Parigi, mostra del fumetto sui movimenti migratori | Palais de la porte dorée, film d'animazione, filmati d'archivio, film, fotografie: dai comics al BD reportage, Shaun Tan, Jiggs, Bouzid, Bilel, Louis le Portugais, les Mohammeds
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Rosita Ferrato   

//Palais de la Porte DoréePalais de la Porte Dorée

Alla periferia di Parigi esiste un palazzo con un cancello dalle punte in oro e una facciata luminosa. È il Palazzo della Porta Dorata, il Palais de la porte dorée, costruito nel 1931 dall'architetto Laprade in occasione dell'Exposition coloniale internationale. Ispirato all'arte delle colonie, per celebrare l'impero francese, è in stile art decò: la facciata ha bassorilievi raffiguranti Africa e Asia e combina la monumentalità dei colonnati del Louvre al classicismo dei tempi antichi, mentre gli interni sono ispirati ai palazzi marocchini, con un grande patio centrale e delle gallerie. È un misto, come ciò che accoglie, ed è oggi la sede del museo della Storia dell'immigrazione. In questa meraviglia, circondata al suo esterno da 120 tipi di piante provenienti da tutto il mondo, si tiene in questi giorni un'esposizione che con il palazzo ha un legame culturale. Si intitola «Albums, des histoires dessinées entre ici et ailleurs - bande dessinée et immigration 1913-2003», e sarà aperta fino al 27 aprile 2014 (www.histoire-imigration.fr).

 

Parigi, mostra del fumetto sui movimenti migratori | Palais de la porte dorée, film d'animazione, filmati d'archivio, film, fotografie: dai comics al BD reportage, Shaun Tan, Jiggs, Bouzid, Bilel, Louis le Portugais, les MohammedsAlbums è una mostra che racconta delle storie, ma il protagonista è il fumetto, la BD bande dessinée, la nona arte. Un'arte nuova, in pieno sviluppo, nata nel XIX° secolo e che da allora accompagna i grandi movimenti migratori della storia contemporanea.

 

La mostra presenta più di 120 autori, documenti originali, tavole, schizzi e bozzetti preparatori, film d'animazione, filmati d'archivio, film, fotografie. Il percorso comincia dai funnies americani e si chiude in modo ideale con l'autore australiano Shaun Tan, in una visita che aiuta a comprendere percorsi e tecniche differenti così come i diversi generi utilizzati dagli autori: dai comics al BD reportage.

Albums raccoglie storie di uomini e donne provenienti da altri paesi e venuti a vivere in Francia, che con la loro professione raccontano i loro mondi. Sono autori di origine italiana, magrebina, africana, oppure di migrazione più lontana nel tempo, quella di immigrati europei o figli di immigrati partiti all'inizio del XX° secolo verso gli Stati Uniti. Disegnatori che inventano un alter ego che vive sulla carta e racconta le loro esistenze, le problematiche, il quotidiano: nascono allora le vite reali o immaginarie dei Jiggs, Bouzid, Bilel, Louis le Portugais, les Mohammeds.

 

//"Abdullah", di Farid Boudjellal"Abdullah", di Farid BoudjellalE allora vi troviamo il personaggio Abdullah, creato da Farid Boudjellal nel 1979, quando per la prima volta è un immigrato - un beur come i francesi definiscono gli arabi - ad essere personaggio centrale della storia e a indirizzarsi direttamente al lettore. Il linguaggio non è ironico: nelle bande disegnate sono mostrate la violenza e il razzismo.

Poi altri autori, come Erik Bilal, oggi sessantenne, che lascia la Yugoslavia a dieci anni assieme alla madre e alla sorella per ricongiungersi a Parigi con il padre, ex sarto di Tito. Nella sua opera, Bilal rievoca spesso Belgrado, la sua città natale, che diverrà la sua ossessione, soprattutto dopo la guerra del Balcani, 1991-2001, conflitto che provocherà in lui una rottura morale e artistica.

