«Jasad», il corpo svelato

«Jasad», il corpo svelato“Feticismo, la chiave verso la sensualità”, “Il cannibalismo, nuova religione?”, ”La lingerie siriana”, “Sono omosessuale, quindi non esisto”…Con un tale sommario, Jasad (in arabo corpo), rivista trimestrale arabofona libanese “specializzata nelle arti, la letteratura e le scienze del corpo”, è un ufo mediatico. Nel primo numero, uscito lo scorso dicembre, una cinquantina di scrittori e artisti, per lo più arabi, si sono coraggiosamente esposti - lo pseudonimo non è autorizzato - attaccando innumerevoli tabù legati, in un modo o in un altro, al corpo. Certi ci evocano la loro “prima volta”, altri “sviscerano” un tema sociale relativo al corpo, ed altri, finalmente, ci concedono dei racconti erotici tra foto di donne illanguidite…e nude.
Questi scrittori e artisti si sono sottomessi di buon grado alle due ossessioni dell’“amante” di Jasad , la poetessa Joumana Haddad: il corpo e i tabù. Il corpo, questa donna di 38 anni, lo vuole svelare in una regione dove si è più inclini a nasconderlo. I tabù, questa madre di due bambini, vuole spezzarli come le manette attaccate alla “J” di Jasad sulla copertina della rivista.
Jasad non è la versione araba di Playboy . Il mio obiettivo non era dar luogo ad una polemica. A livello professionale ho raggiunto molti dei miei obiettivi e non ho bisogno dello scandalo per farmi conoscere”, spiega, con esile voce, Joumana Haddad. “La dimensione sessuale del corpo occupa un posto importante in questa rivista, ma non c’è solo questo” insiste la poetessa.

«Jasad», il corpo svelato Jasad è per Joumana Haddad, un punto di richiamo in arabo e destinato alla comunità araba. ”Le persone hanno dimenticato che il corpo è presente nella tradizione letteraria araba, con testi come “Il Giardino profumato” (manuale d’erotismo arabo del sedicesimo secolo) o Le 1001 notte in versione non censurata”, spiega la creatrice di Jasad .
Nei tempi che corrono si designano gli organi sessuali con metafore, invece “parole come pene o vagina sono impiegate nei testi antichi”, insiste Haddad. “Per questo Jasad mira a capire perché, con il passare del tempo, è diventato tabù, in questa regione, parlare del corpo”.
Joumana Haddad tenta di spiegare questa retromarcia in materia di libertà d’espressione, dal “cocktail molotov religione potere, il cui obiettivo è di controllare la massa”, a una reazione dell’Oriente per proteggersi e differenziarsi dall’Occidente.
Senza grande sorpresa, certe persone non hanno apprezzato questo richiamo. “Ho ricevuto e-mail insultanti”, afferma la signora Haddad. E-mail naturalmente anonime. “Mi aspettavo molti problemi in più”, riconosce tuttavia Joumana Haddad. Jasad è stato registrato presso le autorità libanesi interessate, nessuna reazione da parte della censura, e le prime 3000 copie sono andate a ruba, tanto che Joumana Haddad ne ha fatte stampare altre 2000 copie. “Penso che esista una considerevole richiesta per questo tipo di rivista, e che il successo di Jasad sia l’espressione di un vero cambiamento nelle mentalità di questa regione. Le persone hanno bisogno di avere un altro tipo di vita”.
Il successo supera anche le frontiere libanesi. In effetti, la richiesta d’abbonamenti per l’estero non fa che crescere. Da 100 al momento dell’uscita del primo numero, oggi, il numero d’abbonamenti è passato a 400. Il maggior numero di abbonati si trova in Siria, Dubai, Egitto e… Arabia Saudita. Per evitare la severa censura che vige in questi paesi, Joumana Haddad ha trovato il trucco: le riviste sono direttamente spedite per posta ai destinatari. L’Arabia Saudita, che ha vietato la vendita della rivista sul proprio territorio, ha anche bloccato il sito internet di Jasad .
«Jasad», il corpo svelato
Joumana Haddad (© G. Pace - 2008)
Che importa, l’avventura Jasad continua. Il secondo numero uscirà a marzo. Dovrebbe essere disponibile anche a Londra e Parigi. Dal punto di vista finanziario, Joumana è l’unica contribuente dell’avventuroso progetto. “In un primo tempo, avevo un partner finanziario, ma quando ha cominciato a fare domande sul sommario, ho interrotto la collaborazione. Garantire la mia libertà è essenziale”, spiega la giovane donna che aspetta i risultati del secondo numero, per giudicare il reale successo della sua rivista, una volta che gli effetti “novità e curiosità” siano svaniti.
Joumana Haddad può in ogni caso, da ora in poi constatare i segni incontestabili del successo: Gli autori cominciano a spintonarsi davanti alla porticina per apporre le proprie firme in fondo alle pagine patinate di Jasad .



Emilie Sueur
Traduzione dal francese Matteo Mancini
16/03/2009

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