Tutti nella rete de Los Colifatos | Cristina Artoni
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Cristina Artoni   
Tutti nella rete de Los Colifatos | Cristina ArtoniPer la prima volta, cadere in una rete può diventare una salvezza. Può salvarci la vita dalle brutture del mondo, mettere in luce con una semplicità sconosciuta l’ingiustizia, spiegarci il senso della parola amore. E’ questo che trasmettono in un oceano di poesia, i pazienti psichiatrici dell’ospedale Borda di Buenos Aires insieme a Manu Chao, nel disco “Viva la Colifata”.

Come un mosaico di voci e musica, il disco nasce dopo anni di collaborazione tra l’artista franco-ispanico e la radio LT22 creata come costola del centro medico. Dall’idea dello psicologo Alfredo Olivera, la radio ha aperto nel 1991 ed è diventata un mezzo di recupero e cura per i pazienti.

Interamente realizzata dai "Colifatos", gli studi dell’emittente sono allestiti tra alberi e panchine e trasmette all’aperto. La diretta e le registrazioni (da distribuire ad altre radio o da diffondere via web) si fanno ogni sabato pomeriggio nel cortile del centro psichiatrico, dove prendono posto tutti coloro che vogliono partecipare.

L’ex leader dei Mano Negra, da anni sbarca nel cortile della radio, accompagnato dalla sua chitarra per realizzare trasmissioni e concerti. Più volte ha suonato con il suo gruppo Radio Bemba a Buenos Aires, invitando sul palco i colleghi Colifatos. Poi due anni fa il progetto del disco è diventato una realtà, per permettere di diffondere, come ha detto lo stesso Manu Chao: "La poesia allo stato puro dei pazienti diventati per me dei maestri di vita” e per sostenere economicamente la radio.

Come i precedenti lavori di Manu, anche Viva la Colifata è concepito come un viaggio di emozioni, dove l’amarezza del nostro quotidiano viene stravolta da improvvisi squarci di luce.
Nelle tappe del vostro percorso vi troverete ad interloquire con il fantasma di Nerone, intervistato dall’inviato a Roma della radio durante la nomina di Papa Ratzinger. “Perché lei ha bruciato Roma? –viene chiesto a Nerone – perché era troppo vecchia, brutta? O lo fece come semplice atto di crudeltà? Vogliamo sapere tutta la verità della storia questo circo” – conclude l’inviato.

Vi troverete poi da Carlos Gardel e il suo “tango perdido”. Scenderete dal treno fantasma dei Colifatos per ringraziare le mamme, che ci hanno dato gli strumenti per stare nel mondo e per ringraziarle dell’amore infinito. Riderete con il paziente-cantante che dedica le sue strofe “a tutte le ragazze che faccio innamorare ogni giorno..”
Vi riposerete con il giovane paziente che racconta: “Io mi siedo qui, nel Borda. Al bordo di questa sedia. Al bordo della libertà”.

Tutti nella rete de Los Colifatos | Cristina ArtoniViva la Colifata è un lavoro prezioso, che non ha bisogno di troppe presentazioni. E’ un disco da portare tra i bagagli in vacanza, come un giubbotto di salvataggio. Lo consigliamo anche a chi non conosce il castigliano. Avrà il tempo per trovare un amico/a per la traduzione o per imparare la lingua dei Colifatos.

Scoprirete anche che esiste, come spiega un paziente, la “locura del sol”, la pazzia per il sole. “Il sole per me – dice - è la cosa più importante. Ci ha illuminato questo pomeriggio. Sono affetto dalla pazzia per il sole. Ma le sue luci sono meraviglie che passano attraverso il cuore”.
Il disco si può scaricare, lasciando una donazione dal sito www.vivalacolifata.com.
Ojala salga il sol!





Cristina Artoni
(20/08/2009)













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