A Rovigo gli artisti italiani  della Maison Goupil di Parigi  | Gavina Ciusa, Francesco Paolo Micchetti, Antonio Mancini, Adolphe Goupil, Paolo Serafini, Eugenio De Blaas, Giacomo Di Chirico, Giovanni Baldini, Giuseppe De Nittis, Palazzo Roverella Rovigo
A Rovigo gli artisti italiani della Maison Goupil di Parigi Stampa
Gavina Ciusa   

Rovigo rievoca “Il successo italiano a Parigi negli anni dell’Impressionismo: La Maison Goupil” in una mostra che celebra i dipinti di noti artisti che lavorarono tra Ottocento e Novecento per la famosa galleria francese. Opere oggi esposte a Palazzo Roverella, provenienti da Musei stranieri e da importanti collezioni private.

 

//Antonio Mancini, “L’ecolier portant les livres”, olio su telaAntonio Mancini, “L’ecolier portant les livres”, olio su telaOpere di alta qualità pittorica e di un verismo attento e sensibile alle trasformazioni sociali, storiche, politiche, economiche, mai prima presentate tutte insieme in Italia. In un percorso espositivo snodato tra Giuseppe De Nittis con il suo riferire le incantevoli luci del Sud. La sensualità traboccante in piccole tele e nel gran ritratto “Martha Regnier” di Giovanni Baldini. L’impareggiabile raffinatezza di Vittorio Corcos, presente anche con “Le istitutrici ai Campi Elisi”, logo della mostra. L’intera sezione dedicata alla freschezza degli incantevoli ritratti di scolari e di piccoli saltimbanchi di Antonio Mancini. Gli irresistibili pastorelli immersi nella natura dall’impareggiabile Francesco Paolo Micchetti. “Uno Sposalizio in Basilicata” di Giacomo Di Chirico che, rintracciato in Messico, rivede la luce italiana dopo l’Esposizione di Napoli del 1877. E ancora altri autori – impossibile citarli tutti - e altri dipinti di sapore orientalista; o in costume pompeiano; o in costume settecentesco; o che narrano sulle tele scene di genere; vita quotidiana; bambini che lavorano, studiano, fanno i chierichetti; fascinazioni e brio del sentire femminile; eleganti interni e ombrosi giardini; vedute urbane; paesaggi animati da un sereno mondo agropastorale.

Senza dimenticare la splendida tela di Eugenio De Blaas che vede la marionetta “Pulcinella in convento” impegnata in uno spettacolo dedicato alle esuberanti allieve sulle quali pesa lo sguardo di suore tese a impedire scambi di segrete confidenze. Un’incantevole scena di genere esaltata dall’uso sapiente del bianco che impregna i pizzi dei grembiulini, dei copri-spalle e delle deliziose vestine punteggiate da piccoli fiori esaltando la grazia e l’espressività delle fanciulle; e si deposita anche sullo sfondo, sui decori in rilievo della parete interrotta da inferriate che separano la sala della ricreazione dal corridoio, consentendo ad alcuni genitori d’intrattenersi a colloquio con le figlie.

 

//Eugenio De Blaas, “Pulcinella in convento”, olio su tela Eugenio De Blaas, “Pulcinella in convento”, olio su tela

 

Dunque opere originali di grande qualità pittorica, che l’appassionato lavoro di ricerca dell’ottocentista Paolo Serafini, curatore della rassegna e del catalogo Silvana Edizioni, ha inseguito nei loro passaggi di mano in mano, fin dal loro primo apparire nella Maison Goupil. Di esse ricostruisce la storia. Ove possibile le fa dialogare con la propria riproduzione fotografica o a stampa, richiamando gli studi da lui condotti consultando fondi, inventari, edizioni d’arte negli archivi del Museo Goupil di Bordeaux e nel Getty Research Institute di Los Angeles.

 

Il gallerista Adolphe Goupil (1806-1893) fondò la Maison nel 1829, insieme al mercante tedesco Henry Rittner (1802-1840), e avviò l’attività commerciale con incisioni e litografie tratte da capolavori d’arte antica e contemporanea selezionati al Salon parigino, sotto la denominazione “Rittner & Goupil”. Cambiata - alla morte di Rittner e con l’arrivo del nuovo socio Theodore Vibert - in “Goupil & Vibert”. E quindi in “Goupil, Vibert & Cie” nel 1846, quando a loro si aggiunse Alfred Minguet.

Goupil seppe mettere a frutto le sue capacità imprenditoriali interpretando e diffondendo il nuovo gusto collezionistico francese affascinato dall’alta qualità pittorica, il grande impatto e la comprensione immediata delle opere da lui proposte. E, guidato da infallibili intuizioni nell’individuare talenti artistici da lanciare nel mondo, selezionò per la sua singolare Galleria centinaia di pittori uniti da progetti e sentimenti comuni. Artisti francesi, spagnoli, ungheresi e, tra loro, gli italiani che risposero alle sue richieste con oltre 1.200 opere affrancate da ogni limite dettato da committenze ecclesiastiche e della nobiltà.

 

//Francesco Paolo Micchetti, “Gardeuse de mouton avec un enfant”, olio su tavolaFrancesco Paolo Micchetti, “Gardeuse de mouton avec un enfant”, olio su tavola

 

La Maison godeva a Parigi un’ottima considerazione e contava filiali a Londra, Bruxelles, L’Aia, Berlino, Vienna, New York e persino in Australia. I suoi preziosi dipinti - status symbol borghese di respiro europeo e internazionale - erano apprezzati dai critici e oggetti di desiderio dei ricchi mercati inglesi e americani. Su di essi Goupil esercitava severi controlli. Se necessario ne imponeva con intelligente spregiudicatezza interventi e modifiche in corso d’opera. O sul titolo. Come il “Seuls” di Edoardo Tofano - ossia il “finalmente Soli” degli sposi abbracciati dopo la festa - trasformato in “Enfin … seuls!” dove maliziosi puntini di sospensione e punto esclamativo richiamano l’attenzione sulle vesti nuziali che presto cadranno. Con questo titolo l’opera conobbe un’incredibile notorietà, e le sue riproduzioni incontrarono ovunque l’entusiasmo del pubblico. Allo stesso modo di tutte le altre di cui Goupil disponeva, sottoscrivendo contratti per riprodurre in esclusiva le opere più importanti della sua galleria. A Rovigo, come già detto, i dipinti da cui sono tratte si confrontano con esse. Curate in modo gradevole, delicatamente licenzioso, di facile lettura, raggiungevano ampie fasce di mercato, e moltiplicavano gli introiti coniugando costi ragionevoli a una gran scelta di riproduzioni perfette e attente all’evolvere delle tecniche più diverse.

 



Gavina Ciusa

15/05/2013

 

 

A Rovigo gli artisti italiani  della Maison Goupil di Parigi  | Gavina Ciusa, Francesco Paolo Micchetti, Antonio Mancini, Adolphe Goupil, Paolo Serafini, Eugenio De Blaas, Giacomo Di Chirico, Giovanni Baldini, Giuseppe De Nittis, Palazzo Roverella RovigoIl successo italiano a Parigi negli anni dell’impressionismo: La Maison Goupil

Rovigo, Palazzo Roverella, fino al 23 giugno 2013

info@palazzoroverella.com

www.palazzoroverella.com

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