Mare Chiuso

 

Mare ChiusoShousha, Tunisia, marzo 2011. In pieno deserto del Sahara, fili di panni stesi sventolano tra le tende dell’UNHCR nel campo profughi che accoglie centinaia di migranti africani scappati dalla Libia in guerra. Tra loro, decine di somali, etiopi ed eritrei respinti dalla marina italiana e dalla guardia di finanza tra il maggio 2009 e il settembre 2010. Quando, dopo gli accordi bilaterali tra Berlusconi e Gheddafi, l’allora ministro degli interni Roberto Maroni aveva ordinato di “impedire gli sbarchi” e respingere in mare aperto, senza distinzione, richiedenti asilo, profughi di guerra, donne incinte, bambini, malati. Nessuna pietà, nessuna umanità. Nessun rispetto dei vincoli imposti dalla Convenzione di Ginevra e dalle leggi del diritto internazionale. I militari italiani scortavano le imbarcazioni intercettate fino alle coste libiche, dove i migranti erano abbandonati nelle mani di quei poliziotti violenti e corrotti dai quali erano fuggiti tentando la pericolosa traversata via mare.

Grazie alle testimonianze di alcuni di loro, Andrea Segre e Stefano Liberti ricostruiscono gli eventi tracciando le rotte di quell’esodo disperato costato la vita a centinaia di persone. I racconti, fatti in prima persona nella lingua madre dei protagonisti, tessono la trama e l’intreccio di anni sospesi tra arresti, torture e violenze. Qualcuno ricorda l’incertezza, il tormento della decisione, la paura mista a disperazione che può spingere un uomo a rischiare la vita in mare nella speranza di un futuro migliore. Quando, non fidandoti “né del capitano, né dell’imbarcazione, né del gps, parti semplicemente perché non hai altra scelta”. Un video girato con il cellulare in mare aperto ricostruisce l’accaduto. L’improvviso guasto al motore, l’arrivo, dopo due giorni passati a pregare in balìa delle onde, di una nave militare italiana, l’iniziale accoglienza e i primi soccorsi, l’euforia condivisa con canti e risate per il pericolo scampato. Poi, d’un tratto, dopo una telefonata che impartisce i nuovi ordini, l’atteggiamento dell’equipaggio improvvisamente ostile e, senza preavviso né mediazione, il cambio di rotta verso Tripoli.

“Qualcuno ha tentato il suicidio buttandosi in mare pur di non tornare in Libia, ma è stato tratto in salvo da un marinaio”, ricorda una donna con gli occhi velati da un misto di dolore e rabbia. Poi l’incubo ricomincia, tra violenze, torture, arresti, inutili tentativi di fuga dalle terribili prigioni libiche, finanziate anche con soldi italiani.

Mare ChiusoMalgrado le aspre critiche dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, la politica demagogica e razzista di Maroni godeva del sostegno di gran parte dell’opinione pubblica. Dopo il ricorso di 24 respinti, a febbraio la Corte europea per i diritti umani ha condannato il nostro paese per aver violato il divieto delle espulsioni collettive e per non aver rispettato il diritto delle vittime di avvalersi dei tribunali italiani. Le udienze del processo, fino alla sentenza, fanno da cornice alla narrazione che per la prima volta denuncia le gravi violazioni commesse dall’Italia a danno di persone innocenti in cerca di protezione umanitaria.

Il documentario, distribuito in una quindicina di sale italiane, ha già vinto il premio ACRA per il miglior video al Festival del Cinema Africano di Milano. “[…] Per la potenza espressiva e comunicativa dei volti che narrano, con dolore e dignità, il disagio e la fatica di essere respinto e lasciato in balìa delle onde di quel mare, un tempo ‘mare nostrum’ e oggi sempre più ‘mare chiuso’”.
Un lavoro necessario, intenso, commovente. Per riflettere, e non dimenticare.

 


 

Federica Araco
30/03/2012


Credits
Italia 2012, 60 min
Lingua: Amarico, Tigrigno, Somalo (sottotitoli in inglese e italiano)
Regia: Stefano Liberti, Andrea Segre
Produzione: ZaLab
Fotografia: Matteo Calore, Simone Falso, Andrea Segre
Montaggio: Sara Zavarise
Con: Ermias Berhane, Omer Ibrahim, Roman Amore, Jemal Mohammed Omer, Bekit Saleh Okud, Shishay Tesfay, Tedros Ojbay, Gedey Bahlbi, Nathael Tedros, Yoel Tedros, Abdirahman, Abdikadir, Foowis, Abu Kurke, Semere Kahsay, Tsige Kahsay, Nahere Kahsay
Post produzione audio: Riccardo Spagnol
Distribuzione: ZaLab
Musiche originali: Piccola Bottega Baltazar

Il documentario è stato realizzato con il sostegno di OPEN SOCIETY FOUNDATIONS.

Calendario delle prossime proiezioni:
Milano 3 aprile - Cinema Mexico ore 21.30 (sarà presente Andrea Segre)
Milano dal 4 all'8 aprile in programmazione - Cinema Mexico ore 18.40 e 20.00
Vicenza 4 e 5 aprile - Cinema Aracoeli ore 17.00
Chioggia (VE) 10 e 12 aprile - Cinema Don Bosco ore 21.00
Pisa 17 aprile - Università Sant'Anna
Brescia 19 aprile - Università Cattolica ore 17.30 (sarà presente Andrea Segre)
Massa 19 aprile - Teatro dei servi -Festival Sottosopra
Bolzano 19 e 21 aprile - Cinema Bozen ore 17.30 (il 21 sarà presente Stefano Liberti)
Capalbio 29 aprile - Sala Tirreno
Roma 3 maggio - Casa Internazionale delle Donne ore 18.30
Imola (BO) 8 maggio - Biblioteca di Imola
Treviso 10 maggio - Volontari per lo Sviluppo
Prato 11 maggio - Ass. Don Renato Chiodaroli
Cagliari 11 maggio - Circolo del cinema Laboratorio 28 (sarà presente Andrea Segre)
Lignano (MI) 15 maggio - Scuola di Babele
Roma 16 maggio - Cies ore 18.00 (sarà presente Stefano Liberti)
Reggio Emilia 21 maggio Cinema Rosebund

 

 


 

 

 

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