Vicenza, la città di Andrea Palladio

//Basilica Palladiana, Vicenza

Nel 1549, quando il Consiglio dei Cento di Vicenza decise la rimessa a nuovo del Palazzo della Ragione, affidò l’incarico a un architetto locale trentottenne, quasi sconosciuto. Si chiamava Andrea Palladio (508-580) e ne fece gioiello architettonico insuperato, chiudendone il corpo gotico in un doppio loggiato dorico-tuscanico nell'ordine inferiore; ionico in quello superiore, concluso da una balaustra ornata di statue e da una copertura di lastre di rame a carena di nave rovesciata. Un’opera destinata a continuare ad assolvere funzioni civiche, il cui stesso autore indicò con il termine latino “Basilica” in omaggio ai luoghi della Roma antica dove si discuteva di politica e affari.

A Vicenza è festa grande. L’ultimo restauro della “Basilica” iniziato nel 2007, si conclude dopo la sostituzione degli archi in cemento portanti la copertura con altri in leggero legno lamellare; la ripulitura e il consolidamento delle facciate; la realizzazione di una nuova illuminazione. E la si riapre dal 6 ottobre 2012 al 20 gennaio 2013, con la mostra a cura di Marco Godin "Raffaello verso Picasso. Storie di sguardi, volti e figure", che già parla coi numeri. Nei primi 30 giorni è stata visitata da 63.969 persone con una media di 2.132 biglietti al giorno.

Cresciuta a 3.727 nel ponte di Ognissanti, e a 4.642 il 3 novembre, per un totale di 14.907 visitatori dal 1 al 4 novembre. Inoltre, dopo la "prima" vicentina, la mostra si riallestirà a Verona (Gran Guardia, 2/02-1/04/2013) con alcune nuove opere e il titolo "Da Botticelli a Matisse. Volti e figure". Un insolito esperimento al quale si rivolgerà attenzione.


 

Intanto godiamoci Vicenza, Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Bella fuori per le vie curatissime. Bella dentro per le collezioni conservate in suggestivi alternarsi di incanti architettonici palladiani. Come il Palazzo Barbaran da Porto che accoglie il PalladioMuseum. Come il Palazzo Thiene, sede storica Banca Popolare di Vicenza, ricco di affreschi e di fastosi stucchi dei maggiori artisti del tempo, custode dell’unica e completa, oggi visibile al mondo, preziosa collezione di “Oselle veneziane”. E dipinti del XV-XIX secolo; ceramiche popolari dell'800; pregiate stampe dei Remondini del 700; una serie di bellissime sculture di Arturo Martini. Tutte collezioni squisitamente venete che consentono intrecci tra arte, produzioni locali, respiro internazionale ed economia.


 

Cinque secoli di volti. Una società e la sua immagine

Come il maestoso Palazzo Chiericati, acquisito dal Comune nel 1839 e dal 1855 Museo di civiche collezioni d’arte che, in concomitanza con l’apertura della Basilica e l’esposizione ivi accolta, inaugura “Cinque secoli di volti. Una società e la sua immagine nei capolavori di Palazzo Chiericati”. «La mostra - dice la curatrice e direttrice dei Musei Civici di Vicenza Maria Elisa Avagnini - parla attraverso le immagini, con un sistema di comunicazione immediato, legato all’allestimento condiviso con i collaboratori. In ogni sala c’è un pannello esplicativo. Le didascalie sono in un catalogo volutamente breve e maneggevole, mentre in sede disponiamo di cataloghi scientifici elaborati dal 2000 a oggi, destinati agli studiosi e da mettere a disposizione di chi vorrà consultarli in biblioteca e ne farà richiesta.»

//Marcello Fogolino, Vicenza antecedente alla trasformazione palladiana, primi ‘500. Palazzo Chiericati, Vicenza

Questa ineccepibile espressione della Storia, del gusto, degli umori, dei talenti, dello stile colto e partecipato che hanno fatto crescere una Vicenza laboriosa, riservata, appassionata e ansiosa di futuro, è sostenuto da competenze mai supponenti, che ignorano il pronome “io” e sottolineano il lavoro dei collaboratori, le scelte oculate e necessarie a sostenere la delicata struttura museale.

A piano terra, a sinistra dell’ingresso, segnano l’inizio del percorso espositivo sia la “Saletta dello Zodiaco” con due cinquecentesche vedute della città di Marcello Fogolino, che al tempo valsero l’appellativo di “Vicenza città bellissima” nella guida del Foresti. Sia la “Saletta del Concilio”, con i ritratti di due esponenti della famiglia Chiericati, committente del palazzo: “Ludovico, arcivescovo di Antivari” (1607), visto da Alessandro Maganza, e il conte Ascanio (1910), anch’egli pittore di rilievo, visto da Alessandro Milesi.

