L’Italia festeggia 150 anni e torna l’amor patrio

L’Italia festeggia 150 anni e torna l’amor patrio Gli italiani, evidentemente stanchi di polemiche e divisioni, hanno sorpreso tutti alle celebrazioni per festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia. Il 17 marzo, giorno della Festa fino all’ultimo contestata dai leghisti e pure dalla confederazione degli imprenditori in nome della crisi economica, è stato un inaspettato tripudio all’orgoglio nazionale. Città addobbate di bandiere (ma più a Torino, la prima capitale del regno unito, che a Roma), i centri storici letteralmente invasi da persone con coccarde patriottiche, bandierine e molti addirittura avvolti nel tricolore. E poi file interminabili per entrare nei musei dove ritrovare l’epopea risorgimentale, per seguire le innumerevoli iniziative programmate in tutta la penisola per riscoprire autori e personaggi della storia. Una vera festa popolare che ha sorpreso tutti e che ha messo all’angolo i leghisti, gli unici a disertare le celebrazioni e a ignorare volutamente l’inno nazionale di Mameli, ricevendo non pochi fischi in diverse occasioni, come pure al Sud il movimento neoborbonico, la lega del Mezzogiorno.

Come spiegare tutto questo? Pur non avendo la stessa idea dell’Italia e senza dimenticare che il Risorgimento scontentò cattolici e repubblicani, la partecipazione non scontata della maggioranza degli italiani - e anche di quelli “nuovi” (confermata da rilevazioni statistiche) – manda segnali precisi di un ritrovato amor patrio. Voglia soprattutto di riappropriarsi di un orgoglio nazionale, messo a dura prova da politici non all’altezza del loro ruolo, che si nutre del contributo dato dagli artisti, letterati, scienziati, emigranti italiani. “E’ successo qualcosa, è scattato qualcosa negli italiani, qualcosa di profondo, che mostra a tutti la stanchezza diffusa verso le divisioni che paralizzano l’Italia”, ha commentato il Presidente Giorgio Napolitano, che si è rivelato il vero simbolo di questa Italia unita, con i suoi discorsi mai retorici ma capaci di unire passato e presente.

Forse alcuni segnali mandavano già messaggi chiari: le manifestazioni affollate del 13 febbraio in tutt’Italia senza bandiere di partiti e organizzazioni varie, il boom di ascolti per Benigni che narrava in modo magistrale l’inno nazionale al festival di Sanremo, milioni di italiani incollati al televisore per seguire le dirette dal Quirinale e dal Parlamento sulle celebrazioni, ma anche i primi posti nelle classifiche dei libri più venduti dell’ultimo di Roberto Saviano “Vieni via con me” o quello dal titolo significativo “Viva l’Italia!” di Aldo Cazzullo, che parla di Risorgimento e Resistenza e respinge l’idea legista e la retorica del Belpaese. Cazzullo racconta perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra nazione, smontando molti pregiudizi, a partire dal Risorgimento etichettato come cosa da liberali e la Resistenza come cosa di sinistra: “l’Italia è diventata una nazione grazie a eroi dimenticati che morirono gridando viva l’Italia!” – scrive Cazzullo, che ama sottolineare come Garibaldi dopo le sue gloriose imprese se ne andò a Caprera con solo un sacco di fave. Episodi, personaggi da ricordare, di cui essere orgogliosi e che mettono ancor più in evidenza molte nefandezze del presente. L’occasione dei 150 anni è servita anche a ricordare il contributo femminile all’unità italiana, come il libro “Donne del Risorgimento” , da Anita Garibaldi a Cristina Trivulzio di Belgioioso. O a scoprire donne molto contemporanee nel loro modo di vivere e agire nella Milano risorgimentale, come quella raccontata da Marta Boneschi “La donna segreta. Storia di Metilde Viscontini Dembowski”.

