Algeria, il flagello della corruzione

saip_333Mani pulite e giochi di potere

Da mesi le prime pagine dei giornali sfoggiano scandali legati alla corruzione : milioni di dollari girati ai livelli più alti dello Stato e dell'economia. I nomi dei responsabili e delle società pubbliche o straniere sono dati in pasto all'opinione pubblica, ormai abituata a seguire queste vicende come una soap turca dagli innumerevoli colpi di scena, in cui i protagonisti non conoscono altro che il lieto fine.

Nell'affare più scottante è direttamente interessata la più grande compagania del paese, la Sonatrach, gruppo petroliero pubblico. Secondo la stampa italiana e canadese, le società Saipem (Italia) e i gruppi ENI e SNC Lavalin (Canada) hanno versato milioni di dollari per ottenere contratti miliardari con la Sonatrech. Ma quando è troppo è troppo ! Anche per un paese al 92° posto nella classifica annuale sulla corruzione della ONG Transparency International.

Pertanto sindacalisti e militanti dei diritti Umani hanno dato il via lo scorso marzo, tramite i social network, ad una petizione che invita le autorità ad accettare che alcuni cittadini si costituiscano parte civile contro gli autori incriminati negli affari di corruzione.

Dal canto suo, l'Associazione nazionale per la lotta alla corruzione (ANLC), all'origine di diverse rivelazioni, stima che lo Stato algerino stia “operando per la protezione et lo sviluppo della corruzione”, precisando che le dimenticanze della legge del febbraio 2006, relativa alla prevenzione e alla lotta contro la corruzione, espone l'Algeria a gravi pericoli. In effetti, questa legge non definisce in modo preciso quali siano “i delitti per la grande e piccola corruzione, le dimensioni e le conseguenze del delitto”.
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Anche gli algerini all'estero, tramite il Consiglio Nazionale dell'Immigrazione (CNI), ed il Movimento Cittadino Algerino in Francia (MCAF), hanno deciso di denunciare i responsabili implicati negli scandali di corruzione. Queste due associazioni, che vogliono costituirsi parte civile, chiedono il sequestro dei beni ottenuti illegalmente ed il congelamento dei conti bancari delle persone coinvolte nel caso Sonatrach.

I movimenti sociali, e soprattutto l'impegno dei giovani contro il clientelismo e la corruzione, hanno spinto le autorità a reagire. Con lo stile populista di sempre esprimono il proprio risentimento per le “rivelazioni sugli scandali politicofinanziari”. Il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika ha dichiarato a febbraio, con un messaggio scritto, di non poter più “tacere” gli scandali, spronando tuttavia la “giustizia a fare il suo lavoro”, alludendo all'apertura di un'inchiesta della procura di Algeri sull'affare della corruzione legata ai contratti tra ENI e Sonatrach.

Qualche settimana dopo, si inaugura l'Ufficio Centrale per la Repressione della Corruzione (OCRC). Una struttura supposta guidare la lotta alla corruzione, e stimolare la giustizia. La giustizia: ecco il vero problema secondo l'opinione pubblica. L'ultimo rapporto del dipartimento di Stato statunitense sulle libertà nella regione del Maghreb rivela una giustizia corrotta e comandata a bacchetta. Vi è un proverbio di strada per illustrare le dichiarazioni dei baroni di regime, di cui nessuno ignora l'arricchimento tanto rapido quanto colossale, che osano ancora parlare d'inchieste e sanzioni : “ Egli mangia con il lupo e piange col pastore”.

saip_333bStranamente, l'attuale operazione “mani pulite” è guidata dal potentissimo DRS (servizio di sicurezza interna). Difficile dire se sia una buona o una cattiva cosa perché è altrettanto difficile valutare quanto sia implicato lo stesso DRS negli scandali di corruzione. In molti pensano che sia impossibile che i generali che pilotano i servizi segreti ignorino l'esistenza delle “bustarelle” provenienti dall'estero, delle evasioni fiscali e del reciclaggio di denaro sporco. Ad Algeri c'è perfino chi dice che il DRS vuole approffittare della situazione per bloccare la strada ad un quarto mandato del clan Bouteflika, di cui alcuni membri – l'ex ministro dell'energia ed il fratello del presidente – sono immischiati negli scandali.

Ciò non toglie che il governo algerino è sempre riuscito a presentare all'estero una bella facciata economica. In un rapporto speciale sulle prospettive economiche della regione del Medio oriente e dell'Africa del nord, FMI e Banca Mondiale hanno classificato l'Algeria come il paese meno indebitato tra i 20 paesi della regione MENA nel 2012. Il Fondo Monetario Internazionale indica che il debito estero lordo dell'Algeria rappresenterà solo il 2,4 % del Prodotto Interno Lordo nel 2012, e dovrebbe mantenersi fisso nel 2013, contro i 2,8 % del 2011. Gli introiti delle esportazioni petrolifere dell'Algeria ammontano a 72 miliardi di dollari nel 2012. Da far venir l'acquolina in bocca a molti.

 

 


 

Ghania Khelifi

Traduzione dal francese Matteo Mancini

01/06/2013

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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