Tre incontri e una mostra fotografica per ricordare la scrittrice Lalla Romano

 

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Le Biblioteche civiche torinesi dedicano fino a giovedì 8 novembre, alla villa Tesoriera, tre incontri e una mostra fotografica dall’album di famiglia per ricordare Lalla Romano che a Torino ha vissuto a lungo. Una figura complessa e schiva, scrittrice di versi, romanzi, saggi, ma anche pittrice allieva di Felice Casorati, Lalla Romano ha attraversato tutto il Novecento con la sua scrittura asciutta e ricca di sensibilità senza indugiare nel sentimentalismo, attenta al quotidiano, alle relazioni e affetti  personali. “L’arte è astrazione. Per me scrivere è stato sempre cogliere, dal tessuto fitto e complesso della vita qualche immagine, dal rumore del mondo qualche nota e circondarlo di silenzio”, spiegava la scrittrice piemontese che  si è rivelata al grande pubblico con il romanzo “Le parole tra noi leggere”, premio Strega nel 1969, il cui titolo è tratto da un verso di Montale e dove descrive e analizza il rapporto difficile con suo figlio, ribelle e anticonformista.

Scrittrice infaticabile fino alla sua morte (a 94 anni nel 2001), Lalla Romano è amata anche per i romanzi come L’ospite su un bambino trascinato nelle complicazioni di un matrimonio fallito ed è ancora il tema del matrimonio il filo conduttore del romanzo Inseparabile che entusiasmò Pier Paolo Pasolini per la sua prosa incisiva ed efficace. In Una giovinezza inventata, romanzo autobiografico e romanzesco, la scrittrice racconta la propria giovinezza, l’amore, i disagi e le difficoltà legati alla condizione femminile. Gli ultimi romanzi  Nei mari estremi, Un sogno del Nord, Le lune di Hvar, Un caso di coscienza rafforzano l’immagine di Lalla Romano come crudele narratrice dei vizi della borghesia italiana.

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