Intervista ad Abani Biswas | Federica Araco
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Federica Araco   
A conclusione dello spettacolo tenuto nel centro storico di Monopoli il 30 luglio, raggiungo Abani Biswas, regista e direttore della compagnia teatrale indiana “Milon Méla”. Ci allontaniamo un poco dalla folla che si sta lentamente disperdendo e iniziamo a parlare della sua ricerca teatrale.

Intervista ad Abani Biswas | Federica Araco“Sono nato in India – inizia Abani- ed è nella mia terra di origine che ho deciso di dar vita a questo progetto di ricerca artistica e culturale. Ho lavorato molti anni con il grande maestro Grotowski, e insieme a lui ho avviato il mio personale percorso di ricerca sulle fonti. Ho potuto lavorare molto sul sincretismo artistico e culturale, approfondendo forme ed espressioni corporee legate a tradizioni di diversi paesi, tra cui l’India. Attraverso questo percorso, per così dire, di ricerca teatrale transnazionale, ho avuto la possibilità di appropriarmi con rinnovato interesse e mutata consapevolezza, delle radici culturali della mia terra d’origine. Da questa formazione multiculturale ho accolto numerosi stimoli per poter approfondire gli aspetti simbolici e spirituali dell’arte e dell’antica tradizione teatrale del mio paese e rielaborarne i contenuti attraverso la creazione di nuove pratiche del creativo.

Quali sono stati i momenti più significativi della sua ricerca?
Inizialmente ho lavorato nella città di Calcutta, dando vita a laboratori di teatro urbano con artisti di strada con i quali ho fondato il “Leaving Theatre”. Con il passare degli anni il desiderio di avviare una ricerca più costante e approfondita sulle radici culturali delle espressioni artistiche dell’India antica mi ha spinto a dar vita al “Teatro della sorgente”, un laboratorio teatrale permanente nella regione del Bengala, che nel tempo mi ha consentito di sviluppare particolare sensibilità ed interesse nei confronti degli aspetti più trascendentali dell’arte in India. Nel mio paese la pratica del creativo nei suoi differenti linguaggi espressivi è fortemente legata ad esperienze di tipo spirituale: per questo motivo ritengo che non sia possibile comprenderne l’essenza senza prima apprendere le profonde implicazioni che tali antichissime tradizioni comportano nella ricerca personale di ognuno di noi.
La sede principale della nostra associazione si trova ai margini di un fitto bosco, nella parte occidentale del Bengala. La scelta di un territorio così selvaggio e isolato è funzionale al tipo di lavoro che la nostra formazione artistica prevede ed auspica. Gli attori, i musicisti, i danzatori che fanno parte stabilmente della nostra compagnia sono sottoposti ad una formazione piuttosto intensa che comprende, tra le altre tecniche, la pratica dello yoga e discipline meditative. Tali antichissimi strumenti di lavoro sul corpo e sulla mente consentono di instaurare un profondo contatto con lo spazio interiore di ognuno di noi e al contempo di entrare in profonda armonia e comunione con le forze ancestrali della natura che ci circonda.
Attraverso il percorso interiore ognuno può trovare il sentiero per attingere a quella fonte inesauribile di energia e conoscenza che, nel contesto indiano, trova espressione nelle numerose e articolate forme artistiche come la danza, il teatro, le arti marziali e la musica.

Questi linguaggi artistici, molto differenti tra loro, sembrano integrarsi perfettamente all’intero del vostro spettacolo…
Intervista ad Abani Biswas | Federica AracoHo voluto costruire questa performance di teatro itinerante sui quattro pilastri dell’arte indiana: la danza, l’arte marziale, la musica e il canto. La prima parte dello spettacolo propone uno stile di danza classica proveniente dalla regione dell’Orissa. Si tratta di una pratica artistica molto antica e complessa, che integra movimenti acrobatici e posizioni dello yoga con l’antica grammatica dei gesti delle mani- mudra , che in India esprimono un complesso linguaggio simbolico.
La danza, eseguita in modo esemplare dai due acrobati-ballerini, sprigiona un’incredibile energia fisica che viene canalizzata con straordinaria eleganza in movimenti millenari. Il secondo stile di danza, Chhau (Jharkand), rappresenta una danza sacra legata alle tradizioni tribali dell’India centrale. L’esibizione degli attori-danzatori è accompagnata dal suono ritmico prodotto da grandi tamburi ed è caratterizzata dall’utilizzo di elaborate maschere dipinte a mano. Le coreografie proposte raccontano alcuni episodi dell’epica indiana (Ramayana e Mahabharata) e storie tratte dai Purana. La parte finale di questo intervento artistico rappresenta simbolicamente l’eterna lotta tra il bene e il male, tra gli Asura, demoni potentissimi dagli abiti variopinti, e la dea Khali che, dopo una dura lotta, riesce a trionfare.

Una componente importante del vostro spettacolo è l’arte marziale. Potrebbe spiegarne il significato?
La scelta di inserire una performance di Kalaripayattu, la più antica arte marziale dell’India, nata in Kerala, vuole esprimere l’importantissimo ruolo svolto da tale pratica nelle società del mondo antico. Ogni forma di lotta codificata da precise regole di combattimento costituiva un fondamentale strumento di regolazione dei conflitti sociali. La canalizzazione della violenza appartiene al processo conoscitivo di ogni individuo, e rappresenta un aspetto fondamentale della formazione artistica degli attori della nostra compagnia.
La conclusione dello spettacolo è affidata ai canti dei Bauls, un ordine vaishnava fondato nel sedicesimo secolo e dedito al canto di poemi mistici e bhajans di grande intensità.
Intervista ad Abani Biswas | Federica Araco
Il progetto “La ricerca delle fonti” include anche percorsi di formazione aperti al pubblico?
Nei periodi in cui il gruppo di artisti è in Bengala, generalmente da Novembre a Febbraio, si organizzano percorsi di approfondimento e formazione con workshops residenziali e laboratori urbani nei quali artisti e maestri di grande prestigio mettono a disposizione la loro esperienza per giovani artisti e ricercatori, danzatori e attori provenienti da tutto il mondo. (Per ulteriori informazioni in merito contattare milonmela@sify.com).

Per ulteriori informazioni: milonmela@sify.com
Federica Araco
(03/09/ 2008)

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