Creatività della rivoluzione siriana

E’ la rivoluzione che ha conosciuto il più alto grado di violenza, quella che ha ucciso il più grande numero di bambini con pallottole vere, che ha fatto registrare il maggior numero di bambini torturati nelle prigioni, il più elevato numero di persone arrestate…ma anche il più alto livello di creatività quotidiana attraverso cui il popolo siriano ha sorpreso il mondo. Questa creatività prende forme diverse e mutevoli: raduni, canti, barzellette, canzonature, ironie, burle, forme di sit-in di protesta che accompagnano manifestazioni pacifiche.
Creatività della rivoluzione siriana
Il pugno di ferro dei servizi di sicurezza in Siria, la crudeltà delle sanzioni che si abbattono su qualunque autore di un atto di sfida del regime e il radicamento della cultura della paura nella società siriana fanno sì che i gesti di protesta, blandi o naif, siano dei veri atti di eroismo. Il loro valore è dovuto a quanto fanno correre dei rischi alle persone a cui vengono attribuiti, che possono andare dall’arresto con torture fisiche e psichiche crudeli fino alla morte con pallottole vere fino a estendersi alla famiglia della vittima, vecchi e bambini compresi. Certe forme di protesta pacifica in uso oggi in Siria sono state mutuate da realtà rivoluzionarie di altri paesi, ma la maggior parte sono frutto di creatività locali. Ecco le più diffuse.

Le manifestazioni a domicilio
Una manifestazione in genere è il raduno in strada di un gran numero di persone attorno a un obiettivo che li unisce e che essi esprimono attraverso cartelli o slogan. Ma dal momento che l’esercito e le forze di sicurezza sono a caccia di tutti i movimenti collettivi nelle strade, occorreva immaginare un metodo per cui la gente “esce” senza lasciare il proprio domicilio. Di qui le manifestazioni a domicilio – gli abitanti di un certo quartiere, soprattutto quelli dove le strade sono strette, dove le case sono vicine le une alle altre – ad un preciso segnale, urlano forte, dall’interno delle loro case, attraverso le finestre aperte, gli slogan concordati.

“Allahou Akbar” (Dio è grande)
Allahou Akbar è lo slogan più usato in certe manifestazioni. Si tratta di una espressione convenzionale dai molteplici usi , superando la sua accezione religiosa. Così, un bevitore che si diletta di un buon vino può attraverso questa formula esprimere il suo piacere. Lo stesso uno spettatore allo stadio può gridare la sua ammirazione per il goal segnato . Ma l’ultima trovata in materia è l’accordo su un’ora convenuta in cui gli abitanti si mettono a battere su tutto ciò che hanno in mano e che emette un rumore stridente – utensili da cucina, recipienti del gas… in modo da creare nell’agente di polizia che si trova nella strada, un sentimento di spavento e rafforza negli abitanti del quartiere il sentimento della loro unità e forza.

La colorazione degli zampilli e delle superfici d’acqua
Le grandi città, in particolare Damasco, hanno delle superfici d’acqua e delle fontane edificati nelle piazze pubbliche, nelle rotatorie e negli incroci stradali. Mettendo da parte l’opportunità di creare tali costruzioni in un paese che soffre per la penuria di acqua, non c’è dubbio che la visione dell’acqua zampillante dona una certa estetica alla città e procura agli abitanti un sentimento di rilassamento e serenità. Per ricordare ai cittadini che si avvicinano a questi spazi decorativi il sangue versato quotidianamente nelle strade dai giovani che partecipano alla rivoluzione, si sono infiltrati in certe piazze del centro della città e vi hanno gettato una materia colorante rossa. Dopo qualche istante le fontane si sono messe a versare un liquido rosso scarlatto. Come se la terra espellesse il troppo sangue raccolto.

Creatività della rivoluzione siriana
Fontaine teintée de rouge à Damas


La diffusione dei canti della rivoluzione
Negli ultimi mesi si sono sentiti dei canti intonati dai giovani rivoluzionari su arie note o che loro stessi compongono. Il più noto che ha per titolo “Vattene Bachar” deve la sua celebrità al fatto che il suo autore, Ibrahim El Qachouche, infiammava con questi canti l’entusiasmo di centinaia di migliaia di manifestanti nelle strade di Hama. Per vendicarsi del cantautore, le forze di sicurezza l’hanno arrestato. Il suo corpo è stato ritrovato due giorni dopo, in riva al fiume, con la gola tagliata.
I giovani hanno preso l’abitudine di piazzare delle cassette munite di altoparlanti potenti sulla terrazza di un immobile in un quartiere commerciale chiudendo la porta di accesso o le pongono in zone attigue che chiudono lasciando un’apertura per la diffusione del suono. E, in un certo momento, che sia l’ora di punta o quella in cui la strada è piena di passanti, o la sera, con un telecomando fanno partire la registrazione musicale.. Il canto si diffonde nel quartiere; gli agenti di sicurezza, folli di rabbia, non riescono subito a capire da dove arriva il suono e non riescono a rompere la porta e a trovare gli apparecchi se non dopo che il canto si è diffuso molte volte. Ma come un canto viene ridotto al silenzio, un altro rinasce, venendo da una terrazza vicina o da una valigia depositata nei paraggi. Le forze dell’ordine si lanciano di nuovo alla sua ricerca e così di seguito.

