Il 29° Torino Film Festival fino al 3 dicembre

Il 29° Torino Film Festival fino al 3 dicembre

È Laura Morante, nella veste di “madrina”, a condurre insieme al direttore, Gianni Amelio, la serata di apertura del 29° Torino Film Festival, venerdì 25 novembre, al Teatro Regio. Sul palco, a consegnare al regista finlandese Aki Kaurismäki il Gran Premio Torino “per aver contribuito al rinnovamento del linguaggio cinematografico”, Sergio Castellitto, Penelope Cruz ed Emile Hirsch regista e attori protagonisti del film Venuto al mondo le cui riprese sono in corso a Torino proprio in questi giorni. L’ultimo gioiello di Kaurismäki è “Le Havre”, secondo i critici ingiustamente trascurato dal Palmares dello scorso Festival di Cannes. Ad aprire e chiudere (il 3 dicembre) il Festival saranno “Money Ball” (L’arte di vincere) con Brad Pitt nei panni di Billy Beane, storia vera dell’allenatore di baseball degli Oakland Athletics, e “Albert Nobbs” con Glenn Close, gran mattatrice en travesti. In mezzo, tanti film da non perdere (217 titoli, 32 anteprime mondiali), documentari, corti, sezioni dai nomi suggestivi (Onde, Festa mobile, Cinema & Cinemi, Figli e Amanti). E la retrospettiva dedicata al grande regista americano Robert Altman, tra i maggiori innovatori del cinema americano spesso in disgrazia a Hollywood che “non ha mai abbandonato il suo stile personalissimo e sinuoso, il suo sguardo malinconico e triste verso la cultura e la decadenza ideale dell’America”, come sottolinea Emanuela Martini, vice direttore del TFF.

La rassegna, che si confronta più con Berlino che con la Festa-festival di Roma (budget sui 10 milioni di euro) si misura con un taglio di trecentomila euro (arriva a quota 2 milioni) ed è per la terza volta guidata dal regista Gianni Amelio. Ora punta a un pubblico meno di nicchia: “Non vogliamo essere populisti e per palati facili, ma partiamo dalla convinzione che il grande spettacolo è anche grande cultura – ha detto Amelio nella conferenza stampa di presentazione, non senza una stoccatina – Avere soldi non vuol dire avere film belli e in ogni caso la qualità non si paga”.

Due i titoli italiani in concorso: “I più grandi di tutti” di Carlo Virzì e quello dell’esordiente Matteo Zoni “Ulidi piccola mia” su un gruppo di ragazze che vivono in una casa famiglia. In una Torino sempre più plurale, il festival regala agli appassionati di cinema, al di fuori dei red carpet e dei riflettori, film da non perdere. È il caso di una Napoli del 2020 senza rifiuti e camorra nel film di Enrico Caria “L’era legale” o di “La guerre est déclarée” di Valèrie Donzelli, candidato francese agli Oscar 2012. Si annunciano come molto interessanti “Sic Fiat Italia” del torinese Daniele Segre sul referendum interno a Mirafiori nel gennaio 2011, “Il sorriso del capo” di Marco Bechis, descrizione “dell’educazione fascista di un paese”, “Terri” di Azazel Jacobs su adolescenti fuori sincrono.

Anche se il Torino Film Festival si è sempre fatto forza puntando sulla qualità e su scelte coraggiose, senza amare troppo il glamour, nondimeno in questa edizione ospita moltissimi attori, registi e addetti ai lavori di tutto rispetto. Del cast di Venuto al mondo saranno presenti Margaret Mazzantini autrice del libro da cui è tratto il film, e gli attori Pietro Castellitto, Adnan Haskovic e Saadet Aksoy. E ancora: Valeria Solarino, Carolina Crescentini, Domenico Starnone, Luciana Litizzetto, Charlotte Rampling, Alina Marazzi, il produttore Lionello Cerri, la sceneggiatrice Doriana Leondeff, Sion Sono, protagonista della sezione Rapporto Confidenziale e l’attrice Megumi Kagurazaka; per la retrospettiva Altman la moglie Kathryn, il figlio Stephen, gli attori Keith Carradine e Michael Murphy.


Stefanella Campana
(24/11/2011)

Il programma completo del festival è online all’indirizzo:
www.torinofilmfest.org

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