. Nella mia classe siamo in sei in tutto. Questo centro offre tante possibilità, ma nello stesso tempo chiede tantissimo impegno. Questo significa che solo i migliori rimangono.


Il tuo ultimo cortometraggio “Mama” di che cosa parla?

“Mama” parla di violenza in famiglia. Si tratta di una madre interpretata dall'attrice Gordana Boban, che dopo 13 anni di condanna per l’omicidio di suo marito, esce dal carcere.  L’incontro con suo figlio interpretato da Emir Fejzic diventa molto doloroso, soprattutto quando lui decide di andarsene all'estero. Ho girato questo film per mostrare che la violenza nelle famiglie è presente nella nostra società. La violenza porta tanto dolore, ma le sue conseguenze sono spesso molto più dolorose.

Su che cosa lavori attualmente?
Ho appena finito il mio nuovo film “Rock my trumpet”. Questo film rappresenta il progetto per il primo anno degli studi presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Si tratta di due persone giovani che si incontrano attraverso la loro musica che li porterà in avventure inaspettate.


Se la tua vita fosse un film, quale sarebbe?
Belle de jour di Luis Buñuel.

//Preparazione della musica di “Rock my trumpet”Preparazione della musica di “Rock my trumpet”

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Sito ufficiale di Ado Hasanovic

 


 

Tatjana Đorđević

06/12/2014