Babelmed Mondo arabo. Inchieste e reportage nel Mediterraneo

 

Babelmed Mondo arabo. Inchieste e reportage nel Mediterraneo
Rovesciamenti di dittature e transizioni democratiche in Tunisia e in Egitto, elezioni in questi due paesi e in Marocco, resistenza in Siria contro il regime sanguinario di Bachar al Assad, tensioni in Algeria, nuovi accordi in Libia …

Le sfide che queste società devono affrontare oggi non sono mai state così complesse. E mai come oggi un’informazione prodotta dall’interno capace di render conto della complessità di queste realtà è stata così indispensabile.

Lontano dagli stereotipi e dalle analisi improvvisate, specialmente riguardo l’islam, il progetto di informazione «Babelmed Mondo arabo», grazie a una rete di 15 giornalisti in nove paesi della regione (Algeria, Egitto, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria e Tunisia) propone, da dicembre, reportage e analisi sui cittadini della riva sud del Mediterraneo.

Questi contenuti si articoleranno essenzialmene attorno a sette nuclei temiatici scelti a Tunisi dove lo scorso novembre si è tenuto un incontro della rete dei corrispondenti, e dove è stata creata una nuova antenna redazionale di Babelmed, coordinata dall’associazione Liaisons Méditerranéennes (1).

Babelmed Mondo arabo. Inchieste e reportage nel Mediterraneo

Quali sono questi grandi cicli di inchieste?

Trasformazioni politiche e sociali. Dato che la formula giornalistica della «primavera araba» non può contenere le nuove prospettive regionali nate con la caduta dei regimi tunisino, egiziano e libico, i giornalisti di Babelmed Mondo arabo propongono una serie di articoli sui grandi cambiamenti che stanno attraversando i nove paesi coinvolti nel progetto.

Nuove forme d’espressione culturale e artistica. I giovani hanno contribuito molto con le loro diverse forme d’espressione artistica (graffiti, humour, musiche, installazioni, etc.) ad accompagnare le rivoluzioni, costruendone la narrazione. Come prende l’assalto dello spazio pubblico urbano questa libertà di parola e di azione? Reportage su questa fantasia in fermento...

Questione intergenerazionale. Il problema della rapprensentazione dei giovani nel paesaggio politico è nel cuore della sfida democratica. Quali sono le nuove forme di impegno politico e cittadino (partiti, movimenti, associazioni, sindacati) che riguardano i giovani e i meno giovani? Come si riconfigura il rapporto tra le generazioni, nel conflitto o, al contrario, in una conciliazione favorita dalle rivoluzioni? Come si caratterizza oggi la storia del pensiero e dei movimenti democratici nelle società arabe? C’è una ritrasmissione di questa memoria? Si tratterà di comprendere meglio come le rivoluzioni si ricordano e si trasmettono di generazione in generazione.

Islam politico. Possiamo parlare di paradosso tra i risultati elettorali in Tunisia, Egitto e Marocco, a favore dei partiti islamisti, e le rivoluzioni tunisina ed egiziana? Queste rivoluzioni, prive di leader carismatici e le cui rivendicazioni erano comuni a tutte le persone in strada e trasversali alle generazioni, non stanno forse regredendo con la comparsa di nuovi capi politici di ispirazione religiosa? Quali sono i rapporti tra l’islam politico moderato e i movimenti salafiti? Per superare l’islamofobia veicolata dai grandi media occidentali, ogni giornalista della rete di Babelmed Mondo arabo farà il punto sull’islam politico nel proprio paese.

Donne. Quale è stato il loro ruolo nelle rivoluzioni e qual è, oggi, nel processo di conquista della democrazia? Quali nuovi codici della famiglia, o leggi che le riguardano, produrranno i paesi che si apprestano a cambiare la loro costituzione? Infine, assistiamo, nelle società arabe, a una regressione del femminismo o, al contrario, alla nascita di nuove forme di partecipazione femminile? Questi reportage permetteranno, inoltre, di entrare nella vita quotidiana delle donne, nelle città o nelle campagne più remote.

Migrazione. Le rivoluzioni arabe e la guerra in Libia hanno modificato le realtà delle frontiere vicine allo spazio mediterraneo, trasformando il precario equilibrio della «fortezza Europa». I nuovi fenomeni migratori sud-sud stanno causando, nei paesi di arrivo (Tunisia, Algeria...), forme di esclusione e di razzismo che di solito caratterizzano i rapporti nord-sud? Come si configurano? Si può tracciare la carta delle zone di maggior conflitto in Algeria e Libia... Inoltre, in generale, quali sono i nuovi candidati all’immigrazione, tenendo presente che in Algeria, per esempio, il fenomeno non riguarda più solamente i giovani disoccupati, ma anche medici, imprenditori, insegnanti che si imbarcano sempre più numerosi sulle carrette del mare?

Primi passi nella libertà. Come ci si appropria della libertà quando la morsa della dittatura di allenta? Libertà collective: diritto all’associazione, libertà di organizzarsi collettivamente, ma anche nuove importanti sfide riguardo le libertà del singolo. Che ne è, più precisamente, della laicità, della sessualità o ancora del rapporto con la religione nelle nuove configurazioni politiche delle società arabe?

Gli articoli, realizzati per la maggior parte in arabo, saranno anche pubblicati nelle altre tre versioni linguistiche del sito (francese, inglese e italiano).
«La rivoluzione tunisina è una rivoluzione etica di una bellezza travolgente» ha detto, qualche mese fa, la psicanalista Fethi Ben Slama. È in questo spirito etico che Babelmed Mondo arabo desidera informare, raccontando le aspirazioni e le dinamiche di un Mediterraneo in profondo cambiamento.

Babelmed Mondo arabo. Inchieste e reportage nel Mediterraneo

 


Nathalie Galesne
(15/12/2011)

 


(1) - Il progetto «Babelmed Mondo arabo» è sostenuto dalla Fondation pour le Futur ( Fondazione per il futuro –Amman) e la Fondation René Seydoux (Parigi) ed è il frutto di un partenariato tra l’associazione Liaisons Méditerranéenne (Tunisi), l’associazione Babelmed (Roma) e la Fondation René Seydoux.

(2) - «Fethi Benslama: «La révolution a surgi d’un angle mort! , «La rivoluzione è nata da un vicolo cieco», articolo di Sarah Ben Hamadi, publicato il 03 giugno 2011 su Nawaat.org.
 

 

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