//Erik BilalErik Bilal 

Marjane Satrapi, nata a Rasht in Iran nel 1969, sulle rive del mar Caspio da una famiglia aristocratica ma vicina al partito comunista, ha dieci anni quando scoppia la rivoluzione che rovescia lo stato imperiale di Iran e instaura la Repubblica islamica. Durante la guerra Iran Iraq (1980-1988) Satrapi è mandata dalla famiglia in Austria per proseguire i suoi studi al liceo artistico; nel 1994 sceglie di trasferirsi in Francia, ed è qui nel 2000 che nasce Persepolis, il suo successo mondiale, che verrà tradotto in 20 lingue e adattato per il cinema, ricevendo il premio della giuria al Festival di Cannes nel 2007 e due Cèsars nel 2008.

Les Mohamed, gli uomini della BD di Jérôme Ruillier, sono invece dei gatti; attraverso questi disegni naif, l'autore riscopre la storia dell'immigrazione magrebina e sottolinea l'importanza della memoria, dell'identità, l'importanza di conservare l'eredità dei padri per le generazioni più giovani, e denuncia gli effetti quotidiani del razzismo.

Nel percorso della mostra, nei vari autori, ricorre spesso il tema della denuncia: contro il razzismo e tutte le forme di discriminazione, come nell'opera dal titolo esplicito di Farid Boudjellal e Larbi Mechkour Black Blanc Beur.

Anche i clandestini sono figure onnipresenti nei fumetti esposti, come anche nella realtà di questo palazzo dorato, dove nel 2010 vi fu una vera e propria occupazione da parte dei lavoratori sans papiers che chiedevano di essere regolarizzati.

//Bilal, "Autoritratto con amico"Bilal, "Autoritratto con amico" 

L'ossessione di essere in regola è uno dei grandi temi delle BD, come la paura del controllo della polizia nel caso di irregolari,  poi l'indifferenza, l'incomprensione, la xenofobia e il razzismo; i temi legati al viaggio, all’arrivo, al primo contatto con la popolazione, allo choc del nuovo, e anche la nostalgia e il ritorno alle radici.

Conclude la mostra una stanza dedicata a Shaun Tan, con un bellissima parete di volti: le persone arrivate da altri mondi. In pubblicazioni come La où vont les pères (L'Approdo) vi è un paese sconosciuto verso il quale gli individui sono un giorno chiamati a migrare. Il disegnatore australiano inscrive la migrazione in un quadro metaforico universale, con scenari surreali e onirici. Le BD sono senza testo, non vi è nessun dialogo, è un fumetto senza fumetto; ma qui le parole sono superflue, carboncino e matite disegnano un mondo fantastico e al contempo profondamente reale e vicino ad ognuno, perché pervaso dai sentimenti dell’umana ricerca di un approdo. Questo mondo poetico, fatto di uccelli, macchinari, paesaggi inventati o reinventati acquisisce peraltro una “profondità storica e intima quando alcune foto di Ellis Island si mescolano ai resti sparsi di una documentazione familiare e anche al quotidiano dell'autore”, come il passaporto del padre dell’artista, emigrante dalla Malesia in Australia negli anni ’60.

Parigi, mostra del fumetto sui movimenti migratori | Palais de la porte dorée, film d'animazione, filmati d'archivio, film, fotografie: dai comics al BD reportage, Shaun Tan, Jiggs, Bouzid, Bilel, Louis le Portugais, les Mohammeds 

Tutti i temi della mostra sono racchiusi e conchiusi in questo autore che come in un découpage cinematografico, racconta la storia contemporanea: un uomo che lascia la famiglia e una terra ostile per un nuovo lido, affascinante e pieno di promesse, ma non sempre facile e comprensibile. E sullo sfondo, onnipresente, la nostalgia di casa mista alla speranza di poter ricominciare, insieme.

 


 

Rosita Ferrato

12/02/2014