Casablanca, la rinascita artistica del ”Mattatoio” | Kenza Sefroui
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Kenza Sefroui   
Casablanca, la rinascita artistica del ”Mattatoio” | Kenza SefrouiUn luogo straordinario, un colpo d’occhio mozzafiato. Ragazzi che si sfidano su skateboard e rollerblade fra i vari edifici, intersecati da strisce di cemento Art Déco. Attori e musicisti che fanno le prove nella sala “Beirut”, chiamata così perché, quando l’hanno scoperta, era piena di macerie. Infine artisti, che allestiscono le loro opere nell’edificio principale, sotto i binari che trasportavano i ganci per la carne da macello.
Nonostante i suoi 82 anni, il vecchio mattatoio di Casablanca è ancora moderno. Anzi, grazie a questa esplosione di arte urbana, da un anno e mezzo sta vivendo una seconda giovinezza.

La trasformazione in una “fabbrica d’arte”
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Nel 2000, gli artisti temevano che il macello venisse riaperto. Cosa ne sarebbe stato di questo posto, a Casablanca, dove la speculazione immobiliare trionfa sulla voglia di recupero? Molti edifici importanti della città erano già stati distrutti e anche il mattatoio – una delle prime costruzioni moderne di Casablanca, realizzata nel 1922 dall'architetto parigino Georges-Ernest Desmarest nella periferia orientale della città, vicino a quartieri operai e al celebre Hay Mohammadi – rischiava di fare la stessa fine, nonostante la sua originalità e la bellezza dei suoi volumi, semplici e lineari.
Il poeta Mostafa Nissbouri, gli artisti Mohamed Kacimi e Hassan Darsi e gli architetti Selma Zerhouni e Rachid Andaloussi hanno allora proposto di trasformarlo in uno spazio culturale. Ma il Comune di Casablanca, proprietario dell’immobile, era convinto che dalla cultura non avrebbe tratto alcun profitto e la discussione cadde rapidamente nel nulla.
Nel 2002, il macello era ancora in disuso e, nel 2004, un incendio ha mandato in cenere l’intero spazio adibito alla refrigerazione. Ma l'interesse di cittadini e artisti per questo luogo continuava a crescere e grazie a Casamémoire, un’associazione attiva nel campo della tutela del patrimonio marocchino del ventesimo secolo, è stato registrato nella lista dei monumenti storici, evitando la demolizione.
Da quel momento, al vecchio macello, sono stati organizzati i primi eventi culturali e, nel 2003, l'artista francese Georges Rousse e una trentina di studenti della Scuola di Belle Arti di Casablanca hanno realizzato due grandi dipinti. In seguito, lì si è svolta parte del Video Art Festival e, nel 2004, i Monkeyz ex Machina Company hanno messo in scena l’Aiace di Sofocle.
Casablanca, la rinascita artistica del ”Mattatoio” | Kenza SefrouiLa riflessione collettiva sul riutilizzo di una vecchia area industriale come questa, cominciava a portare i primi frutti. Determinante, per i progetti di riqualificazione di questi cinque ettari, è stata la cooperazione fra Casablanca e Amsterdam nel 2008: ha riaperto ufficialmente il dibatto sulla conversione di questa ex zona industriale in spazio culturale. "Un’ottima opportunità di riuso", diceva entusiasta Evert Verhagen.
"L'idea del progetto culturale era già in campo. Ma andava definito per quale tipo di pubblico sarebbe stato destinato", spiega oggi Abderrahim Kassou, presidente di Casamémoire che, fino al 2008, ha partecipato ai seminari organizzati dal Comune di Casablanca su questo progetto. "Ogni due settimane c'era un workshop tenuto da Selma Zerhouni. È stata una grande occasione di confronto: tutti i membri delle varie associazioni hanno partecipato ad almeno un seminario".
Casamémoire, l'EAC L'Boulvart, che ha organizzato il Boulevard des Jeunes Musiciens per 12 anni, associazioni teatrali, stilisti, artisti, ballerini e registi: c’erano tutti. Per concludere questa serie di incontri, il 12 dicembre 2008 è stata organizzata una giornata di studio per confrontare il progetto del macello con realtà simili presenti a Istanbul, Madrid, Amsterdam o San Paolo.
A Casablanca, andava mantenuto il filo rosso della cultura urbana. All’incontro, si era parlato di trasformare il sito in una "fabbrica d'arte" che promuovesse la creatività contemporanea e, soprattutto, incoraggiasse i giovani. Per le associazioni partecipanti, il macello doveva diventare “uno spazio d’avanguardia per la produzione e la diffusione dell’arte urbana" e "uno spazio pubblico indipendente e aperto a tutti" per attirare l'attenzione del pubblico su un patrimonio sconosciuto.
Le 13 associazioni più attive fra quelle partecipanti (EAC L'Boulvart, Arte métisses, Casaprojecta, la Fondation des Arts Vivants – Foundation for Performance Arts, la Source du Lion, la Società 2KFar, il UMJI, Irisson, AMS, Extramuros, Beldi Roumi e l'Associazione Marocaine des créateurs de mode – Associazione marocchina per stilisti di moda) fanno parte tuttora di un collettivo di Casamémoire.

"Casamémoire, che si occupa di architettura – spiega Abderrahim Kassou – riusciva a proporre un equilibrio fra le varie discipline artistiche. Ma avevamo bisogno di qualcuno che si occupasse delle questioni giuridiche e amministrative”.
Nel gennaio 2009, in nome del collettivo, Casamémoire ha firmato una convenzione di un anno con il Consiglio del Comune di Casablanca per “avviare l'organizzazione di attività ad alto contenuto culturale in linea con la nuova vocazione del macello di Casablanca".
Il Comune ha così donato 2 milioni di dirham per far partire le attività e garantire la sicurezza dello spazio.

