Novelle marocchine

  Con un tratto di piuma (D’un trait de plume)
Una nuova generazione di scrittrici si rivolge al genere letterario della novella per evocare preoccupazioni, speranze, suggestioni sul proprio paese, il Marocco.
  Khadija Younsi, «Rosa, Apriti!»
Quando il medico è venuto a visitarmi la mattina e mi ha auscultata di nuovo, ha confermato la mia buona salute spiegandomi che il mio corpo, questa piccola gemma, cominciava a sbocciare.
  Latina Baqa, «La camera accanto»
Ha aperto l’armadio e ha tirato fuori un flacone di profumo di grandi dimensioni, il genere che si trova nei mercati di contrabbando…E ha cominciato a spruzzarlo sui miei vestiti e sui capelli.
  Latifa Labsir, «Mennana»
Ogni cosa contribuiva alla felicità della nostra infanzia, felicità che prendevamo in prestito, io e mia sorella, dalla gioia di Mennana…
  Aïcha Bourjila, «Il cavallo di campagna»
Si morde le mani dalla rabbia. Sono due ore che si strofina gli occhi e che scrocchia le dita…
  Zagara Ramij, «Storia di un funzionario modello»
Grazie ad una forte dose di caffeina nel mio caffè preferito – il Robusto – e al catrame della sigaretta, combatto le folli allucinazioni che mi sorprendono di tanto in tanto.
Kenza Sefrioui
Traduzione dal francese di Matteo Mancini
(09/04/2009)

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