La Torre di Babele sarà a Malta

//AtelierUn luogo dedicato al patrimonio e alla scrittura contemporanea per condividere l’immaginario mediterraneo, aperto a scrittori e ricercatori di tutto il mondo con una biblioteca fornita di testi di letteratura e scienze sociali, con residenze, ateliers …” Questo è il sogno di Samira Negrouche, poetessa e traduttrice algerina. Durante due giorni questo sogno è stato analizzato e discusso insieme a una trentina di scrittori, traduttori, operatori culturali e rappresentanti di strutture attivi sui temi della politica culturale e provenienti da Inghilterra, Bulgaria, Italia, Spagna, Libano, Marocco, Libia, Egitto, Turchia e Malta, … tutti desiderosi di rendere reale questo progetto. Infatti, le discussioni sono state indirizzate principalmente su aspetti concreti: da quali esperienze prendere spunto (Transeuropéennes, Babelmed, THhub …) e come svilupparle? Come coinvolgere le varie reti di artisti, associazioni, università, fondazioni per creare un legame tra le rive del Mediterraneo? Che modello economico adottare per rendere realizzabile questo progetto? Come ancorarlo al contesto locale di Malta? Quali contenuti proporre e a quale pubblico? Il dibattito su tutti questi contenuti ha permesso di condividere le esperienze, definire le necessità riguardo la formazione dei traduttori, il rafforzamento dei circuiti del libro, la mobilità degli autori, la diffusione dei beni culturali, la protezione del diritto d’autore e di traduzione …

//Basma El HusseinyIl desiderio di creare nel Mediterraneo una piattaforma, fisica e virtuale, dedicata alla letteratura e alla sua traduzione, non è una novità. Alice Guthrie, capo progetto Mondo arabo ed euro mediterraneo per Literature Across Frontiers, associazione attiva nel campo degli scambi sulla letteratura e sul dialogo interculturale basata in Gran Bretagna, conferma la storica volontà “di elaborare un piano d’azione globale del quale la piattaforma è solo un aspetto”. In effetti è forte la necessità di uno spazio fisico per aggregare le strutture esistenti e facilitare gli scambi. “Esistono festival, incontri, ma non luoghi fisici dedicati”, spiega Karsten Xueres, coordinatore di progetto per la Fondazione Valletta 2018. “Per noi, piccola associazione maltese, è essenziale posizionarci nel contesto regionale e al contempo approfondire la nostra identità plurale”, precisa Adrian Grima, poeta maltese, traduttore e attivista di Inizjamed, associazione fondata nel 1998 per promuovere la cultura a Malta. Questo incontro è quindi la prosecuzione di discussioni nate diversi anni fa.

Nel 2005, in occasione di una prima conferenza dedicata alla letteratura, Inizjamed e Literature Across Frontiers hanno deciso di unire le forze sostenendosi reciprocamente fino a realizzare in seguito il Malta Festival of Mediterranean literature. Nel gennaio 2011, a Londra, l’idea prende forma: “Decidemmo di organizzare una serie di atelier di preparazione”, spiega Alice Guthrie: appuntamento a Beirut in luglio 2012 con editori, scrittori e traduttori della regione, poi a Istanbul in ottobre dello stesso anno e infine a La Valletta dove “c’è una forte volontà di elaborare una strategia di azione concreta”.
 

Malte_v18La Valletta capitale europea della cultura nel 2018

Nel corso delle discussioni si è affermata l’idea che a Malta sia realizzato questo progetto. L’arcipelago è, infatti, al centro del Mediterraneo. Membro dell’Unione Europea dal 2003, la storia e la lingua di Malta sono testimonianza degli scambi e delle migrazioni che hanno caratterizzato e caratterizzano tuttora la regione: il maltese è la sola lingua semitica dell’Unione Europea con apporti italiani, spagnoli, turchi, inglesi su una base araba e, soprattutto, La Valletta, la capitale, è stata scelta per essere la Capitale Europea della Cultura 2018. Un’occasione d’oro per dare vita alla piattaforma. Karsten Xueres spiega il programma dettagliato: “Entro il 2015 avremo stabilito un accordo tra Literature Across Frontiers, Inizjamed, il governo maltese e gli sponsor. Tra il 2014 e 1015 svilupperemo il concept e inizieremo ad attrarre investimenti. L’attuazione è prevista per il 2016.”. Si prospetta un lavoro colossale sia a livello di raccolta fondi che di mobilitazione dei partner. “Sono disponibili fondi locali ma saranno necessari ulteriori cofinanziamenti”, ci anticipa Alexandra Buchler, direttrice di Literature Across Frontiers, pronta ad attivare l’esperienza e il sostegno della sua rete di ONG, università, festival e fondazioni. Per Adrian Grima la chiave della riuscita è la capacità di implicare tutti gli attori locali: “E’ necessario che tutto questo sia concertato con tutti, prima a livello locale. Ma non possiamo farlo in solitudine altrimenti rischiamo di riprodurre un’isola dentro l’isola”.

//Karsten XuerebNonostante le dimensioni della sfida, Karsten Xueres si mostra ottimista riguardo le capacità del suo paese: posizione geografica, lunga tradizione di scambi con il nord e il sud e anche il fatto che Malta sembra sfuggire alla crisi di oggi: “Non abbiamo subito tagli di bilancio e il nuovo governo ha elaborato una politica culturale con una specifica strategia per le industrie culturali. Inoltre persone formatesi all’estero vengono a investire a Malta”. La volontà di contribuire, attraverso la traduzione, al dialogo interculturale e alla reciproca comprensione delle lingue e della storia decuplica le energie. Questo progetto vuole porsi come una proposta per una Europa diversa e relazioni diverse con la riva sud del Mediterraneo. Per Malta in particolare, che era stata segnalata da Human Rights Watch per il trattamento riservato agli immigrati senza permesso di soggiorno (clandestini)1, è una urgenza. “Non possiamo permettere che tutto abbia origine da Bruxelles, Parigi, Londra o Berlino” insiste Alexandra Buchler: “Guardare al sud permette anche a noi di definirci diversamente, ci fa comprendere che abbiamo applicato un pensiero molto materialista. Questo sguardo diverso può aiutarci a porre domande diverse e la letteratura e la cultura possono mettere in campo un approccio differente”. Per Adrian Grima “nessuno pensa alla piattaforma solo per scrivere libri! Questo è un atto politico!” Tre gruppi sono già al lavoro per elaborare una strategia e dare forma alla piattaforma fisica e virtuale. La presenza a poca distanza dal luogo di discussione del capolavoro di Caravaggio che rappresenta Jerome de Stridon, patrono dei traduttori, ha senza dubbio contribuito a dare maggiore forza a questa determinazione …

 


 

Kenza Sefrioui

Photos de Karl Schembri

Traduzione dal francese Gerarda Ventura

20/04/2013


 

www.lit-across-frontiers.org

www.inizjamed.org

www.valetta2018.org

euromedlit.wordpress.com


 

 

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