La nuova primavera dell’“Abbatoir”(Il mattatoio)
Il collettivo voleva che l’ex macello partisse in quarta con la sua nuova stagione. E così è stato, con la prima edizione di Transculturelles. Sabato 11 aprile 2009, il mattatoio ha aperto le sue porte a 250 artisti di varie discipline: arti figurative, arti visive e suono, arti dello spettacolo, street art e performance di arti applicate. Sono arrivate 30 mila persone, prendendo d’assalto concerti, installazioni e performance.
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Per non perdere il ritmo, il collettivo ha deciso di organizzare due eventi al mese. Fino a oggi, ce ne sono stati 17: l’undicesima edizione del Tremplin, a maggio, per selezionare giovani talenti musicali; la "Festa della Musica", con 400 musicisti; concerti di musica ispano-americana; danze e coreografie dei Corrida (hip hip, break dance, parkour, etc...); proiezioni di film e documentari con Casaprojecta.

Al vecchio macello sono state anche presentate sette mostre: sulla storia del Roches Noires e i distretti di Hay Hammadi, sui 10 anni di creatività grafica per il risveglio del Boulevard e sul contributo di Casablanca all'architettura europea moderna.
Inoltre stanno aumentando i laboratori per bambini: organizzati in collaborazione con associazioni locali come Urban, questi incontri insegnano ai bambini a ballare, riciclare, costruire maschere, leggere e raccontare. "Questo spazio ha portato una ventata di aria fresca. Ne siamo tutti affascinati”, si congratula con Abderrahim Kassou. "Abbiamo dovuto stabilire un calendario per le prove, il numero di riprese per film e video-clip è in aumento grazie ai workshop, il rapporto con il territorio si sta consolidando".

Vengono organizzati molti incontri e momenti di ritrovo per evocare la storia di Hay Mohammadi, nel contesto di rilancio della comunità, e altri per affrontare i problema degli alloggi sociali. In ogni campo, il programma di appuntamenti è fitto e propone eventi per un vasto pubblico: dagli adulti, ai bambini, a target mirati per incontri specifici.
Anche se la maggior parte delle attività sono organizzate, o co-organizzate, dal collettivo di associazioni, l’ex macello ospita anche altri eventi come, per esempio, il tributo a Mickael Jackson; la performance di La Traversée mort de la mort; uno spettacolo di Jamal Youssfi sull’immigrazione e l'evento artistico di Aϊta, che mescola danza contemporanea, film, tavole rotonde e concerti. Un vero successo.
In un anno, il macello è uscito dal dimenticatoio e oggi registra sempre il tutto esaurito. La sua pagina Facebook ha già 1.370 iscritti. Ma la sfida, ora, è rendere questo risultato sostenibile da un punto di vista economico.

La sfida legale
Casablanca, la rinascita artistica del ”Mattatoio” | Kenza SefrouiSecondo Abderrahim Kassou, "la sfida attuale del mattatoio è tenere il ritmo senza diventare un calderone di attività. Altrimenti, rischia di trasformarsi in luogo di divertimento e le spese diventano insostenibili".
La conditio sine qua non per la sopravvivenza dello spazio culturale è il suo status giuridico: "Senza una struttura giuridica permanente, il suo dinamismo si esaurirà". Nel gennaio 2010, per poter gestire lo spazio, il collettivo è diventato un'associazione. L’accordo precedente con il Comune di Casablanca si era concluso nel dicembre 2009 e ora si attende la firma di una nuova convenzione, più duratura. Ma ci vorrà del tempo.

"Nell’attesa, ci occupiamo della manutenzione del luogo e dell’organizzazione delle attività: Casamémoire ha già un buco di 300 mila dirham". Il collettivo continua inoltre ad allestire residenze per artisti e a realizzare progetti, in particolare per gli scambi culturali sud-sud: è già stato realizzato un sito web, lanciato a settembre. È poi in fase di organizzazione la seconda edizione di Transculturelles, prevista per la firma della nuova convenzione, che si spera avvenga questo autunno.
Casablanca, la rinascita artistica del ”Mattatoio” | Kenza SefrouiAlcuni membri del collettivo hanno portato l’esperienza di Casablanca alla Biennale di Arte Urbana di Amsterdam e a quella di Arte Contemporanea di Lione. Ovunque vadano, il loro motto è sempre: "Qui siamo e qui restiamo!".
Abderrahim Kassou si dice ottimista, ma insiste sulla priorità di dare al macello un futuro che si basi su una garanzia economica. Ciò consentirebbe al collettivo di attirare nuovi finanziatori, potendosi così svincolare dal Comune: "Questo per garantire agli artisti condizioni di lavoro decenti – dice Abderrahim Kassou – Lavorerebbero in modo più professionale investendo sul lungo termine".
La legge marocchina consente che un terreno di proprietà pubblica venga dato in concessione a una struttura per una durata massima di novant’anni. Aadel Essaadani, membro del Casamémoire e direttore tecnico del macello, afferma tuttavia che questa legge riguarda in genere il settore commerciale, "oppure lo sport – spiega – ma non la cultura".

Oltre a essere unico nel suo genere in tutto il mondo arabo, il mattatoio di Casablanca sarà anche il primo luogo in Marocco a ottenere lo status di spazio culturale. Non ci resta che aspettare.

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www.casamemoire.org
www.facebook.com/pages
www.abattoirs-casablanca.net (da settembre)

Kenza Sefrioui
Traduzione dall'inglese di Silvia Zanardi
(12/10/2010)


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