Le palline di ping-pong
A Damasco, nella strada principale che sale verso i quartieri in alto, addossati al monte Cassioun, dei giovani hanno ammassato centinaia di palline bianche di tennis da tavolo sulle quali hanno scritto degli slogan ostili a Bachar El Assad. Nell’ora di uscita dalle lezioni, quando la strada è piena di passanti e auto, delle camionette aprono il loro cofano per lasciare cadere le palline che si mettono così a rotolare sull’asfalto. In fondo alla strada, i passanti e gli studenti si sono messi a raccogliere queste palline dell’opposizione che scendevano non si sa da dove.

Creatività della rivoluzione siriana
Damas vue du mont Cassioun


Lo sciopero dei cellulari
Questi scioperi rivestono in Siria un’importanza particolare considerato che le due società detentrici del telefono cellulare appartengono a persone vicine al potere. Attraverso Internet e reti sociali, Face-book, Twitter e altri, i giovani si accordano per non utilizzare i loro cellulari per un certo numero di ore ogni giorno. Questo genere di sciopero è stato pensato per ridurre i benefici realizzati da queste società in modo che ci siano delle ricadute sui finanziamenti concessi alla forze di sicurezza.

Palloni aerostatici con iscrizioni contro il regime
Questi palloni sono lanciati nel cielo e trasportati dalle correnti d’aria da una zona all’altra della città fino a che le forze di sicurezza li abbattono a colpi di pallottole.
Non sono che alcuni degli atti di protesta pacifica compiuti attualmente dai giovani rivoluzionari in Siria, favorevolmente accolti dai partigiani della rivoluzione e da una parte della massa silenziosa, molto grande in Siria, ma che provocano negli agenti si sicurezza dei sentimenti di vendetta che li spingono a reagire in un modo del tutto sproporzionato alla dolce ironia, anche puerile, di queste forme di protesta.
Così, ad esempio, le forze di sicurezza in una zona ribelle hanno fatto circolare una camionetta con un suono simile a quello utilizzato nelle manifestazioni che emettono delle esclamazioni di “Allahou Akbar (Dio è grande)”. Nelle case la popolazione si unisce. La polizia nascosta nell’entrata degli immobili si precipita allora negli appartamenti da cui sono uscite le esclamazioni per arrestare gli abitanti accusati di partecipare alla rivoluzione. La violenza di queste reazioni hanno avuto il culmine nella piccola città di Daria, vicino alla periferia di Damasco. In questo piccolo agglomerato, dei giovani manifestanti hanno, durante l’estate, quando la temperatura raggiunge livelli insopportabili, distribuito bottiglie d’acqua fresca con una rosa agli agenti di sicurezza pronti a reprimere le manifestazioni. Come sempre, queste scene vengono filmate dagli agenti di sicurezza armati la cui arroganza viene spezzata dal pacifismo dei manifestanti. Circa due mesi dopo, e dopo essersi assicurati circa l’identità degli organizzatori, i servizi di sicurezza li hanno arrestati e imprigionati facendo subire loro delle terribili torture che hanno portato alla morte l’ organizzatore di questa iniziativa, Ghiath Matar, e causato gravi conseguenze ai suoi compagni. Si parla della loro morte.
Creatività della rivoluzione siriana
Ghiath Matar
La rivoluzione, iniziata come una manifestazione pacifica, ha conservato questo stesso carattere rivendicato dalla maggioranza dei partecipanti. Questo principio è costante nella rivoluzione e una condizione essenziale per la sua continuità e successo. E’ per questo che si assiste a sempre nuove forme di protesta pacifica. Ma il regime che rifiuta qualunque soluzione alla crisi in Siria che non sia poliziesca non ha voluto nè intendere nè vedere la realtà della rivoluzione e vi fa fronte con una violenza crescente, sperando di portarla sul suo terreno, quello dello scontro militare dove lui è più forte. Fino ad ora la rivoluzione non è caduta nel tranello, malgrado certi fenomeni armati che restano marginali. Ma fino a quando potrà restare pacifica di fronte alla violenza smisurata del regime?


Hassan Abbas
Traduzione dal francese di Stefanella Campana
08/02/2012

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