I racconti del lavoro invisibile | lavoro invisibile, femminilizzazione del lavoro, ratuità, flessibilità, mobilità, multitasking
I racconti del lavoro invisibile Stampa
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Cominciano il 29 gennaio, alla Casa internazionale delle donne, I racconti del lavoro invisibile, percorso multi-mediale di ricerca e rappresentazione della femminilizzazione del lavoro come paradigma che ha trasformato il modo di lavorare, le richieste - o le pretese? - del mercato del lavoro per tutti/e, in questi tempi precari. dal 29 gennaio al 28 febbraio 2015.

I racconti del lavoro invisibile | lavoro invisibile, femminilizzazione del lavoro, ratuità, flessibilità, mobilità, multitasking 

Perché cura, capacità di gestire le relazioni e risolvere problemi, spirito di sacrificio, gratuità, flessibilità, mobilità, multitasking - che sono oggi competenze richieste a tutte le persone, sia uomini che donne - sono storicamente caratteristiche proprie del cosiddetto "lavoro di cura" che le donne hanno sempre fornito - senza retribuzione - nella propria casa e per la propria famiglia. E che hanno portato nel mercato del lavoro, quando hanno cominciato a entrarvi in massa.

I Racconti del lavoro invisibile è un progetto promosso dall'Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (AAMOD), in collaborazione con l'associazione Per, il magazine online Babelmed e la Casa internazionale delle donne di Roma. Il progetto è finanziato dall'Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione artistica - Dipartimento Cultura di Roma Capitale, e fa parte delle iniziative "Roma d'inverno".

Con questo progetto l’AAMOD intende valorizzare in maniera innovativa le preziose, e perlopiù inedite, fonti storiche cinematografiche del suo immenso archivio, facendole interagire con i percorsi tracciati:

- dall'artista Maria Chiara Calvani, che percorre la città raccogliendo, registrando e mappando i gesti del lavoro di cura, fuori dai luoghi domestici

- dell'audio documentarista Andrea Giuseppini, che rintraccia le voci e i suoni del lavoro invisibile nei luoghi che pure frequentiamo, primo fra tutti la stessa Casa internazionale delle donne

- dai/lle partecipanti del laboratorio teatrale guidato da Olivier Malcor e Teresa Di Martino che si svolgerà presso la Casa internazionale delle donne sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio, per poi allestire uno spettacolo di teatro-forum il 7 febbraio, alle ore 21

- dalle associazioni Asinitas, Assomoldave e Strane Straniere con cui saranno organizzate delle proiezioni di film dell’AAMOD riservate alle donne immigrate che partecipano alle loro attività, per cogliere il loro sguardo contemporaneo sull’Italia del lavoro di ieri

- dai/lle partecipanti al laboratorio audiovisivo curato da Antonio Venti e Carlo Antonicellifinalizzato alla produzione dei contenuti per una installazione in 3D mapping e realtà aumentata all’interno della Casa internazionale delle donne, dal 26 al 28 febbraio 2015.

Nei 4 incontri dedicati a Parole e immagini il progetto percorrerà la storia della femminilizzazione del lavoro tra ieri e oggi. Primo appuntamento il 29 gennaio alle ore 17.30 con C'era una volta la fabbrica. Si prosegue il 5 febbraio, stessa ora, con Volevo i pantaloni; il 12 febbraio si racconta Il lato invisibile della migrazione, per finire il 19 febbraio con Mi piego ma non mi spezzo sulle strategie per far fronte alla crisi occupazionale.

Ogni appuntamento permetterà di apprezzare uno o più film dell'AAMOD e un film documentario o un audio documentario di produzione recente, mentre il dialogo con il pubblico sarà affidato ad autori e autrici di romanzi, saggi e reportage giornalistici che hanno contribuito a svelare la trasformazione del mondo del lavoro da quando le donne vi hanno fatto ingresso.

Venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 febbraio

-         le pareti del cortile saranno animate dalle 17.30 alle 23 da una proiezione in 3D mapping che remixa materiali conservati presso l'AAMOD e nuovi percorsi audiovisivi, per raccontare la trasformazione del lavoro dal punto di vista delle donne

-         una serie di QR codes, disseminati nei diversi ambienti della Casa, permetteranno di accedere ad altri Racconti del lavoro invisibile attraverso smartphone e tablet, per una esperienza di realtà aumentata

-         tre installazioni sonore a cura di Andrea Giuseppini nelle celle permetteranno una suggestiva immersione nel lato nascosto del lavoro

-         una mappa interattiva, un video e un libro d’artista presenteranno – sempre alle ore 21 – il resoconto creativo delle perlustrazioni urbane di Maria Chiara Calvani.

Il sitowww.iraccontidellavoroinvisibile.it renderà conto di tutto il percorso creativo, rendendo visibile il fare dietro le quinte del progetto, come pure - attraverso uno speciale Focus - il percorso di riflessione teorica e ricerca, delle donne e non solo, che oggi offre una prospettiva nuova per guardare alle trasformazioni del mercato del lavoro – e della vita – in corso.