//Gian Antonio Fasolo, “Ritratto della famiglia Valmarana” (1553-54). Particolare. Collezione Pinacoteca Palazzo Chiericati, VicenzaDunque ritratti della città e dei primi dei molti volti vicentini che scendendo la scaletta a chiocciola, si vedranno negli interrati legati al primo stralcio dei lavori (1552) ai quali aveva presenziato lo stesso Palladio, essendo totalmente suo il progetto del Palazzo. Interrati un tempo cucina e cantine. Oggi luoghi d’ineffabile bellezza, di recente restaurati secondo criteri che fanno cogliere nella loro interezza volte e volumi. Ed esaltano con appropriata illuminazione le opere che attraversano cinque secoli di storia locale narrati in una galleria di ritratti di famiglie e dei più diversi personaggi vicentini. Presentano la stirpe, come nel grande “Ritratto della famiglia Valmarana” (1553-54) di Gian Antonio Fasolo. Il capo famiglia siede davanti al tavolo, circondato da otto figli e dalla moglie Isabella. Donna di ferro che, rimasta vedova, incaricherà il Palladio della costruzione di palazzo Valmarana. E alleverà i suoi tanti bambini, tra i quali Leonardo che gioca con il cavalluccio di legno, sarà principe per eccellenza dell’Accademia e farà completare la costruzione del teatro Olimpico. Mentre la sua primogenita si presenta nel “Ritratto di Isabella Valmarana” (1594) di Girolamo Forni, il giorno delle nozze, come si presume da vesti, gioielli e gelsomini tra i capelli.

 

La celebrazione del rango

Alle “generazioni a confronto” segue la “celebrazione del rango”, i suoi valori, le arti, le lettere. Due dipinti della famiglia Gualdo mostrano in uno il padre Giuseppe che indica ai figli la costa del libro col monito BONI ET AEQUI, a sottolineare l’etica di una famiglia di giuristi; nell’altro la moglie Paola Bonanome tra le figlie e i simboli che ne narrano la vita: il cane, la fedeltà coniugale, allude a Laura presto sposa; l’uccellino, la passione del Cristo, è in mano a Virginia, futura badessa. autore di entrambi i ritratti è Gian Antonio Fasolo, come anche di quello del condottiero Ippolito Porto che combatté contro i protestanti sotto Carlo V e sotto la Serenissima nella battaglia di Lepanto, il cui recupero rientra nel piano di restauri dei ritratti della Vicenza dell'epoca di Palladio promosso dai Musei Civici, con fondi propri, nel V Centenario della sua nascita. Ricorda Avagnina: « Due anni fa, nei seminterrati, fango e acqua erano alti 2 metri. L’operazione obbligatoria per il Museo fu tutelare il Palazzo attraverso i suoi elementi originali recuperando pezzi di colonne, particolari delle tecniche costruttive o quant’altro ne testimoniasse la Storia E impegnarsi nella salvaguardia del nostro patrimonio artistico ripulendo e restaurando ogni opera.»

Così oggi si ammira l’autoritratto di Louis Dorigny recuperato dal punto di vista materiale e critico. Dai pezzi anneriti di una testa separata dal collo e priva di calotta cranica, si è ricomposto il busto originale che ritrova la grande qualità del volto, il bellissimo panneggio della veste e le caratteristiche stilistiche e tecniche che permettono di attribuirlo allo scultore Alessandro Vittoria. Di lui sono anche i busti di Bonifacio Poiana e del giurista Vicenzo Pellegrini. Tutti paludati con richiami all’antico, sottolineati e associati a pezzi come la testa dell’imperatore romano Vitellio (anonimo del VII sec), che rilevano la presenza dei temi rinascimentali più frequentati e ricercati, creando rimandi con sculture e dipinti del momento.

 

