Il sogno di Laura | Marcella Rodino
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Marcella Rodino   
Il sogno di Laura | Marcella RodinoHa 18 anni ma ci tiene a precisare che a novembre ne compirà 19. Ogni mese vissuto “a modo suo” per Laura è un traguardo.
“A nove anni ho deciso di fare la regista. Amo Woody Allen, è il mio idolo, ho visto tutti i suoi film, l’ho raggiunto a Venezia per un autografo e vorrei un giorno assistere al suo lavoro”.
Non ha mai avuto dubbi: sin dalla tenera età non ha nascosto il suo sogno da regista: “Ricordo ancora le risa di mia madre e mio padre quando, ancora bambina, ho detto loro che avrei voluto diventare Woody Allen!”.
Poi, quasi d’improvviso, a soli 15 anni, è arrivata l’occasione per misurarsi con il suo sogno. Chiamata per la parte di protagonista del documentario di due noti registi torinesi, Davide Tosco e Nicola Rondolino, girato nel quartiere Falchera, alla periferia nord di Torino, la giovane adolescente accetta la parte a patto che la aiutino a realizzare il suo cortometraggio.
Il sogno di Laura | Marcella Rodino“Era il 2005 quando ho conosciuto Tosco e Rondolino – racconta - con cui ho instaurato una bella amicizia. Nel 2006 abbiamo iniziato a girare il mio cortometraggio “Illusione”, la storia di un gruppo di ragazzi italiani; una piccola storia di amore condita dagli inevitabili litigi di coppia”. Nicola Rondolino e Davide Tosco le hanno messo a disposizione strumentazione e professionisti, e lei ricopriva a tutti gli effetti il ruolo di regista. “E’ stata un’esperienza veramente divertente, con Rondolino microfonista e Tosco cameraman”, commenta Laura.
Il cortometraggio della durata di sei minuti ha vinto l’edizione 2007 del Sottodiciotto Film Festival-( www.sottodiciottofifestival.it , rinomata manifestazione nazionale e internazionale, nata nel 2000 per iniziativa di Aiace Torino e della Città di Torino) e dal giorno della premiazione, racconta Laura Halilovic, “tutto è successo in fretta e naturalmente”. E non è difficile da credere trovandosi di fronte alla giovane regista. Il suo vissuto, lo scontro generazionale e culturale in famiglia, le rinunce e la determinazione sono racchiusi in un’esile figura dai lunghi capelli, a cui piace il silenzio, la penombra, le poche parole, ma quelle che servono per dire la sua. Ha ben presente chi è e da dove arriva. Ha la consapevolezza e la determinazione dell’adolescente ribelle, che ha però un gran bisogno degli altri. E’ umile e ricca di speranze, anche rispetto alla condizione del “suo” popolo.
Il sogno di Laura | Marcella Rodino“Ho trascorso la mia infanzia nel campo Rom dell’Arrivore a Torino. Da circa 10 anni vivo in una casa popolare di Falchera, dove mi trovo benissimo”. Laura ha un bel ricordo della vita al campo con la famiglia allargata, nonostante le difficoltà contingenti. Il campo nomadi "Arrivore" è un'area di sosta, attrezzata dalla Città di Torino nel 1985, allo scopo di accogliere i nomadi non ancora stabiliti nelle aree già costruite. Questo insediamento è stato sostituito dal campo di via Germagnano nel 2004.
“Ho capito solo dopo un anno che abitavo in appartamento del perché la gente non si avvicina al campo nomadi. E avevo solo 10 anni. Posso dire di aver conosciuto in un anno più italiani che in tutta la mia infanzia. Al campo si è una specie di animale in recinto. La mia vita da quando abito a Falchera è cambiata in meglio. Mi manca naturalmente tutta la mia famiglia che non ho più occasione di vedere. Ma a questo ci si abitua”.
Terminato il cortometraggio Laura, insieme a Davide Tosco e Nicola Rondolino, inizia un nuovo progetto. Questa volta si tratta di un documentario di 50’ sui Rom.
“Abbiamo presentato alla Rai a Roma l’idea del nuovo lavoro e abbiamo strappato un compromesso: la Rai comprerà il documentario che consegneremo a giugno 2009 e inizierà a farlo girare in tv a ottobre 2009”.
Oltre alla Rai, i tre compagni di avventure hanno trovato la copertura economica per la realizzazione del documentario. Hanno tra le altre cose firmato un contratto con una tv estera, hanno ottenuto un finanziamento dal Comune di Torino e ora hanno anche una casa di produzione, la Zenit Arti Audiovisive.
Laura Halilovic si avvicina al genere del documentario “per fare entrare nel cervello della gente – sono le sue parole - che non tutti sono uguali e per sfatare i soliti luoghi comuni sui Rom”. La giovane regista vuole dimostrare in modo originale le condizioni reali di vita dei Rom, del processo di trasformazione in atto a partire dalle diverse condizioni abitative. “Prima il nomadismo – spiega Laura – poi il campo e da qualche tempo anche la vita in appartamento”. Il documentario, dal titolo ancora provvisorio “La ruota del carro”, si vuole rivolgere anche ai Rom con un messaggio forte, di speranza e presa di coscienza.
“Finché non esci e dici la tua nessuno ti capisce. A volte ti senti così schiacciato che non provi neanche a fare valere le tue ragioni. Ma questa è la strada da percorrere per cambiare il nostro destino”.
Laura non ha mai seguito corsi di regia o sceneggiature. La sua passione è scrivere.
Il sogno di Laura | Marcella Rodino“Ho scritto le 109 pagine della sceneggiatura del mio secondo film, su cui vorrò lavorare dopo il documentario, in 14 giorni. E’ divertente: resto seduta, da sola, e mi immagino tutto il film, senza dire niente a nessuno”.
Anche i genitori si sono ormai rassegnati alla caparbietà della loro giovane figlia.
“Adesso mio padre mi dice vai, vai… - racconta Laura soddisfatta - anche se a volte ritorna dicendomi che devo sposarmi. Io gli rispondo che lo farò, non voglio rimanere tutta la vita da sola. Ho quasi 19 anni, non sono ancora vecchia”.
Laura racconta che è stata una dura lotta con i genitori e riconosce che l’aiuto di Nicola e Davide è stato importante per convincerli. “Erano presenti i miei genitori anche alla premiazione del cortometraggio e questo mi ha confermato che avevo vinto”.
Laura attualmente sta facendo il servizio civile presso l’assessorato alle Politiche per l’Integrazione del Comune di Torino, nonostante non abbia ancora ottenuto la cittadinanza. “Ero al campo dell’Arrivore quando sono nata e quindi ho avuto questo piccolo problema, ma spero che mi sia riconosciuta al più presto”. Laura d’altronde è italiana a tutti gli effetti. E’ nata a Torino, è di lingua italiana, ha amici italiani, ha seguito le scuole dell’obbligo ed è diventata una giovane di talento.
Sarebbe il caso di accelerare le pratiche prima che la scopra Woody Allen,

Marcella Rodino
Foto di Davide Casali
(28/10/2008)







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