Facebook: I racconti del lavoro invisibile

Twitter: #iraccontidellavoroinvisibile

Ufficio stampa

- Cristiana Scoppa / Per - 339 1488018 - scoppa.cristiana@gmail.com

- Aurora Palandrani / AAMOD - 06 5742872 - palandrani@aamod.it

 

I racconti del lavoro invisibile | lavoro invisibile, femminilizzazione del lavoro, ratuità, flessibilità, mobilità, multitasking

PROGRAMMA

Casa internazionale delle donne – Via della Lunagara 19

PAROLE E IMMAGINI

C’ERA UNA VOLTA LA FABBRICA – 29 gennaio 2015, ore 17.30

Il primo incontro della serie Parole e immagini ha per protagonista la fabbrica, luogo di fatica ma anche di emancipazione delle donne. Che cosa ne rimane, in questi anni di crisi della produzione industriale?

Protagoniste di ieri e di oggi si confrontano attraverso le immagini di Giovanna, film di Gillo Pontecorvo (1955) conservato all’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, le protagoniste che hanno ispirato i personaggi di Dita di dama, romanzo di Chiara Ingrao (Baldini e Castoldi, 2010) e il documentario Atlantis (2013) di Massimo Ferrari, che mostra non solo la crisi delle fabbriche oggi, ma anche il volto nuovo dell’imprenditoria femminile.

17.30 Introduzione e proiezione di Giovanna di Gillo Pontecorvo, 1955

18.15 Letture scelte da Dita di dama di Chiara ingrao (Baldini e Castoldi, 2010) e discussione con il pubblico.

Come è cambiata la fabbrica grazie alle donne? E cosa ne resta oggi? Partecipano: Chiara Ingrao, scrittrice, Elisa Cancellieri, ex operaia della Voxon, alla cui vertenza è ispirato il romanzo di Chiara Ingrao, Gaia Capurso, MaGa Production, e Rosa Giancola, protagonista di una lunga occupazione della fabbrica in cui lavorava, a Latina, ritratta nel film Atlantis

19.30 Proiezione di Atlantis di Massimo Ferrari, MaGa Productions, 2013

Coordinano l’incontro Paola Scarnati, AAMOD, e Cristiana Scoppa, associazione Per,

VOLEVO I PANTALONI – 5 febbraio 2015, ore 17.30, Sala Carla Lonzi

In campagna le donne hanno sempre lavorato “fuori casa”. I lavori degli uomini e quelli delle donne erano ben distinti, ma anche no. E comunque il lavoro delle donne non era retribuito, faceva parte indistintamente della gestione della casa. Poi, nel Dopoguerra, tutto cambia. Le donne entrano in massa nel mercato del lavoro. Retribuito. Vogliono i pantaloni. Ma lavorano in tutt’altro modo, hanno altre esigenze. Perché il lavoro “dentro casa”, il lavoro di cura, continua a pesare sulle loro spalle. Comincia la “femminilizzazione del lavoro”.

Questo cambiamento epocale, che porta le donne a conquistare progressivamente sempre più mestieri “da uomini” prosegue inesorabile, anche se continua a fare notizia “la prima donna” in un mestiere da uomini o in una posizione di vertice mai occupata prima.

17.30 Introduzione e proiezione del documentario Essere donne di Cecilia Mangini (1964, Archivio AAMOD)

18.30 Domande e risposte a partire dal saggio Come un paesaggio. Pensieri e pratiche tra lavoro e non lavoro (Iacobelli editore, 2013), con le curatrici Sandra Burchi e Teresa Di Martino, e con Cecilia Mangini, decana delle registe di documentari italiane e Valentina Zucco Pedicini, autrice di Dal Profondo

19.30 Proiezione del documentario Dal profondo, di Valentina Zucco Pedicini, 2013

Coordinano l’incontro Letizia Cortini, AAMOD e Cristiana Scoppa, associazione Per

IL LATO INVISIBILE DELLA MIGRAZIONE – 12 febbraio 2015, ore 17.30 – Sala Carla Lonzi

Il numero di persone che sono immigrate in Italia in cerca di lavoro è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi 20 anni. Tra questi molte donne, da sole. Arrivano soprattutto per lavorare nelle nostre case: collaboratrici domestiche o badanti. Nelle case diventano invisibili. E invisibile è anche quanto si lasciano alle spalle. I nostri stessi affetti. Il nostro stesso prendersi cura. Devono imparare parole nuove per dirsi, nuovi gesti e nuove lotte, per ricomporre i frammenti della propria vita. Affetti compresi. Gli stessi che i tanti uomini italiani che sono emigrati nel secolo scorso hanno lasciato dietro di sè. Vedove bianche le chiamavano.

