OUM, «Soul of Morocco»


mk1_apr2013OUM, «Soul of Morocco», MDC/Distrib. Harmonia Mundi

È nata una stella nel cielo del Maghreb! In effetti, erano diversi anni che aspettavamo una grande artista che provenisse dall'Algeria, dalla Tunisia o dal Marocco, ed è proprio da quest'ultimo che arriva un diamante nuovissimo e splendente, dalle mille sfaccettature e riflessi, e non una semplice rosa del deserto!

Oum arriva circa 15 anni dopo l'irruzione di Natacha Atlas sulla scena musicale araba, imponendo uno stile, una personalità, un'individualità tipici dei grandi artisti. Se Natacha Atlas è stata la prima a portare con successo una ventata di aria fresca nella canzone araba perché, vivendo in Europa, ha saputo mettere insieme in maniera creativa Oriente e Occidente, restando nel solco di un Abdel Wahab che cantava il tango in arabo, se questa strada è stata poi portata avanti da voci come Souad Massi, che mescola folk, rock e dialetto algerino, insieme ad altre qui e lì, con Oum si compie un ulteriore passo avanti.

Oum non canta una musica strettamente marocchina o maghrebina, ma come altre prima di lei, come Sophia Charaï o Mamya, si prende la libertà di cantare il jazz nel suo dialetto, così come ogni sorta di melodia che le passi per la testa, che venga dal Brasile, dai Caraibi, dall'India o dal suo stesso Sahara.

Il Marocco per alcune cose è sorprendentemente moderno e questa modernità si esprime anche nella musica. Un po' come il “movimento di liberazione delle donne” negli anni '70, con questo disco Oum segna la nascita del “movimento di liberazione della canzone in Maghreb”, regione che si era fatta coinvolgere meno dalle esperienze di convinto métissage musicale di paesi come il Libano o la Turchia.

Oum ha sfacciatamente preso in prestito il suo nome da “la stella d'Oriente”, che fu Oum Kalthoum! Con umiltà, ha vestito anche i panni di quelle anziane donne che nelle serate dei villaggi marocchini e un po' in tutto il Sahara e il Maghreb, cantano canzoni antiche, che lei in quest'album vuol fare rivivere, non come tesori dimenticati, ma ancora molto vivi.

Accompagnata magnificamente da artisti formidabili, come il sassofonista Alain Debiossat, il chitarrista della Guyana Patrik Marie-Magdeleine, il contrabbassista cubano Damian Nueva-Cortes o l'oboista Jean-Luc Fillon, Oum, che il pubblico marocchino conosce già dai suoi due album precedenti, con quest'album fa un ingresso eclatante nella scena musicale internazionale. Un consiglio? Ascoltate “Taragalte”! Info dei suoi prossimi concerti su facebook.

 

oum_1cdPer ascoltare “Taragalte”:

 

 

 

 

 

 

 

 

oum_2cd

 

Per ascoltare “Whowa”: 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

www.facebook.com/oum.officialpage

 


 

 

Nadia Khouri-Dagher

Traduzione dal francese Alessando Rivera Magos

Aprile 2013

 

 

 

 

 

 

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