Karim Metref, "Tagliato per l'esilio"

 

 

La fine del buio, disse il vecchio rabbino, è quando il volto dell’estraneo ti diventa familiare come quello di un fratello o di un caro amico. Migrare è lanciarsi a testa bassa nel buio: essere l’Estraneo, lo Straniero, l’Altro…
La lingua della terra che ti ospita diventa allora l’unico fragile lume per infrangere la corazza del buio, per mostrare il proprio volto e scorgere quello dell’Altro.
La lingua madre resta comunque il filo di Arianna, per non perdere se stessi in questo viaggio, nell’intimità di questa si potrebbe anche riuscire a raccontare l’esilio…
Karim Metref, fa un passo oltre e racconta le storie della Cabilia nella lingua che lo ospita; scrive la passione per la sua terra, ma anche quello scivolamento lento e inesorabile verso l’altrove: disegnando volti e storie di migranti che profumano di menta e si portano addosso l’odore forte della lana di montone del loro mantello…
«Partire mi sono detto. Partire! Staccarmi, cambiare aria… acquisire più libertà, un’altra libertà. Non fuggivo dalla mia cultura, non me ne vergognavo. No! Volevo prendere distanza, vedere altro. Partire e confrontarmi con l’altro. Partire e poter assumere la mia cultura per scelta mia e non per costrizione dovuta all’azzardo di una nascita in un paesino sperduto della montagna Cabila…»

info: www.mangrovie.org

 

 


Karim Metref , nato in Algeria nel 1967, è stato insegnante per circa dieci anni in Algeria, impegnandosi nella militanza per i diritti culturali dei Berberi e per l’accesso ai diritti democratici in Algeria. Il giornalismo e la scrittura sono strumenti per veicolare le sue convinzioni politiche e le nuove forme di pedagogia che ha imparato e diffuso come formatore a partire dal 1998. Ha scritto Tislit n Wanzar , novella per ragazzi in lingua berbera (Algeria, 1997), e Quando la testa ritrova il corpo, manuale di giochi educativi per le scuole dell’infanzia , con Sigrid Loos, (Ega- Torino). È anche autore di Il ritorno degli Aarch – i villaggi della Cabilia scuotono l’Algeria (video 60’ ed. Metissart - Carta). Ha pubblicato articoli e dossier sulle riviste "Carta", "Cem-mondialità", "Guerre e Pace", "Diario" e "DeriveApprodi", nonché sui siti delle agenzie Migranews e di Peacereporter . Ha lavorato come animatore radiofonico presso Radio Torino Popolare nella trasmissione “Babalasala” poi “Mondonotizie”, entrambe dedicate al mondo dell’immigrazione. Ha lavorato nel Balcani, in Medio Oriente ed in Asia sempre in situazioni di emergenza o conflitto. Nel 2006 ha pubblicato per Traccediverse edizioni (collana Mangrovie) Caravan to Bagdad e Tagliato per l’esilio . (Fonte scheda: www.comune.fe.it/vocidalsilenzio/ )

(03/07/2008)

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