La sublime arte di Vicente Gracia

//Vicente Gracia (Foto di Nicoletta Valdisteno)È un’assolata mattina di fine maggio e Vicente Gracia mi accoglie sorridendo nel suo suggestivo atelier-laboratorio nel cuore di Valencia. L’ambiente è avvolgente e curato con ampi tappeti e luci soffuse. Un leggero sottofondo di jazz e l’odore di incenso al legno di sandalo rendono l’atmosfera raffinata e vagamente esotica.

 

Sulla grande scrivania in radica scura, tra ampolle di vetro colorato, vecchi monili e statue di bronzo dall’aspetto orientale, noto gli schizzi delle sue ultime creazioni: anelli con pesci d’argento, uccelli variopinti e sorgenti d’acqua, orecchini a forma di piccoli cestini d’oro ricolmi d’arance, bracciali con brillanti neri, ninfe e animali simbolici, pendenti con opali di fuoco, turchesi, smeraldi e rubini. Ogni disegno è accompagnato da una breve descrizione o l’intuizione di un nome, in una grafia ariosa e distesa, dalla forma arabeggiante.

 

Con un design figurativo e poetico, i pezzi unici di Vicente Gracia evocano la simbologia arabo-andalusa e la tradizione mediterranea, fulcro della sua ricerca creativa e spirituale. “L’escatologia musulmana e spagnola, e dell’arte moderna in generale, mescola oriente e occidente nelle forme di una geometria sacra che svela l’esistenza di un grande architetto divino, creatore dell’universo”, spiega l’artista. E da un astuccio di camoscio estrae una collana di maglia puntellata di tanti piccoli brillanti neri con al centro una spilla di brillanti chiari. “Questo gioiello – prosegue – è stato creato per la moglie dello sceicco del Kuwait, e riproduce un simbolo esoterico dell’Alhambra di Granada che rappresenta l’unità dell’universo nella mappa dei sette cieli descritta dal Profeta e ripresa da Dante nella Divina Commedia”. Città simbolo dell’unione tra gracia_2oriente e occidente, Granada è una fonte di ispirazione importante per l’arte figurativa e simbolica del designer spagnolo, che ha ricevuto il National Jewellery Award e l’International Jewellery Prize di Valencia. “Il Mediterraneo resta il fulcro della mia ricerca: la sua storia, i suoi colori, le molte leggende che lo attraversano. Ogni creazione è per me una favola da raccontare. La materia si trasforma in fiore, albero, luna, stella, uccello e palmizio, con simboli, colori e forme ispirati alla natura e alla luce mediterranee”.

 

Titolare del brand creato dal padre negli anni Cinquanta, Vicente Gracia espone le sue creazioni al Dubai sale di Christie’s, da Barneys a New York, negli atelier di Kuwait City e al CoutureLab di Londra.

Tra i suoi prestigiosi clienti c’è anche la regina di Spagna, alla quale l’artista ha recentemente donato una collana che ripercorre le tappe geografiche e simboliche della Via della Seta.

“Esiste un legame profondo, culturale e commerciale, tra le regioni dell’Oriente estremo e Valencia, che è sempre stata un importante snodo commerciale con una forte identità araba e una vocazione mediterranea. Fino a poche centinaia di anni fa, i prodotti importati dall’oriente passavano per Damasco, Malta, Napoli, la Sicilia e Minorca fino ad arrivare a La Lonja de la Seda ( il Mercato della Seta, ndr) di Valencia, costruito nel XV secolo e oggi patrimonio dell’umanità”.

gracia_3Ogni medaglia della collana reale riprende elementi figurativi della tipica ceramica valenciana intrisi di concetti filosofici e spirituali che rimandano alle tre religioni monoteiste del bacino mediterraneo. La gazzella velata rappresenta l’intangibilità dello spirito nelle tradizioni del Nord Africa e della Penisola Arabica, il profilo della giovane dama, di suggestione grecoromana, unisce il mondo spirituale e materiale, l’albero della vita, ripreso da un’immagine trovata a Samarcanda, ricorda la protezione del creatore sull’universo e la dea Fortuna è un simbolo della numismatica latina che evoca ricchezza, prosperità e speranza.  Nulla è lasciato al caso, in un’armonia compositiva dal grande impatto estetico.

 

Con pietre raffinate, materiali di pregio, colori e forme cangianti, Vicente Gracia esprime nei suoi lavori passione, vitalità e gioia. “La Joya, che in spagnolo significa gioiello – racconta – è l’elemento essenziale della mia ricerca creativa”.

 



Federica Araco

02/08/2012

 

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