17.30 Introduzione e proiezione dei documentari Deserto di uomini, di Franco Brogi Taviani (1965, Archivio AAMOD) e Vedove Bianche di Riccardo Napolitano (1968, Archivio AAMOD)

18.15 Domande e risposte sull’invisibile nel lavoro delle badanti e domestiche con Federica Araco, giornalista di Babelmed, autrice del reportage fotografico e narrativo Draga Mama, Elisa Fiore, che insieme a Raffaella Del Gaudio, Cecilia Bartoli ha curato per Asinitas la raccolta di testimonianze Parole Alate (Asinitasonlus, 2012) e Tatiana Nogalic, presidente dell’associazione Assomoldave

19.30 Proiezione del documentario The Flower Bridge di Thomas Ciulei (Romania, 2010)

Coordinano l’incontro Claudio Olivieri, AAMOD, e Cristiana Scoppa, associazione Per

MI PIEGO MA NON MI SPEZZO – 19 febbraio 2015, ore 17.30 – Sala Carla Lonzi

Sempre più precario, a tempo indeterminato, free lance, autogestito e autoprodotto. Sempre più ricattabile, flessibile, sfruttato. A volte semplicemente gratuito. Imprigionato nel dramma del caporalato o mascherato dall’efficienza delle agenzie interinali.E insieme sempre più confuso con i tempi di vita, isolato e per questo sempre meno sindacalizzato. Eppure, le donne non si lasciano ricacciare a fare – solo – le casalinghe, soprattutto quando hanno anni di formazione alle spalle. Intanto, il lavoro è cambiato per tutte tutti, anche per gli uomini. E sta cercando un nuovo futuro, nel quale potrebbe essere protagonista il Quinto Stato.

17.30 Introduzione e ascolto dell’audio documentario Interim di Jonathan Zenti / Suoni quotidiani

18.15 Domande a risposte con Nathalie Galesne, direttrice di Babelmed, a partire dal libro La scatola rossa di Florence Aubenas (Piemme, 2012) e con Giuseppe Allegri e Roberto Ciccarelli, autori del saggio Il Quinto Stato (Ponte alle Grazie,2013)

19.30 Proiezione del documentario Sole di Mariangela Barbanente, GA&A Productions, Planète, 2000 – AAMOD

Coordinano l’incontro Aurora Palandrani, AAMOD e Cristiana Scoppa, associazione Per

TEATRO – FORUM

LABORATORIO TEATRALE – 31 gennaio – 1 febbraio, ore 10.30-18 – Sala Atelier

Quante ore passiamo al lavoro oggi? Quante cose facciamo che ci impegnano, ci stancano, ma non hanno un valore economico? Quanto tempo dedichiamo a cose che sono necessarie per lavorare, ma non sono retribuite? Quali sono le attività considerate lavoro e quali no?

Attraverso una serie di giochi ed esercizi di teatro accessibili a tutti/e il laboratorio condotto da Olivier Malcor e Teresa Di Martino esplorerà queste domande. Cercherà di capire il mondo del lavoro oggi, le sue trasformazioni più recenti e le sue nuove forme di oppressione. Indagherà modelli e gesti del passato e del presente, di uomini e di donne, per raccontare il lato invisibile del lavoro.

L’obiettivo è costruire insieme uno spettacolo di teatro forum, che andrà in scena il 7 febbraio. Iscrizioni entro il 28 febbraio inviando una email all’indirizzo: per.associazione@gmail.com con oggetto “Laboratorio teatrale”. Il laboratorio è gratuito. I pasti non sono compresi, ma è possibile usufruire di una convenzione con il Ristorante L’Una e l’altra situato nella Casa internazionale delle donne.

TEATRO FORUM “I RACCONTI DEL LAVORO INVISIBILE” – 7 febbraio 2015, ore 21 – Sala Carla Lonzi

Lo spettacolo vedrà in scena i/le partecipanti del Laboratorio teatrale che avranno scelto di completare il percorso (le prove dello spettacolo sono previste il 4 e 6 febbraio, dalle 19 alle 22, alla Casa internazionale delle donne). Ma non saranno eoli/E! Nel teatro forum, infatti, il pubblico può entrare in scena per proporre e sperimentare delle soluzioni ai problemi rappresentati. Il teatro diventa allora una palestra dove allenarsi collettivamente per sormontare l’oppressione. Anche quella invisibile. Divertendosi.

EVENTO FINALE

I RACCONTI DEL LAVORO INVISIBILE – 26-28 febbraio 2015, dalle 17.30 alle 23.00

La Casa internazionale delle donne si anima nei 3 giorni finali della manifestazione attraverso una serie di installazioni multimediale, che sfrutteranno le innovative tecnologie del 3D mapping per una proiezione che animerà una facciata interna del Cortile, e della realtà aumentata, accessibile attraverso QR code disseminati in diversi ambienti con i propri smartphone e tablet, realizzata dal laboratorio audiovisivo curato da Antonio Venti e Carlo Antonicelli; dell’audio documentario, grazie alle installazioni sonore in ambienti solitamente inaccessibili realizzate da Andrea Giuseppini; della performance artistica con Maria Chiara Calvani.

Tutti i dettagli dell’evento saranno resi disponibili sul sito www.iraccontidellavoroinvisibile.it

 


 

27/01/2015