Un film su Giacomo Leopardi


leopardi_1Dopo il successo del suo spettacolo Operette morali di Giacomo Leopardi, prodotto dal Teatro Stabile di Torino, Mario Martone realizzerà anche un film sul poeta di Recanati. Lo ha annunciato lo stesso Martone alla consegna del Premio Ludovico Alessandrini per il Cinema di Poesia 2012.

Martone è uno degli artisti più sensibili del teatro e cinema italiano contemporaneo al quale è andato per questa regia anche il Premio Ubu 2011. Lo spettacolo Operette morali di Giacomo Leopardi, è stato definito da Curzio Maltese su “la Repubblica” “il più bello dell'anniversario per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Una magia e un’autentica scoperta”. Dopo il debutto in prima nazionale al Teatro Gobetti di Torino il 22 marzo 2011, è andato in scena al Teatro Argentina di Roma e al Théâtre de la Ville di Parigi ed è arrivato a Recanati in una tournée esclusiva che ha toccato poche città italiane. Oltre Torino, Napoli, Milano e Bologna.

Le Operette morali sono una raccolta di 24 componimenti in prosa, dialoghi e novelle, che Giacomo Leopardi scrisse tra il 1824 ed il 1832 e rappresentano una perfetta orchestrazione di toni sulla vita e sulla morte. In essi troviamo l’anima più profonda dell’autore.

“L’idea di Mario Martone - scrive Ippolita di Majo, in merito allo spettacolo - di mettere in scena le Operette morali di Giacomo Leopardi, un testo fuori dal canone della letteratura teatrale, nasce dal serrato confronto con la cultura e con la storia d’Italia del XIX secolo che lo ha impegnato negli ultimi anni di lavoro in campo cinematografico. A monte sta l’urgenza, artistica e civile, di riandare alle origini della scrittura teatrale nazionale per interrogarsi sui suoi potenziali e i suoi limiti: da Alfieri a Manzoni, appunto a Leopardi. In questo contesto le Operette morali offrono spunti di straordinaria efficacia e forza espressiva. L’idea di scrivere dei “dialoghetti satirici alla maniera di Luciano” nasce nel giovane Leopardi dal problema insoluto con la ‘drammatica’, ovvero con la scrittura teatrale tradizionalmente intesa.
La forma dialogica consente inoltre a Leopardi una vertiginosa frammentazione dei punti di vista e in quasi tutti i personaggi, che si susseguono come in un arsenale delle apparizioni, si riflette il suo versatile e molteplice ingegno, la potenza creativa delle contraddizioni che animano il suo pensiero e danno corpo alla sua folgorante ironia. Si tratta di un testo che non si può definire teatrale in senso classico, ma che è stato pensato come una commedia, in una lingua e con una struttura così vive e moderne da far saltare i riferimenti drammaturgici del secolo in cui è stato scritto per approdare a una profonda consonanza con esperienze fondamentali del teatro del Novecento.

Con la messa in scena di Operette morali Martone riprende il filo del suo ultimo spettacolo L'opera segreta in cui la parte finale era dedicata al soggiorno napoletano di Leopardi. Il progetto è quello di affrontare il testo nel suo insieme, operando dei tagli all’interno, ma preservandone la struttura complessiva.”

 


 

08/05/2012

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