La psicologia dei personaggi

Dal 700 all’800, e quindi al 900, da appannaggio delle classi nobili il ritratto va aprendosi sulle più varie realtà sociali, sempre più attento alla psicologia dei personaggi. Della Vicenza risorgimentale Giovanni Busato ritrae la contessa Salvi-Anselmi, la patriota sul cui palco alla Fenice aveva sventolato il primo tricolore; e la camicia rossa Domenico Cariolato, amico di Garibaldi che gli donò il proprio orologio e una medaglia col simbolo della trinacria, appuntata sul petto insieme a quella ricevuta da Vittorio Emanuele. Gli artisti e la Vicenza colta e borghese sono nel “Ritratto di Maddalena Campiglia”, donna dedita alle lettere, e poetessa citata dal Tasso, vista da Alessandro Maganza. Nelle sculture della vicentina Maria Scola Camerini. Nello splendido busto in maiolica invetriata di Pietro Alverà, autore della prima storia di Cortina d'Ampezzo. Nel “Ritratto di Felice Boscarati” dello scultore Cristoforo Dall’Acqua. Nel talento di Miro Gasparello che a 26 anni dipinge con fare boccioniano. Nell’autoritratto dell’illustratore de “La Domenica del Corriere” Achille Beltrame, autore del notevole “Ritratto di Luigi Toniato” (1891), architetto attivo a Vicenza sorpreso davanti al tavolo di lavoro, compasso in mano, matita abbandonata sul libro e sguardo fisso in un impenetrabile altrove. Mentre l’importante tela di Ubaldo Oppi indaga postura e gestualità delle mani de “I tre chirurghi” (1926), rivisti secondo lo schema classico del triplice ritratto, ma stagliati su sfondo metafisico.

 

Salendo la scaletta a chiocciola simmetrica a quella scesa all’inizio della mostra, si torna al piano terra. Nelle salette conclusive a destra dell’atrio, che espongono le opere donate al Museo dall’artista, scrittore, editore Neri Pozza (1912-1988): 43 ritratti in bronzo o in terracotta, 158 grafiche della città -tutti di sua mano- e la raccolta d’arte sua e della moglie Lea Quaretti. «Nel 2012 ricorre il centenario della nascita di Neri Pozza – sottolinea Avagnina - ed è nostro compito assoluto, imprescindibile e doveroso, ricordarlo e valorizzare quanto il Museo dispone per la sua generosità. Lo facciamo secondo il fil rouge del ritratto e anche questo ci consente di essere autarchici! Abbiamo esposto solo opere delle nostre collezioni: 126 selezionate tra quelle esposte nelle sale superiori, nei nostri depositi, o date in prestito temporaneo a pubbliche istituzioni. Scelte importanti che abbassano i costi di ogni operazione. Non c’è neanche un prestito! Non abbiamo dovuto chiedere niente a nessuno!»

 


 

Gavina Ciusa

07/12/2012

 

INFO

A Vicenza, in occasione della riapertura della BASILICA PALLADIANA, dal 4 ottobre 2012 al 20 gennaio 2013. si segnalano:

  • BASILICA PALLADIANA, "Raffaello verso Picasso. Storie di sguardi, volti e figure" a cura di Marco Goldin. Catalogo Linea d’ombra.

Prenotazioni: www.lineadombra.it, call center Linea d'ombra tel 0422.429999

  • PALAZZO CHIERICATI,Cinque secoli di volti. Una società e la sua immagine nei capolavori di Palazzo Chiericati” a cura di Maria Elisa Avagnini. Catalogo Marsilio editore.

  • PALAZZO THIENE, Sede storica Banca Popolare di Vicenza, Guida Skira. Visite guidate solo su prenotazione; tel 0444.339989 fax 0444.324648. Num. Verde 800 297886; www.palazzothiene.it

  • PALAZZO BARBARAN DA PORTO, “PalladioMuseum, contrà Porti 11, Vicenza.

 

Il “biglietto unico museum card” consente l’accesso a sette sedi museali: Teatro Olimpico, Musei civici (Pinacoteca di Palazzo Chiericati, Museo Naturalistico Archeologico, Museo del risorgimento e della Resistenza) due Musei privati (Museo Diocesaneo e Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanaro) e PalladioMuseum. Info sul biglietto unico fino al 20 gennaio 2013: tel 0444 323014, chiuso il lunedì. Info: segreteria@cisapalladio.org

Biglietti e info anche a Palazzo Trissino, corso Palladio 98, 36100 Vicenza tel +39 0444 221226 – fax +39 0444221231; www.comune.vicenza.it

 

Related Posts

VI edizione del LampedusaInFestival

06/09/2014

Lamp fest 2014 110Dal 25 al 30 settembre 2014 - Piccolo festival di comunità, migrazioni, lotte, turismo responsabile e storie di mare con concorso per filmakers. Sei giorni di cinema e documentari accompagnati da dibattiti con ospiti internazionali...

As Film Festival

14/06/2013

as_110La prima edizione dell'As Film Festival di cinema dedicato alla Sindrome autistica di Asperger  realizzato da ragazzi con la Sindrome e che si terrà - ingresso gratis - domenica 16 giugno al Maxxi di Roma.

Il Torino Film Festival nel segno di Virzì

06/11/2013

tff 2013 110La trentunesima edizione della rassegna, dal 22 al 30 novembre, è diretta per la prima volta dal regista di “Tutta la vita davanti”. Film d’apertura “Last Vegas” di John Turteltaub, tra i protagonisti Robert De Niro. Promette un festival più glamour con paillettes e red carpet.