Benvenuti al sud | Federica Araco
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Federica Araco   
Benvenuti al sud | Federica AracoUn impiegato delle poste di un paesino lombardo (Claudio Bisio) tenta di scalare le graduatorie fingendosi invalido per ottenere un ambito posto a Milano e soddisfare le aspettative della moglie (Angela Finocchiaro). Scoperto l’inganno, il suo capo decide di “punirlo” trasferendolo per due anni a Castellabate, in provincia di Salerno.
Un colpo durissimo per la coppia di bigotti brianzoli leghisti, convinti che oltre la linea gotica esistano solo caldo, disoccupazione, camorra e spazzatura.

Sistemato il gorgonzola nel portabagagli e indossato un ingombrante giubbotto antiproiettile, Bisio comincia la sua rocambolesca discesa nelle tenebre, con la morte nel cuore e in testa pregiudizi e paure. Ad attenderlo una fila interminabile sull’autostrada Salerno - Reggio Calabria e un dialetto incomprensibile.
Ma la bellezza del luogo, incorniciato dall’incantevole costa del Cilento, l’ospitalità della gente, il sole, il mare, l’ottimo cibo e il calore dei colleghi presto lo faranno innamorare di quel mondo, cambiando radicalmente le sue posizioni su “terroni” e meridione.

Remake del francese Bienvenue chez les Ch’tis , di Dany Boon, uscito in Italia nel 2008 con il titolo Giù al nord , la pellicola, diretta da Luca Miniero, ha riscosso in poche settimane un enorme successo e incassi record.
Ma se nell’originale francese la commedia si costruiva essenzialmente sulle incomprensioni linguistiche, questa versione italiana, che pur ne ricalca fedelmente la trama, pone l’accento sulle differenze culturali. E lo fa esagerando stereotipi e pregiudizi diffusi e noti, dai panni, sempre stesi fuori dalle finestre, all’abuso di caffè e cibo, dai ritmi di lavoro rilassati alla mancanza di regole...
Cliché volutamente esasperati, a sottolineare la mentalità profondamente diversa tra il nord e il sud del paese, ma che rischiano di trasformare la comicità dei personaggi e della storia in una sequenza di gag televisive.

“Conoscersi significa volersi bene”, ha esordito Bisio nella conferenza stampa di presentazione del film, che ha definito “un’opera anti-Barbarossa”. “Qui non parliamo di difesa strenua di un’identità rispetto alle altre – ha continuato l’attore – affrontiamo invece l’argomento contrario: la curiosità, il gusto della scoperta”.

Benvenuti al sud | Federica AracoUn approccio stimolante, certo, ma forse troppo buonista in un paese lacerato da secoli di storia e dall’inarrestabile strumentalizzazione politica di ogni forma di diversità.
Ma, si sa, all’italiano medio piace immaginarsi ironico e ridanciano, sempre pronto a sdrammatizzare sui propri problemi e prenderla con filosofia. E il film, una commedia nazionalpopolare leggera, si adegua perfettamente al suo target proponendo cento minuti di intrattenimento puro, per tutta la famiglia.

Eppure i problemi ci sono, e continuare a non occuparsene non aiuterà a risolverli.
Le profonde spaccature nel tessuto sociale, economico, culturale segnano il profilo del nostro paese come cicatrici mai rimarginate di un territorio ferito.

A pochi mesi dal suo centocinquantesimo anniversario, l’unità del paese barcolla e traballa a colpi di ingiurie, politiche localistiche e divari interni così forti da sembrare incolmabili.
Alcuni esponenti della Lega Nord hanno addirittura messo in dubbio l’esistenza di una reale unità del paese. Il leader del partito, Umberto Bossi, ha definito “inutili” le imponenti celebrazioni in programma per il 2011 e per il ministro leghista Calderoli, che non intende parteciparvi, “È inutile parlare di un totem sapendo che ci sono differenze nel paese”. Della stessa opinione anche il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo (Unione Democratici e Cristiani di centro), che proprio in questi giorni ha annunciato che “non festeggerà l’unità d’Italia” perché, ha aggiunto, “non è stato un affare nemmeno per noi (del sud, ndr): in 150 anni il muro tra nord e sud sembra essere cresciuto”.
In effetti, il dibattito politico, inasprito dalle retoriche populiste di partiti sempre a caccia di voti, sembra ormai essersi cristallizzato in una contrapposizione insuperabile.
Benvenuti al sud | Federica AracoNeanche a farlo apposta, poco prima dell’uscita del film nelle sale, Bossi aveva esordito con l’ennesimo insulto a “Roma ladrona” modificando l’acronimo “S.P.Q.R.” (Senatus Populusque Romanus) in “Sono Porci questi Romani”. L’infelice battuta ha scatenato la reazione indignata del sindaco di Roma, Alemanno, e di alcuni leader dell’opposizione. “Una battuta alla Asterix – ha minimizzato il Senatùr – ma vedo che ne hanno fatto un casus belli. Vuol dire che si sentono in colpa”. E poi, per spiegare: “Del resto al nord hanno portato via prima l'aeroporto di Malpensa e adesso vogliono prenderci anche il Gran Premio di Monza. Il Giro d'Italia non arriva più a Milano e a Venezia hanno impedito di avere le Olimpiadi". "Mettiamo insieme tutte queste cose – ha aggiunto il ministro leghista Brunetta – e si capisce che il nord non può amare Roma”.

Nel paese del federalismo fiscale, dei proclami secessionisti, dei carrocci carichi di insulti volgari e anticostituzionali, dei ministri razzisti verso i “terroni” nessuno affronta la questione, almeno non seriamente.
Meglio riderci su.
Siamo in Italia, del resto.


Federica Araco
(15/11/2010)
















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