Primavera araba, la transizione difficile

 

Primavera araba, la transizione difficileUn anno dopo la Primavera araba è in atto una complessa transizione. Sono infatti emerse crescenti difficoltà all’interno di quei paesi, dove sembrano resistere le vecchie strutture di comando e le difficoltà economiche sono ancora assai gravi. D’altro canto, nelle diverse tornate elettorali che si sono tenute, si è registrata l’affermazione dei partiti islamici, sia dei Fratelli Musulmani, maggioritari in Egitto, Tunisia e in Marocco, sia, in minor misura, dei Salafiti, attestati su posizioni più dogmatiche e intransigenti.

Le forze del cambiamento, e tra queste in prima linea il movimento delle donne, mantengono tuttavia un ruolo forte, anche se non necessariamente maggioritario, e restano uno dei principali fattori in campo, in grado di influire in maniera consistente sugli sviluppi del processo in atto.
Infine, gli altri regimi autoritari al potere, a cominciare dalla Siria, hanno deciso di resistere a oltranza, determinati a non seguire la sorte di Ben Ali, Mubarak, e Gheddafi.

L’Europa si trova quindi di fronte a scelte complesse, che possono essere decisive per il suo futuro.
Di qui l’esigenza di capire, approfondire, analizzare questa complessa realtà. E’ questo l’intento del convegno internazionale promosso da CIPMO - Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente e da Paralleli – Istituto Euromediterraneo del Nord-Ovest, in collaborazione con il Forum per i problemi della pace e della guerra di Firenze.

Tra i relatori di spicco, Khalil el-Anani , Ricercatore in Politiche del Medio Oriente alla Durham University (Gran Bretagna), esponente della nuova generazione dei Fratelli Musulmani, che interverrà sul ruolo dei diversi partiti islamici che si sono affermati alle elezioni tenutesi nei diversi paesi dell’area. Hussam Itani, Editorialista del quotidiano libanese Al Hayat , porterà il suo contributo sul tema della Resistenza dei vecchi poteri, a partire dalla situazione siriana; mentre sul ruolo delle forze del rinnovamento, dei social network e del movimento delle donne interverranno Sami Ben Gharbia , blogger tunisino, Direttore responsabile di Global Voices (comunità internazionale di blogger) e Shahira Abu Leil , attivista egiziana, portavoce del movimento No to Military Trials for civilians (No ai Tribunali Militari per i civili), che lotta contro i processi militari in atto contro migliaia di attivisti egiziani. Il convegno sarà concluso dal famoso islamologo, Olivier Roy , direttore scientifico del “Programma Mediterraneo” all’Istituto Universitario Europeo di Firenze.

 


 

 

 

 

 

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