"Se non fossi egiziano", di ‘Ala Al-Aswani

 

 

A 33 anni dal suo concepimento, trova finalmente la stampa il romanzo dello scrittore egiziano ‘Ala Al-Aswani I quaderni di ‘Issam ‘Abd Al-‘Ati. Il testo, uscito a Giugno per Feltrinelli insieme ad altri suoi brevi racconti, è rimasto a lungo inedito perché respinto da un “anonimo burocrate” dell’Ente Nazionale del Libro che ne vietò la pubblicazione giudicandolo “antiegiziano”. Nella prefazione, Al-Aswani descrive il suo tortuoso percorso editoriale: rifiutato tre volte dall’editore, il racconto per anni è stato stampato privatamente e distribuito solo tra amici e critici letterari. Dopo il grande successo ottenuto con Palazzo Yacoubian (Feltrinelli 2006) e Chicago (Feltrinelli 2008), Al-Aswani ha potuto pubblicare questo suo “primo” romanzo in arabo, francese, inglese ed italiano.

Il protagonista, ‘Issam ‘Abd Al-‘Ati, è un giovane colto e sensibile, profondamente frustrato dal dispotismo ipocrita della società che lo circonda. Completati gli studi, inizia a lavorare come ricercatore presso l’Ente nazionale per la chimica, un’immensa struttura gestita da funzionari corrotti e impiegati mediocri e servili, sempre disposti a tacere i soprusi e le angherie subite dai propri colleghi. Scritto in forma di diario, il romanzo si apre con una nota frase del nazionalista egiziano Mustafa Kamil, “Se non fossi egiziano, egiziano vorrei essere”, definita dal protagonista “il prototipo di una partigianeria tribale […] idiota”. Questa affermazione, lungamente strumentalizzata dalla classe politica egiziana, offre ad ‘Issam il pretesto per argomentare un lungo discorso sui vizi e l’inettitudine della società egiziana contemporanea. Viltà e ipocrisia, malignità e grettezza, pigrizia ed invidia sono solo alcune delle accuse mosse da ‘Issam ai propri connazionali, che egli non esita a definire “la figliata difettosa e guasta di una soldataglia vincitrice […] accoppiata con una massa servile e sconfitta”. La durezza dei toni utilizzati dal protagonista è proporzionale alla sua profonda incapacità di adeguarsi alla corruzione dilagante e al degrado morale che egli riscontra nel proprio Paese. Con un lavoro frustrante e una vita privata totalmente insoddisfacente, esasperato da un contesto umano logorante e privo di stimoli, ‘Issam è destinato a soccombere, stritolato dagli ingranaggi di una società spietata e abietta. Stessa sorte, seppur con percorsi diversi, spetta ai protagonisti degli altri sedici racconti pubblicati nella raccolta. Tradimenti, soprusi, umiliazioni e violenze compongono il ritratto di un’umanità sconfitta dalla propria inettitudine in un Paese irrimediabilmente corrotto.

 

 

‘Ala Al-Aswani

 

Sebbene dal 1976 non ci sia più una censura formale in Egitto, la tormentata storia editoriale del primo, ed ultimo, romanzo di Al-Aswani dovrebbe far riflettere sul livello di democratizzazione del Paese. Se è vero che i personaggi letterari non rappresentano la sintesi di una determinata realtà sociale, talvolta i confini tra reale e immaginario tendono a diventare più sfumati.
Soprattutto se la realtà si sente minacciata dall’immaginazione.


‘Ala Al-Aswani, Se non fossi egiziano , Feltrinelli, 2009, pagg.219, euro16,00

 


 

Federica Araco
(20/09/2009)

 

 

 

 

 

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