“Jamila dit”, poesie in omaggio alla madre

jamila 250E’ appena uscito, edito da Harmattan, “Jamila dit” il nuovo e quinto libro di poesie dell’artista franco-tunisino Ahmed Ben Dhiab. Si tratta di un libretto di poesie, di ricordi, di evanescenze. Ma chi è Jamila? Jamila è la madre del poeta che così le rende omaggio in questa raccolta di poesie tanto intensa. Non è soltanto una celebrazione della figura materna, delle donne del passato, ma è altrettanto una rievocazione della terra natia, quella in cui il poeta trascorse gli anni della sua infanzia, la memoria, le origini, l’identità, il senso della vita e della morte, dell’assenza e della presenza. E’ questo il libro in cui l’artista di origini tunisine si mette più nudo mostrando a tutti le sensazioni, l’amore, il rapporto così intenso tra madre e figlio nelle società magrebine di un tempo.

Il libro è suddiviso in tre parti: la prima. in cui la mamma Jamila si racconta narrando il presente ed il passato della sua vita; la seconda parte in cui si raccolgono le voci di tutti coloro che l’hanno conosciuta: i bambini, i parenti, gli amici ed altri testimoni che ne celebrano la figura ed infine, l’ultima ed intensissima parte in cui l’autore Ahmed, il figlio, decanta le doti e la figura della madre definendola: “Jamila, née le 20 octobre 1922, femme de toutes langues du silence” (donna di tutte le lingue del silenzio, alludendo alla virtù della pazienza) e “nourricière du rêve” (nutrice del sogno).

Nelle sue mille sfaccettature, Ahmed Ben Dhiab, non è soltanto un poeta, ma un artista a tutto tondo che passa dalla musica mistica sufi, alla pittura, alla recitazione fino alla poesia. Ricordiamo che è anche direttore artistico del Festival Internazionale “Celebrazione” e che, dal 23 maggio al 14 giugno, sarà presente alla rassegna estiva “OltreExpo 2015” a Castano Primo (Milano), con una sua personale esposizione pittorica dal titolo “Arte come nutrimento spirituale”, una manifestazione legata a “ExpoMilano2015”.

Nelle sue opere pittoriche, attraverso l’impulsività del momento, Ahmed Ben Dhiab riesce ad offrirci ideogrammi, segni rupestri, calligrafia araba, mescolandoli e trasformandoli in opere contemporanee dalle referenze arcaiche e viventi quasi a voler sottolineare che nulla viene da sé ma è tutto uno scorrere lento che ha inizio dal lontano passato. Lo stesso percorso che compie l’artista nella sua opera poetica “Jamila dit” dove, attraverso la forza di un ricordo immediato, l’autore Ben Dhiab, ripercorre il passato attraverso la figura materna per mostrarsi all’umanità per ciò che egli è adesso!

 


 

Emanuela Frate

20/04/2015

 

 

 

 

 

 

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