Marinaleda, la comunità solidale

“Noi questa storia dei mutui di cui parla tanto la televisione non la conosciamo. In tutta la Spagna si lamentano per la crisi, ma qui non sappiamo molto cosa sia..”

//Marinaleda

Pilar parla come se fosse su un altro pianeta. Però lei abita insieme ad altri circa tremila cittadini semplicemente in Spagna, nella sierra sivigliana, nel comune di Marinaleda precisamente. Ma per certi versi si tratta di un mondo a parte. Questo piccolo villaggio infatti nel corso degli ultimi trent’anni è diventato un laboratorio politico unico nella sua natura. Alla caduta del franchismo, negli anni settanta, gli abitanti hanno creato una comunità che si basa sulla gestione collettiva: una forma di democrazia partecipativa che ha portato a creare basi solide nella collaborazione tra strutture pubbliche e cittadini.

Mentre il resto della Spagna è costretto a fronteggiare la crisi economica e immobiliare, che ormai ha toccato picchi negativi mai raggiunti da cinquant’anni a questa parte, a Marinaleda i cantieri sono in piena attività.
La ricetta vincente racchiusa in questo angolo di Andalusia non si limita ad una strategia economica, ma in un progetto politico molto più ampio che si esprime con un termine dal sapore rivoluzionario: contropotere.

//Juan Manuel Sanchez GordilloNel testo di presentazione della giunta comunale capeggiata dal sindaco di Izquierda Unida, Juan Manuel Sanchez Gordillo, la pratica politica applicata nel villaggio diventa un punto di fierezza: “In una società divisa in classi sociali tra ricchi e poveri, in sfruttatori e sfruttati credere che il potere sia neutro è una grave ingenuità e per questo quando nel ‘79 ci presentammo alle elezioni municipali pensammo che avremmo dovuto metterci in gioco. (..) Per questo ci accorgemmo che dovevamo costruire un potere contro il potere, un contropotere, che fosse in grado di opporsi ai molti poteri nelle mani della borghesia”.

Questo manifesto si è poi concretizzato a Marinaleda in otto lunghi anni di lotte per occupare le terre ai latifondisti e ottenere il diritto alla casa.
“ La terra è di chi la lavora – dice il sindaco di Marinaleda – la casa è di chi ci vive e i servizi sociali vanno garantiti per tutti”. Juan Manuel Sanchez Gordillo* è la vera anima del villaggio andaluso e dello spirito di partecipazione diretta che si respira. Da trent’anni viene sistematicamente rieletto alla guida del comune nelle elezioni locali. Accusato da alcuni di essere semplicemente un leader che fa leva sulla demagogia e il populismo, Sanchez Gordillo, è sempre stato uno dei principali protagonisti nelle battaglie per allargare la partecipazione alla gestione della cosa pubblica. E infatti a Marinaleda il lavoro ora viene ripartito: si lavora insieme nei campi, nelle cooperative, nelle fabbriche e nei cantieri e insieme si prendono le decisioni in più di quaranta assemblee pubbliche l'anno. E poi soprattutto a differenza del resto della Spagna si costruiscono case. Case per tutti.

Sono i cittadini stessi a costruire gli immobili, con 420 giornate di lavoro e contraendo un mutuo di 15€ al mese per 133 anni; lavorano sotto la direzione di esperti e operai professionisti messi a disposizione dal Comune, con materiali forniti dal Comune, su un terreno che il Comune ha ceduto gratis, perché sul terreno non si specula, ma lo si mette a disposizione di chi può abitarci, lavorarci e trasformarlo in ricchezza.

In questo modo entro i prossimi tre anni, si prevede, avranno trovato casa cinquecento famiglie.
Un miracolo che ha attirato l’attenzione di molti giovani provenienti da tutta Europa verso Marinaleda, anche se la priorità viene data soprattutto ai cittadini del comune. Ma il sindaco del villaggio afferma che quello che è avvenuto qui è solo l’applicazione di uno dei passaggi fondamentali della Costituzione: “Si tratta dell’articolo 47 della Costituzione in cui si sancisce il diritto di tutti gli spagnoli ad avere un’abitazione degna e adeguata. Il potere pubblico promuoverà le condizioni necessarie e stabilirà le norme pertinenti per rendere effettivo questo diritto, regolando l’utilizzazione del suolo pubblico in accordo con gli interessi generali per impedire la speculazione.”

mar_lastA Marinaleda la nuova ventata del ’79 ha portato anche ad uno stravolgimento a tutte le vie del tipico villaggio andaluso, che sono state ribattezzate con nuovi nomi. Così “calle General Saniurjo” è diventata “calle Federico Garcia Lorca” e “plaza de Franco” ha preso il nome di “plaza Salvador Allende”.

Ma non si tratta solo di simboli. “E’ un modello che ci piacerebbe venisse esportato – aggiunge il sindaco di Marinaleda – ma non c’è la volontà politica. Non interessa”.




Cristina Artoni
(08/02/2010)

* Juan Manuel Sanchez Gordillo da 32 anni sindaco di Marinaleda rieletto nel 2012 con il 65% dei voti.





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