Obiettivo Palestina  | Cristina Artoni
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Cristina Artoni   
Obiettivo Palestina  | Cristina ArtoniL’inferno è arrivato nella Striscia di Gaza dal 27 dicembre del 2008 fino al 18 gennaio del 2009. Un’offensiva militare, che il governo israeliano, ha tentato di mantenere il più possibile lontano dai riflettori del mondo, ma che malgrado le enormi difficoltà, alcuni reporter sono riusciti a raccontare, sotto la concreta minaccia di perdere la vita.
Tra questi anche due registi, che usando il racconto giornalistico e documentaristico, sono riusciti a testimoniare la realtà di una repressione che ha colpito soprattutto la popolazione civile.
Nelle immagini di “Piombo fuso” di Stefano Savona e “To shoot an elephant” di Alberto Arce e Mohammad Rujailah si ripercorre una tragedia lunga 21 giorni, vissuta da cittadini inermi nella Striscia di Gaza.
I documentari, proiettati all’ultima edizione del Festival del Cinema indipendente di Barcellona, in questi mesi vengono presentati in Europa in diversi spazi.(*)

Entrambi i lavori rispondono ad un’esigenza di denuncia, ma si differenziano nella forma: “Piombo fuso” si muove con un linguaggio più documentarista, mentre “To shoot an elephant” tende a scivolare in una forma di giornalismo militante che rende necessariamente meno potente il messaggio.
L’operazione "Piombo fuso", chiamata comunemente "Guerra di Gaza" dalla stampa occidentale e "Massacro di Gaza" dal mondo arabo-musulmano, è il nome in codice che l’esercito israeliano aveva dato all’offensiva militare nella Striscia di Gaza.
Con gli occhi di Stefano Savona entriamo a Gaza il 6 gennaio del 2008, all’undicesimo giorno dell’attacco israeliano. I bombardamenti aerei e gli attacchi terrestri sono martellanti e con la videocamera, Savona ci fa vivere la vita quotidiana: un ragazzo ci porta a visitare la sua casa distrutta; un responsabile dell’ospedale registra le vittime raccolte durante il conflitto; una famiglia si stringe intorno al corpo del figlio di dodici anni, ucciso dai bombardamenti.
Oltre a portarci tra le strade, il documentario riporta le stridenti versioni delle autorità israeliane che hanno sostenuto a più riprese che l’offensiva ha colpito solo Hamas e non la popolazione di Gaza.
“To shooting an elephant” è un altro pugno nello stomaco della dura realtà nei Territori.
Uno dei due autori del documentario, lo spagnolo Alberto Arce si trovava a Gaza insieme ai suoi compagni dell’Ism (International Solidarity Movement) quando è scattata l’offensiva. In quei ventuno giorni Arce da attivista si è trasformato in testimone munito di videocamera, insieme a Mohammad Rujailah, un giovane palestinese di 24 anni.
Il documentario è incentrato sugli interventi di soccorso delle ambulanze e l’arrivo dei feriti all’interno dell’ospedale. Lo scenario che emerge è doloroso e a tratti straziante. Tra le vittime vediamo moltissimi bambini, su cui ogni tentativo di cura è vana.
Nei giorni dei raid israeliani morirono 1.381 palestinesi, di cui oltre la metà, secondo l’organizzazione B’Tselem, erano civili.
Gli autori già dal titolo marcano con decisione la propria denuncia. Ripreso da un racconto dello scrittore George Orwell, pubblicato nel 1948: “… poi, naturalmente, ci furono interminabili discussioni sulla morte di elefante. Il proprietario era furioso, ma era solo un indiano e non poteva fare niente. Inoltre, secondo la legge, ho fatto la cosa giusta, un elefante pazzo deve essere ucciso come un cane rabbioso, se il proprietario non riesce a controllarlo.”
Orwell definiva così un modo di guardare verso l'Asia, ancora in uso. Il 27 dicembre 2008, l’Operazione Piombo Fuso è stata un tiro al bersaglio su elefanti per 22 giorni, sostengono gli autori. Un susseguirsi d’immagini d'emergenza, insonnia, orrore e disperazione, con gli stranieri rimasti, che salgono fino a bordo delle ambulanze nella Striscia di Gaza, in soccorso alla popolazione civile palestinese, bersaglio designato dei soldati israeliani.
“Piombo fuso” e “Shooting an elephant” sono molto più, anche se in forme diverse, di due documentari. Rappresentano le prove di una violenza che non ci permette di dire “Noi non sapevamo”.

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(*) -  Per nuove presentazioni consultare: www.piombofuso.it/ e http://toshootanelephant.com/

Cristina Artoni
(15/01/2011)


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