Cipro: déjà vu o pace in vista

Cipro: déjà vu o pace in vista
Il leader dei greci ciprioti Demetris Christofias, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki moon e i leader dei turchi ciprioti Dervis Eroglu (a destra)
Il 2012 si preannuncia un altro anno critico nella complessa storia di Cipro. Divisa nel 1974, quando un colpo di stato greco portò all’invasione turca dell’isola, Cipro è ora a un bivio.
Dopo almeno tre anni di consultazioni inutili, le Nazioni Unite hanno avviato un nuovo tavolo di negoziati il 7 luglio scorso, con lo scopo di siglare degli accordi di pace entro un anno. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon ha incontrato a Ginevra i leader delle comunità greche e turche, rispettivamente Dervis Eroglu e Demetris Christofias. Eroglu e Christofias hanno accettato di proseguire i negoziati esprimendo la necessità di intensificare il dialogo su alcuni punti chiave.

Ban Ki moon incontrerà ancora i due leader a settembre e presenterà un rapporto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sui negoziati di pace. L’ONU chiede che le due parti trovino un accordo. E una delle priorità è trovare una soluzione in occasione della presidenza cipriota dell’UE, prevista nel secondo semestre del 2012.

Dopo un incontro decisivo a Ginevra, il Ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu ha visitato la parte nord dell’isola il 9 luglio scorso. Durante la conferenza stampa con il presidente della Repubblica turca di Cipro (TRNC) Dervis Eroglu, Davutoglu ha dichiarato la loro intenzione di trovare una soluzione alla questione entro la fine dell’anno. Davutoglu ha anche detto che spera che il referendum si svolga sull’isola prima che lo stato Greco-cipriota assuma la presidenza UE. “Speriamo di trovare una soluzione al problema entro la fine dell’anno, e di indire un referendum nei primi mesi del 2012 così che Cipro possa accogliere la presidenza UE come un nuovo Stato che rappresenta l’intera isola”, ha dichiarato Davutoglu.
Il presidente Eroglu ha inoltre affermato di ritenere che il problema di Cipro potrebbe essere risolto intensificando i negoziati prima della fine dell’anno.

Dopo una visita di due giorni a Istanbul, a luglio, il Segretario di Stato statunitense Hillary Clinton ha manifestato il suo supporto nei confronti della parte turca per una risoluzione entro la metà del 2012. “Crediamo che la situazione che c’è oggi a Cipro non giovi a nessuno. Si è protratta troppo a lungo. Per questo daremo un forte supporto ai negoziati avviati dalle Nazioni Unite”, ha aggiunto.

Cipro: déjà vu o pace in vista
Cipro è stata divisa nel 1974
La questione di Cipro sta impedendo alla Turchia di entrare in Europa, con l’opposizione di Francia e Germania. Lo stato greco-cipriota, riconosciuto dalla comunità internazionale – eccetto la Turchia – con il nome di Repubblica di Cipro, è entrato in Europa nel 2004. La parte turca dell’isola, invece, è riconosciuta solo dal governo di Istanbul. I Greco-ciprioti si oppongono all’ingresso della Turchia nell’Unione prima che il conflitto si risolva.
Se i negoziati andranno in porto e se si raggiungerà un accordo, dovrà essere approvato dai ciprioti con un referendum. L’ultima consultazione popolare fu indetta nel 2004 dalle Nazioni unite e proponeva uno stato federale suddiviso in due aree di influenza, e i turchi ciprioti votarono “sì”, mentre la parte greca dell’isola rifiutò la riunificazione.

Cipro: déjà vu o pace in vista
L’esplosione della base navale Evangelos Florakis dell’11 luglio scorso ha danneggiato la vicina centrale elettrica di Vassilikos
Anche se recenti sondaggi mostrano che gli elettori indecisi potrebbero orientarsi verso il “no”, l’ultima tragedia alla base militare greca potrebbe incoraggiare un nuovo dialogo tra le due comunità dell’isola. Dopo l’esplosione che ha causato la morte di 13 persone e ha paralizzato i rifornimenti energetici, è stato siglato un accordo per portare la corrente elettrica dalla zona settentrionale dell’isola, turca, alla parte greca.

Il ministro dell’energia turco, Taner Yildiz, ha detto: “Per proseguire nel processo di pace, l’energia funzionerà da catalizzatore”.



Övgü Pınar
Traduzione di Federica Araco
(11/08/2011)

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