Morjana Alaoui, la più francese delle attrici marocchine | Sarah Ben Ammar
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Sarah Ben Ammar   
Morjana Alaoui, la più francese delle attrici marocchine | Sarah Ben AmmarQuella tra Morjana e il cinema è una storia d'amore impostata sotto il segno del destino. A 18 anni, con il suo diploma in tasca, la ragazza lascia il Marocco per la Florida. Poi rapidamente si invola per Parigi per seguire lì degli studi di comunicazione all'Università americana. In quel periodo, la regista Leïla Marrakchi è alla ricerca di una ragazza giovane e spontanea per rappresentare Rita, ruolo principale in “Marock”. E per questo personaggio spensierato e libero dei quartieri alti di Casablanca pensa subito a Morjana: “Per caso, Leïla mi ha mostrato la sceneggiatura. L'ho letta e mi è piaciuta. Era la prima volta che recitavo in un film”. Prima volta che sembra promettente, tanto che la giovane attrice comincia a scalpitare. “Dopo “Marock”, ho fatto dei castings che sono andati bene, ma terminati con un nulla di fatto! Di colpo ero molto scoraggiata, anche se parallelamente continuavo a prendere lezioni di teatro, perché continuavo a crederci. E proprio quando stavo per abbandonare, per dedicarmi di nuovo al giornalismo, mi è stato proposto di girare in “Martyrs”. In questo thriller metafisico e ultra-violento, Morjana fa la parte di Anna a fianco di Mylène Jampanoï. E ancora una volta è la provvidenza a riacciuffare l'attrice. “All'inizio questo ruolo doveva andare a Vahina Giocante, ma per ragioni personali all'ultimo momento si è ritirata. Quindi serviva un'attrice con un po' di urgenza. Poco tempo dopo ho ricevuto la sceneggiatura e ho subito voluto fare questo film. Sono stata attirata dalla storia, che ho trovato molto ben scritta. Ho poi incontrato Pascal Laugier (il regista) e nell'arco di dieci minuti, senza casting né niente, mi ha proposto il ruolo”.

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Martyrs
Signori censori…
Morjana è di certo arrivata al cinema un po' per caso, ma con nessuna intenzione di accettare ruoli insulsi e privi di interesse. Appassionata, l'attrice va dunque in fondo alle sue scelte, non dispiaccia ai suoi critici. In Marocco l'uscita del film di Leïla Marrakchi ha provocato forti proteste, essenzialmente da parte dei professionisti del cinema che hanno provato ad interdire il film. Invano, perché la commissione di censura alla fine ha deciso di proibire il film solo ai minori di 12 anni. Ma le polemiche attorno a “Marock” e le critiche da tutti i lati che qualificavano il film come sionista e sovversivo per la gioventù marocchina, non hanno affatto scoraggiato l'attrice. “Penso che il film sia stato strumentalizzato per poter creare false polemiche tra ebrei e musulmani. Bisognava trovare nuove ragioni per alimentare questo conflitto. Il loro problema è che non sopportano che si possa dare una cattiva immagine del Marocco, una cattiva immagine del musulmano…E non riescono a concepire che una musulmana possa uscire con un ebreo, si sono sentiti insultati. Peccato soprattutto che queste critiche venissero dagli artisti!” deplora la giovane. E anche se Morjana è consapevole che il film abbia potuto avere un impatto forte, trova questo necessario: “Sono cresciuta in Marocco, conosco molto bene il Marocco e i marocchini, è vero che provengo da un ambiente molto borghese, ma frequento tutti gli ambienti, sono all'ascolto della gente, e adoro i marocchini. So che alcuni tra loro sono rimasti molto colpiti, ma è nel nostro costume, c'è molta gente che non è ancora abbastanza aperta…” e aggiunge: “C'è bisogno di vedere delle donne che riescono a prendere le proprie decisioni, delle donne indipendenti, delle donne che riescono a esistere per se stesse, e non attraverso le loro famiglie o un fratello maggiore.” Per il suo secondo film, Morjana si è di nuovo confrontata con le polemiche, ma questa volta in Francia. A causa della violenza insostenibile di alcune scene, era infatti possibile che “Martyrs” fosse interdetto ai minori di 18 anni. “Ho preso questa decisione come una forma di censura. Non capivo perché si volesse censurare un film del genere, che per me al contrario doveva essere visto. Mi sono sentita sollevata quindi, dal fatto che alla fine sia stato proibito ai minori di 16 anni.” Ricusa, dunque, le critiche sulla gratuità delle scene violente o quelle che vedevano in alcune scene un'apologia del nazismo. “Martyrs” supera la semplice rappresentazione della violenza fisica. Bisogna decifrare quelle scene. Questa violenza è ad immagine dei rapporti umani e delle regole che reggono la società” spiega Morjana.

La settima arte per cambiare il mondo
La giovane attrice ammette di avere un debole per i lungometraggi che danno da pensare: “Mi piacciono i film che risvegliano le coscienze, i film crudi che hanno un perché, dello spessore, che non propongono una violenza gratuita. E ho ritrovato tutto ciò in “Martyrs.” Per l'avvenire, spera di sganciarsi dai ruoli tanto forti che l'hanno resa famosa...: “Mi piacerebbe interpretare un'eroinomane per esempio. Non mi dispiacerebbe interpretare una commedia se ben scritta, ma preferisco nettamente i personaggi più tormentati. Sono attirata maggiormente dai film che provano a dire qualcosa, che tentano di cambiare il mondo.” Per adesso, le proposte di questo genere si fanno attendere: “Le sceneggiature che ricevo di solito riguardano ruoli molto comuni, la maggior parte delle volte sulle mie origini. Non mi interessa interpretare la beurette (la giovane araba che vive in Francia) un po' troppo abbronzata, o la ragazza che ha quattro fratelli maggiori che le vogliono tagliare la gola perché va a prendere un caffé con sua cugina. Io esagero un po', ma molto spesso è questo che mi propongono”. Tuttavia un progetto le sta particolarmente a cuore: il film di Leïla Marrakchi in cui interpreta Malika Oufkir, la figlia del generale che tentò un colpo di Stato contro re Hassan II nel 1972. Sentiremo ancora parlare di Morjana Alaoui…


Sarah Ben Ammar
Traduzione dal francese A. Rivera Magos
(12/01/2009)



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