Indebito | Indebito, Andrea Segre, Vinicio Capossela, rebetiko, rebetes, Pireo, Atene, Markos Vamvakaris, Federica Araco
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Federica Araco   

Indebito | Indebito, Andrea Segre, Vinicio Capossela, rebetiko, rebetes, Pireo, Atene, Markos Vamvakaris, Federica AracoDopo il successo al Festival del Cinema di Locarno e a quello di Internazionale a Ferrara, arriva nelle sale italiane il film di Andrea Segre con Vinicio Capossela, “Indebito”. L’ultimo lavoro del regista di “Io sono Li” e “La prima neve” racconta la drammatica situazione greca sulle note del rebetiko,dal turco rebet, ribelle, da sempre simbolo di emarginazione, povertà, esilio e rivolta.

Seguendo le orme dei rebetes di ieri e di oggi,Segre e Capossela si interrogano sul destino di un paese che, oltre l’abisso di una profonda crisi economica e politica, rivela un incredibile dinamismo capace di mescolare poesia e denuncia sociale con l’intensità straordinaria e drammatica di chi non ha più nulla da perdere.

“Quelli che diventeranno primi ministri, moriranno tutti. Il popolo gli corre dietro, per tutte le ‘belle’ cose che fanno. Mi candido per diventare primo ministro per stare seduto, pigramente,
per mangiare e per bere”, cantava Markos Vamvakaris in Osi ginοun prothipοurgi (Primi Ministri) nel lontano 1936. Le sue parole, tristemente attuali, riecheggiano nelle vecchie ouzerie di Atene, dove questo genere musicale sta conoscendo oggi una stagione di fiorente rinascita.

Nato dalle sofferenze degli esuli di Smirne sbarcati al Pireo nel 1922, il rebetiko, come il fado, il flamenco e il tango, è una musica di porto e di taverna, intrisa di addii e struggimenti. Negli anni della dittatura fascista di Metaxas, fu bandito per la sua natura anticonformista e rivoluzionaria e per i suoi elementi orientali.

Tra bouzouki, chitarre, tzouràs, baglamas e violini, tra un bicchiere di ouzu e una ritzina, il “blues ellenico” canta di amore non corrisposto, disavventure, eccessi, miseria, emarginazione e dolore alternando ritmi allegri a melodie malinconiche, scale mediorientali a vocalizzi più contemporanei.

Come un Edipo cieco e visionario, accompagnato dal suo taccuino e dal minuscolo baglamas, Capossela vaga per i vicoli deserti di Atene, Salonicco, Creta e Ikaria in cerca di un mondo mai del tutto scomparso. “Da molto tempo ho a cuore questa musica, oltre che per la sua bellezza e la sua forza, per la carica eversiva interiore che accende”, scrive il cantautore. “Mantiene vive le parti anticonvenzionali di noi stessi, la fierezza, l’avversione al compromesso. Sbatte contro alla verità senza averne paura. Non è che da coraggio, è che toglie la paura del dolore, ce lo fa amico, compagno”.

Tutto intorno, i locali continuano a chiudere e decine di scritte sulle loro saracinesche abbassate denunciano l’irreversibile degenerazione del paese simbolo della culla della civiltà occidentale.

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“La crisi di oggi prima che economica è identitaria. È separazione, disorientamento”, spiega Segre nelle note di regia. ”Le culture europee sono state svendute all’omologazione del consumo e alla corsa alla ricchezza. Ci hanno fatto credere che la liberazione dalla povertà materiale dovesse coincidere con la fuga da se stessi. Vivere oggi di nuovo la povertà senza se stessi è una vertigine insostenibile”.

Dopo il fallimento, dopo l’Austerity, nel paese sta emergendo una nuova classe sociale che non è molto diversa da quella dei rebetes di un tempo: sono i nuovi poveri, emarginati, derelitti, animati da una rabbia impotente nei confronti di un’elite economica e politica inadempiente e corrotta, violenta e sorda alle necessità del popolo.

“A quel punto si diventa tutti responsabili, o come diceva De André, si è tutti coinvolti”, scrive Capossela nelle note d’autore del film. Perché, continua, “la vera scelta politica oggi non è suonare rebetiko, ma ascoltarlo”.

 

 


 

Per vedere il trailer e seguire il calendario delle proiezioni:

http://www.indebitoilfilm.it/

 

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INDEBITO

Documentario, 2013, 84′

Soggetto e sceneggiatura: Vinicio Capossela, Andrea Segre
Regia: Andrea Segre
Fotografia: Luca Bigazzi
Riprese: Luca Bigazzi, Matteo Calore, Andrea Segre
Montaggio: Sara Zavarise
Suono in presa diretta: Remo Ugolinelli, Adriano Di Lorenzo
Aiuto regia: Simone Falso
Elettricista: Fabio Policastro
Ricerca musicale e archivi: Sofia Labropoulou, Sotiris Bekas, Dimitris Papadopoulos
Coordinamento generale: Luciano Linzi
Prodotto da Francesco Bonsembiante per Jolefilm e La Cupa
in collaborazione con Rai Cinema
Distribuzione: NEXO Digital - www.nexodigital.it


 

Federica Araco

16/12/2013