Gitani di carta | Rogelio López Cuenca, Elo Vega, Gitanos de papel, R.O.M. Rights of Minorities
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Gitani di carta | Rogelio López Cuenca, Elo Vega, Gitanos de papel, R.O.M. Rights of Minorities“Gitanos de papel”, gitani di carta. È con questo titolo che i poeti e artisti visuali Rogelio López Cuenca ed Elo Vega hanno battezzato la loro ricerca sull'immaginario collettivo sulla cultura gitana. Scatti fotografici, stampe, fotogrammi tratti da film, réclame di sigarette, poster, video. Una raccolta di oggetti, spiegano gli artisti “attraverso la quale il mondo esterno rappresenta la realtà gitana”.

Sono immagini, in generale, che si basano su stereotipi secolari sempre in ambivalenza tra due modelli: il gitano ladro e bugiardo, sempre al limite o al di fuori della legge e l'idealizzazione romantica che si fonda sulle capacità artistiche innate, la libertà e la spontaneità.

Gli artisti dopo una mostra itinerante in Spagna hanno pubblicato un libro sulla ricerca (qui in pdf: http://www.malagana.com/libros/gitanos_de_papel.pdf ) in cui emergono l'influenza delle immagini sulla visione collettiva di un gruppo sociale o comunità. I mezzi di comunicazione di massa, secondo López Cuenca e Vega, riflettono all'infinito la serie di stereotipi che rappresentano il "gitano invisibile come soggetto". Condizione che peggiora e viene accentuata con la donna gitana. La sua rappresentazione è relegata in film e immagini pubbliche nella femmina che, supportata dalla musica e dalla danza flamenca, può essere pericolosa. La donna gitana induce alla “tentazione, è di dubbia morale e può portare l'uomo all'autodistruzione”. Nel loro percorso gli artisti seguono il filo rosso tracciato da Oscar Wilde nell'opera Intenzioni : “Osservare è molto diverso dal guardare”.