Conversione in Mondovisione

Conversione in Mondovisione
Magdi Allam et Benoît XVI
Vicedirettore del quotidiano «Il Corriere della Sera», rampa di lancio de La Rabbia e L'Orgoglio , Magdi Allam è in un certo senso molto più pericoloso di Oriana Fallaci nell'esecrazione dell'Islam. Forse perché, proprio nei panni di un musulmano moderato, egli inaugura il processo di demolizione della propria religione, che in un primo tempo si limita a una critica, apparentemente innocua, dell'islamismo radicale.
Nato al Cairo 56 anni fa, trapiantato in Italia da molti anni, Magdi Allam si distingue innanzitutto per la sua violenta denuncia al terrorismo islamico: «Partendo dal mio vissuto» scrive in Vincere la paura pubblicato nel 2005, «posso testimoniare che soltanto quarant'anni fa la situazione in Medio Oriente era radicalmente diversa. La società e le istituzioni erano laiche. La cultura dell'odio e della morte, che l'Occidente oggi associa ai musulmani, non è nel DNA dell'islam» Comunque, il suo punto di vista non tarda a cambiare completamente. La sua denuncia del fanatismo islamico si applica ormai a tutti i musulmani. Per molti, i suoi discorsi sono impregnati da una verità che viene dall'interno. Numerosi siti di estrema destra, citando le sue recenti dichiarazioni, notano che Magdi Allam sa di cosa parla poiché è, per l'appunto, musulmano.

Conversione in MondovisioneMagdi Allam scrive anche saggi, sempre più polemici. Il suo penultimo libro Viva Israele lo è particolarmente poiché si tratta di una difesa incondizionata dello Stato di Israele firmata da un arabo. Il sottotitolo della copertina è decisamente eloquente: Dall'ideologia della morte alla civiltà della vita: la mia storia . «In queste pagine», scrive nella prefazione « ho voluto raccontarvi il mio lento e sofferto percorso esistenziale dall'ideologia della menzogna, della dittatura, dell'odio, della violenza e della morte alla civiltà della verità, della libertà, dell'amore, della pace e della vita. Fino a maturare il pieno convincimento che, oggi più che mai, la difesa del valore della sacralità della vita coincida con la difesa del diritto di Israele ad esistere».
Con la sua conversione trasmessa in mondovisione, Allam varca una nuova soglia nell'odio per la sua cultura che di fatto è una sorta di patetico odio per sé stesso. Una sindrome analizzata da Frantz Fanon in Pelle nera, maschere bianche quando dimostra che il colonizzato, nella fattispecie il nero (nel caso che a noi interessa, il musulmano) soffrendo a volte di una vera e propria crisi di identità, arriva a sdoppiarsi, a designare sé stesso come nemico da combattere. L'odio del dominato deriva da un'interiorizzazione e da un'identificazione con i «valori bianchi» (quelli del mondo occidentale). Il Bianco, autentico ideale dell'ego, viene riconosciuto come superiore, è il modello a cui bisogna rifarsi a qualunque costo.
Il giorno di Pasqua, Benedetto XVI battezza di fronte al mondo intero, insieme ad altri 5 adulti, Magdi Allam. Quest'ultimo sceglie come nome di battesimo «Cristiano» (in lingua italiana). La Cerimonia è occasione, per lui, di ribadire il suo rifiuto totale dell'Islam tramite una lettera riduttiva e provocatrice che «Il Corriere della Sera» pubblica in prima pagina, il giorno dopo Pasqua: «Ho così dovuto prendere atto che, al di là [...] del fenomeno degli estremisti e del terrorismo islamico a livello mondiale, la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale" scrive Magdi Allam precisando che «(la sua) mente si è affrancata dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia, permettendomi di aderire all'autentica religione della Verità, della Vita e della Libertà».
Dopo la lezione di Ratisbona, questo battesimo assume una portata simbolica enorme. Papa Benedetto XVI aveva affrontato, nel suo discorso del 12 settembre 2006, all'università di Ratisbona in Germania, dove è stato professore, la questione della relazione tra fede, religione e violenza. Le sue citazioni tratte dall'imperatore bizantino Emanuele II il Paleologo avevano suscitato vive reazioni e biasimo da parte di numerosi rappresentanti dell'Islam.
A distanza di sei secoli, ritroviamo nel discorso del «dotto imperatore» citato dal papa, una visione dell'Islam piuttosto vicina a quella del neo-convertito Cristiano Allam: «Mostrami pure», dice l'imperatore «ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava» . Il fatto che il rappresentante supremo della chiesa cattolica battezzi un musulmano che grida forte e chiaro la sua avversione per la religione musulmana per mezzo dei principali media italiani non è certo da sottovalutare. Anzi, poiché stigmatizza l'Islam, questa conversione mediatica non fa che rafforzare la visione sempre più apprezzata a partire dal 2001, anno della diffusione globale delle teorie neo-conservatrici dello scontro fra civiltà, del mondo spaccato in due, in cui le culture sono condannate a lanciarsi le une contro le altre fino al trionfo della ragione occidentale e del mondo cristiano detentore del progresso democratico.


Nathalie Galesne
Traduzione dal francese Marco Ceccarelli
(01/12/2008)
                      Conversione in Mondovisione
                     "Preventing Violent Radicalisation 2007"

            "Avec le soutien financier du Programme Preventing Violent Radicalisation
           Commission Européenne - DG Justice, Liberté et Sécurité"

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