Meyar al-Roumi

Meyar al-Roumi
Meyar al-Roumi
Né formazione, né pubblico
Contrariamente a ciò che è accaduto in Libano negli anni 90, dove numerose università d’arte drammatica hanno aperto una sezione audiovisiva, la Siria rimane priva di strutture formative per giovani interessati al mestiere. L’istituto d’Amman in Giordania permette ogni anno a uno o due giovani siriani di formarsi… ma questo non è sufficiente. Nonostante questo in Siria c’è una reale domanda da parte dei giovani.
Inoltre, è abbastanza frustrante per i registi non potersi rivolgere ad un pubblico attento, risentire di un’assenza di pubblico: per creare, si deve rispondere alle aspettative di un pubblico al quale interessano i documentari… al pubblico siriano non è ancora familiare il documentario d’autore…

Esiste il documentario siriano?
I registi siriani di documentari d’autore non sono molto numerosi. Si contano sulle dita di una o due mani, appartengono a generazioni diverse: non possiamo parlare di un vero e proprio movimento. Il documentario d’autore siriano deve ancora nascere…

La Siria che voglio testimoniare:
Omar Amiralay cerca attraverso i suoi documentari di far conoscere una realtà politica, per questo la censura grava sulla maggior parte dei suoi film in Siria. “Personalmente, considero la realtà soprattutto sotto uno sguardo socio-politico: cerco di dare un’immagine della Siria contemporanea , come la sento, come la vedo. Il mio film non è una sfida politica. Vuole semplicemente testimoniare la realtà. È per questo che non sono molto preoccupato della censura. Eppure il mio primo film “Un cinema muto” è stato censurato prima ancora della sua realizzazione… Ed ogni film mi costringe a presentarmi a numerosi interrogatori con i servizi segreti. Lavoro sotto pressione, devo affrontare diversi ostacoli, tuttavia, non credo sia impossibile fare del cinema d’autore in Siria. Anzi,quest’anno, il mio documentario intitolato Sei storie ordinarie ha avuto il permesso di essere proiettato al festival DOX BOX… I servizi segreti si sono detti sicuramente che far vedere questo film a 400 intellettuali non avrebbe provocato una rivoluzione: non sono abbastanza pericoloso per avere l’onore d’essere censurato!”.


Documentari realizzati:
2007 Sei storie ordinarie , documentario, 62 min, Dvcam. Mille et Une Productions.
2005 Il club dell’avvenire , documentario, 14 min, Dvcam. Mille et Une Productions.
2003 L’attesa del giorno , documentario, 52 min. BIZIBI Productions.
2001 Un cinema muto , documentario, 30 min, Dvcam. Femis Productions.


Traduzione dal francese: David Mancini
(21/04/2009)

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