Artissima 2009 punta sui giovani collezionisti

“Avvicinare al collezionismo anche giovani e persone con la passione per l’arte pur con il portafoglio limitato”. Così Andrea Bellini spiega la filosofia di Artissima che dirige da tre anni. Da oggi e fino a domenica apre i battenti al pubblico al Lingotto e trasforma Torino nella capitale italiana dell’arte contemporanea con 141 gallerie da tutto il mondo, 42 case editrici e un ricco corollario di eventi collaterali. S’ispira infatti a una nuova collocazione del linguaggio delle arti visive il cartellone teatrale dal titolo “Accecare l’ascolto”, ispirato al teatro di Carmelo Bene, con quindici artisti di varie generazioni sparsi in cinque diversi teatri cittadini. Al Teatro Regio, l’evento-clou di Michelangelo Pistoletto (“Anno Uno Terzo Paradiso).
Artissima 2009 punta sui giovani collezionisti
Nei grandi spazi dell’ex fabbrica del Lingotto è visibile in uno stand dai vetri trasparenti la novità dell’edizione 2009, “The Store”, dove si trovano multipli o opere d’arte sotto i 500 euro. Alla scelta low cost, una risposta alla crisi, è legata la presenza di una ventina di gallerie aperte da meno di cinque anni nella sezione “New Entries”, dove si trovano opere di giovani artisti a prezzi contenuti: disegni, acquarelli, fotografie e tele di piccole dimensioni. Si trovano accanto alla sezione “Constellation”, con le grandi installazioni di David Noonan, John Armleder, Franz Wedst, Marina Abramovic e a quella sperimentale “Present-Future”.
A fotografare la realtà dei galleristi italiani è una ricerca che verrà presentata domenica da Massimo Melotti, critico d’arte e sociologo e Luca Dal Pozzolo della Fondazione Fitzcarraldo che anticipano un dato interessante: chi apriva negli anni ‘80-‘90 una galleria era spesso un appassionato che veniva dalle professioni più disparate, ora invece sono giovani preparati nel campo dell’arte con esperienze specifiche grazie a studi. O anche perché sono figli d’arte, come la giovane torinese Norma Mangione, figlia di Salvo, uno dei protagonisti dell’arte italiana del dopoguerra, o il milanese Nicolò Cardi che dalla galleria paterna è passato alla Caredi Black Box. Figlia d’arte anche Chiara Clemente, figlia di Francesco, noto pittore della Transavanguardia, da New York a Torino per presentare alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il suo documentario “Our City Dreams”, omaggio all’arte femminile.
Artissima 2009 sembra non dare spunti per far gridare allo scandalo come è successo altre volte, al massimo suscita curiosità e stupore, come veder sfilare nei corridoi la carrozzella con una figura bendata, “Barnaby”, l’opera di Daniel Glaser e Magdalena Kunz o l’ironica poltrona-lingua di Damiano Spelta. O ancora la performance concettuale “Rob di Giovanni Morbin: la sua testa, coperta da una calza velata, esce da un cubo che racchiude il corpo. Piace la piramide-scultura di bottiglie “Clear glass stack” di Tony Cragg (fermata in tempo una signora che stava per toccare uno dei vetri impilati in un fragile equilibrio).
All’interno della Fiera internazionale, nella parte più museale attira il video di quella che è considerata la più importante artista performer dell’arte contemporanea, Marina Abramovic. Alla Biennale di Venezia del 1997 molti ancora la ricordano con raccapriccio mentre seduta di fronte a un cumulo di ossa di animali appena macellati, ripuliva le ossa una ad una con una spazzola, chiaro riferimento alla sanguinaria e terribile guerra civile in corso nella sua patria, l’ex Yugoslavia. Il video presente ad Artissima mostra una giovane e bella Abramovic (del 1975) che a seno nudo si spazzola furiosamente i capelli fino a far sanguinare la cute, ripetendo con ironia la frase “Art must be beautiful, artist must be beautiful (l’arte deve essere bella, l’artista deve essere bello).
L’opera della Abramovic fa parte della Costellazione, la top ten compilation, con dieci artisti impegnati che non cercano una facile approvazione, come nel caso dei denti specchianti di Santiago Sierra o gli specchi con i neon di John Armleder.
Artissima 2009 punta sui giovani collezionisti
Sarà un fine settimana artistico piuttosto denso a Torino. Artissima è lo spunto anche per vernissage, performance e incontri con gli artisti e personaggi del mondo culturale europeo nella notte di sabato quando musei e gallerie faranno le ore piccole.
Chi non ha la fortuna di essere a Torino in questi giorni può sempre ricorrere al nuovo portale ( www.Contemporarytorinopiemonte.it ) che consente di conoscere il “sistema” dell’arte contemporanea di Torino e del Piemonte: fornisce informazioni e funziona da collegamento fra i protagonisti del settore. “Il ruolo leader della nostra regione nell’arte contemporanea ci viene ormai riconosciuto e anche qui ad Artissima ne ho avuto la conferma da molti galleristi”, sottolinea una curiosa Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, mentre si aggira tra i vari stand dei galleristi. “A livello internazionale Artissima è considerata ormai un nuovo interessante modello: non più semplicemente un mercato dell’arte ma un discorso attorno all’arte”, assicura il direttore Andrea Bellini. Che sia ormai un evento culturale trendy lo dimostra il numero crescente di visitatori, collezionisti e operatori del settore. E non solo dall’Italia.

Stefanella Campana
(06/11/2009)

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