Sono soprattutto i musei legati al Risorgimento i protagonisti per continuare le celebrazioni del compleanno d’Italia per tutto il 2011. Torino, la prima capitale dell’unità, forse la città che ha creduto maggiormente a questa data, sfoggia i suoi luoghi storici in modo rinnovato o con nuovi allestimenti che aiutano a capire l’Italia e gli italiani. Dal 20 marzo si è riaperto Palazzo Carignano, sede del Parlamento Subalpino, dal 1948 promotore politico dell’unificazione italiana, e oggi simbolo del Museo del Risorgimento, dotato di un nuovo allestimento scenografico corredato da impianto video e audio per raccontare la storia in presa diretta senza enfasi e retorica, con fatti reali e quotidiani, con i problemi concreti di un secolo e mezzo, con i risultati raggiunti e gli obiettivi mancati, collegando il Risorgimento italiano alle vicende avvenute negli stessi periodi in altri paesi. Visitabili a Palazzo Carignano anche lo studio del Conte di Cavour, il vero regista dell’unità, e le sale in cui nacquero Carlo Alberto di Savoia e il primo re d’Italia Vittorio Emanuele II.
Interessante il nuovo allestimento dell’aula del primo Senato italiano a Palazzo Madama, nella centrale piazza Castello, animato – grazie alla tecnologia – dalle voci dei senatori che discutono, litigano e prendono accordi, ma anche il brusio dei diplomatici, del popolo. Nella corte medievale di Palazzo Madama è stato collocato il nuovo Museo Torino, senza cimeli ma solo video e immagini, mentre uno virtuale ( www.museotorino.it ) porterà a zonzo il visitatore attraverso documenti e foto d’epoca, testimonianze e tracce della storia. Nella bellissima Reggia di Venaria, a pochi chilometri da Torino, va in scena la mostra “La Bella Italia. Arte e identità delle città capitali”.
L’Italia festeggia 150 anni e torna l’amor patrio
OGR- Torino
In una ritrovata voglia di riscoprire la propria identità, e memori della celebre frase di Massimo d’Azeglio ( primo ministro del Regno d’Italia e poi senatore) “Abbiamo fatto l’Italia ora dobbiamo fare gli italiani”, non può mancare la visita alla mostra “Fare gli italiani”allestita nella grande struttura delle ex Officine Grandi Riparazioni, vero monumento all’archeologia industriale torinese. Mette insieme diversi linguaggi: pittura, scultura, carta stampata, fotografia, voce della radio, immagini del cinema e della tv fino alle comunicazioni in rete. Si sviluppa su due livelli: uno ripercorre gli avvenimenti che hanno segnato l’Italia, dalla politica all’economia, dalla cultura alla scienza, fino alle grandi imprese sportive; l’altro, cuore della mostra, si articola in tredici isole tematiche che descrivono i fenomeni più importanti della storia italiana. Le lunghe pazienti file per vedere anche questa mostra e le moltissime prenotazioni raccontano più di tante analisi politiche la ritrovata voglia di essere italiani. E senza divisioni, senza vergognarsi.

Stefanella Campana
(22/03/2011)

L’Italia festeggia 150 anni e torna l’amor patrio “La donna segreta. Storia di Metilde Viscontini Dembowski”
di Marta Boneschi
Editore Marsilio
Nella cornice del Risorgimento italiano, la storia di una pioniera della dignità e dell'indipendenza femminile, nipote della cultura illuminista e figlia degli ideali rivoluzionari








L’Italia festeggia 150 anni e torna l’amor patrio “Viva l’Italia!” di Aldo Cazzullo
Risorgimento e Resistenza: perchè dobbiamo essre orgogliosi della nostra nazione.
"Talora parliamo dell'Italia come se non fosse una cosa seria. E ci pare impossibile che siano esistiti uomini e donne per cui l'Italia era un ideale che valeva la vita e per cui 'Viva l'Italia' furono le ultime parole"
Prefazione di Francesco De Gregori
Editore Mondadori

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